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SdS CQ (College Quarterly) Quarto Trimestre 2018 – 05

Lezione 5

27 ottobre-2 novembre

L’esperienza dell’unità nella chiesa delle origini

«Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere»

(Atti 2:42)

Sabato

INTRODUZIONE

Essere insieme, fare insieme

di Patience Joyner, Nairobi, Kenya

Atti 2:44

Iniziò con una conversazione su Facebook: una mia nuova amica era avventista e mi lanciò una domanda diretta, «Dove entri in comunione fraterna?». Dopo una lunga conversazione, organizzammo un incontro di persona nella loro chiesa, un sabato. Oggi, Abby è una mia grande amica. Ci incontriamo abbastanza spesso, condividiamo idee e partecipiamo ad attività insieme. Mi ha presentato i suoi amici e io ho fatto lo stesso con lei. Incontrarla mi ha aperto un mondo completamente nuovo: il mondo della comunione fraterna, il mondo dell’unità, il mondo dell’essere insieme e di fare insieme.

James Stalker disse, «Dove due o tre persone si riuniscono, le preghiere di uno colpiscono il fuoco dell’animo di un altro; e l’ultimo a sua volta apre la via ad altezze di devozione più nobili. Ed ecco! La loro gioia cresce, c’è qualcuno in mezzo a loro che tutti riconoscono e a cui si aggrappano».[1]

Il tema della comunione fraterna impera nelle chiese cristiane di oggi. Ha portato alla creazione di sale d’incontro, cene, ritiri. Ma in molti casi, la cosiddetta comunione fraterna non riflette il vero significato della parola. Secondo le traduzioni greche, la parola “comunione fraterna” suggerisce «avere qualcosa in comune». In altre parole, significa unità.

L’unità della chiesa è stato un tema importante sia per la prima chiesa sia per i cristiani di oggi. La Bibbia ci porta alle esperienze iniziali di unità, quando i credenti in Cristo «erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere» (Atti 2:42).

Quindi, la comunione fraterna è un mezzo con cui Dio compie la sua volontà attraverso la chiesa. I credenti devono conoscere il significato della vera comunione fraterna e come possono partecipare a essa attraverso le loro chiese locali, perché è importante. Stando alle parole di Stalker, la comunione fraterna denota una relazione che coinvolge più di una persona. Nella comunione fraterna, sviluppiamo un’unità interiore con Cristo e mostriamo solidarietà esteriore con gli altri credenti. Nella comunione fraterna, contribuiamo, condividiamo, partecipiamo.

La chiesa delle origini viveva l’unità attraverso la comunione fraterna. Possiamo farlo anche noi oggi. La comunione fraterna cristiana non è necessariamente cenare, guardare film o giocare, o partecipare alle attività con gli altri credenti. Tutte queste attività hanno il loro posto, ma solo finché aiutano a compiere la volontà di Dio. La comunione fraterna cristiana è fare la volontà di Dio insieme, e ciò produce l’unità di chiesa.

Nella nostra discussione questa settimana, ci concentriamo sulle varie esperienze di unità nella chiesa delle origini e su cosa noi, nel ventunesimo secolo, possiamo imparare da quelle esperienze.

[1] https://www.christianquotes.info/quotes-by-topic/quotes-about-unity/#axzz4ox6zlMe3

Domenica

LOGOS

La ricetta dell’unità

di Tony Philip Oreso, Nairobi, Kenya

Atti 1:12–14; 2:5–13; 2:42–47; 5:1–11

L’esperienza di unità vissuta dai primi credenti è sempre stata al centro di ogni evangelizzazione di successo, sino ad arrivare al nostro tempo. L’unità è chiaramente uno strumento vitale nel promuovere il vangelo. La lezione di questa settimana spiega alcune questioni centrali che scolpirono l’unità allora, rilevanti per noi oggi.

Giorni di preparazione (Atti 1:12–14)

La preghiera era un elemento chiave nell’assicurarsi che l’unità cristiana prevalesse nella prima chiesa. Anche prima della discesa dello Spirito Santo, i credenti restavano concordi, con la preghiera come uno dei fattori unificanti. Pregavano per le loro tribolazioni, i pericoli e le sfide che affrontavano nella diffusione del vangelo dopo l’ascensione di Cristo al cielo. La preghiera scaccia la paura. Fa sì che i credenti attraversino il dolore e la sofferenza con fiducia. Questo giorno particolare (Atti 1:1214), gli apostoli e gli altri credenti si radunarono per pregare in comunione fraterna, aspettando la promessa dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo sarebbe stato insegnante, guida, avrebbe ispirato le loro decisioni. Riflettendo sulle abitudini di preghiera della chiesa delle origini, possiamo imparare molto, ricevendo la testimonianza che, uniti in amore e in preghiera fervente per la missione, furono ricevute immense benedizioni.

Da Babele alla Pentecoste (Atti 2:5–13)

Il messaggio dell’effusione dello Spirito Santo si diffuse per Gerusalemme e le meravigliose opere compiute dagli apostoli attirarono una moltitudine di persone. Alcune col tempo diventarono credenti. Per i credenti è più facile ricevere le benedizioni di Dio quando si uniscono e parlano all’unisono come un unico corpo di Cristo. Per i primi credenti, l’arrivo dello Spirito Santo confermò la loro unità nella fede. Cristo aveva promesso ai discepoli che avrebbe mandato lo Spirito Santo per confortare i credenti in sua assenza (Giovanni 14:16, 17).

Con la potenza dello Spirito Santo, gli apostoli erano in grado di rispondere alle esigenze dell’evangelizzazione nella loro epoca. Erano in grado di portare il messaggio della morte e resurrezione di Cristo a persone di vari contesti. I credenti di oggi dovrebbero imparare dall’influsso dello Spirito Santo sui primi credenti. Dio opera in modi che il mondo non può capire. Da questo brano, possiamo notare come alcune persone percepirono le azioni dello Spirito Santo: «Ma altri li deridevano e dicevano: “Sono pieni di vino dolce”» (Atti 2:13). Quando permettiamo a Dio di servirsi di noi, egli ci può trasformare e compiere grandi cose attraverso di noi.

Vivere come cristiani (Atti 2:42–47)

La comunione fraterna era un aspetto importante dell’unità cristiana nella chiesa primitiva. La Bibbia spiega che i credenti «erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna» (Atti 2:42). I credenti svilupparono un nuovo stile di vita in Cristo. Si unirono alla chiesa dopo aver sentito il messaggio della buona notizia dagli apostoli.

I credenti oggi possono imparare dall’andamento stabilito dalla prima chiesa. La comunione fraterna è parte dell’unità della chiesa. Ma i credenti devono sapere che la comunione fraterna non è semplicemente socializzare. La parola comunione fraterna suggerisce un rapporto intimo reciproco tra persone con un programma comune. Per i credenti, il legame comune è Gesù, di cui devono sostenere gli insegnamenti come riportato nella Bibbia.

La comunione fraterna include l’aiutarsi a vicenda secondo i doni spirituali che possediamo. È un modo per esprimere amore, accettazione, fedeltà, interesse e assistenza spirituale verso altri membri come un corpo in Cristo. Come possiamo mostrare comunione fraterna nelle nostre chiese locali? Oggi, la comunione fraterna può apparire nelle nostre attività in molti casi. Quando confortiamo chi sta male, offriamo assistenza personale, partecipiamo a studi biblici e incoraggiamo persone che si sentono abbattute, allora siamo coinvolti gli uni con gli altri in una forma di comunione fraterna.

Generosità e avidità (Atti 5:1–11)

La storia di Anania e sua moglie Saffira insegna ai credenti come Dio affronta il peccato, specialmente quando i credenti diventano infedeli. Anania cospirò con sua moglie per appropriarsi indebitamente di parte dei fondi che appartenevano all’opera di Dio. Come se pensassero che gli apostoli non l’avrebbero saputo, Pietro espose la loro disonestà. La conseguenza di quel peccato costò loro la vita. Ma la pratica non finì con Anania.

C’è una battaglia in corso tra Satana e i credenti, in cui il principe delle tenebre attacca la chiesa dall’interno. Questo è anche evidente in Luca 22:3, quando Giuda, uno dei discepoli, tradì Gesù. Tanti cristiani non sono in grado di resistere alle tentazioni portate dal nemico. Ma è possibile dissipare i tranelli del nemico se emuliamo i princìpi di Cristo (Luca 4:113).

Come credenti, come Anania, abbiamo la piena responsabilità di quello che possediamo. Dobbiamo sviluppare un alto livello di integrità e onestà quando abbiamo a che fare con il nostro creatore. Come al solito, il diavolo è a caccia (1 Pietro 5:8) e dovremmo sempre essere vigilanti.

«Ma il peccato ci acceca alla vera natura della trasgressione: che il nostro peccato è contro Dio. Il peccato ci acceca in modo da farci scegliere i guadagni a breve termine in questa vita, incuranti della perdita a lungo termine nella prossima (Luca 9:2425)».[1]

La disonestà rovina l’unità della chiesa oggi come lo faceva per la chiesa delle origini. Se vogliamo restare fedeli a Cristo, l’onestà e l’integrità devono formare la base del nostro carattere. Il messaggio di disonestà in Atti 5:111 parla ai cristiani di oggi. Non dobbiamo permettere all’ipocrisia egoista di rovinare la nostra unità e comunione fraterna piena di Spirito.

Rispondi

  1. In che modo la mancanza di preghiera influisce sull’unità della chiesa?
  2. Come possiamo partecipare nella vera comunione fraterna come credenti in questa generazione?
  3. Come possiamo costruire e mantenere l’onestà nelle piccole cose?

[1] «Esempio negativo: Anania e Saffira», tratto da https://www.biblegateway.com/resources/commentaries/IVP-NT/Acts/Negative-Example-Ananias, 9/8/2017

Lunedì

TESTIMONIANZA

Unità nella diversità

di Brian Ongeri, Nairobi, Kenya

Atti 2:5

La venuta dello Spirito Santo sui credenti fu un’esperienza significativa. Ellen White, in Gli uomini che vinsero un impero, offre conoscenze importanti per aiutarci ad assimilare il concetto.

«L’ascensione di Cristo era un segno. Essa indicava che presto i suoi seguaci avrebbero ricevuto la benedizione promessa. Per questo essi attendevano la sua manifestazione prima d’intraprendere la loro missione. Una volta arrivato nelle sedi celesti, Gesù fu posto sul trono e qui ricevette l’adorazione degli angeli. E quando questa cerimonia terminò, lo Spirito discese abbondantemente, e Cristo fu glorificato e ricevette gli stessi onori che aveva condiviso con il Padre sin dall’eternità».[1]

Quando lo Spirito Santo prese il suo posto sulla vita dei credenti, rese più facile per gli apostoli e gli altri credenti l’allontanarsi per diffondere il vangelo. Ellen White nota come poteva essere difficile la diffusione del vangelo senza l’intervento dello Spirito:

«“A Gerusalemme c’erano Ebrei, uomini molto religiosi, venuti da tutte le parti del mondo”. Atti 2:5. Durante il periodo della diaspora [dal 722 a. C. in poi, ndr], gli ebrei si erano sparsi in tutto il mondo allora abitato, e nel loro esilio avevano imparato a parlare varie lingue. Molti di loro erano venuti a Gerusalemme per partecipare alla celebrazione delle feste religiose tradizionali. Ogni lingua era rappresentata da coloro che partecipavano a queste feste. La diversità di lingue sarebbe stato un grande ostacolo per la proclamazione del Vangelo; Dio perciò scelse un modo miracoloso per colmare la lacuna degli apostoli in questo ambito. Lo Spirito Santo fece per loro ciò che essi non avrebbero potuto compiere da soli in tutta la vita».[2]

«La Pentecoste portò loro l’illuminazione celeste. Le verità che non potevano comprendere mentre Gesù era con loro, ora erano capite. Con una fede e una certezza che non avevano mai conosciuto prima, accettavano gli insegnamenti delle Sacre Scritture. La divinità del Cristo non era più una questione di fede. Loro sapevano che, sebbene rivestito di umanità, Egli era senza dubbio il Messia, e raccontavano la loro esperienza al mondo convinti del fatto che Dio era in mezzo a loro».[3]

La prima chiesa cristiana ricevette lo Spirito Santo per la prima volta, in un’esperienza drammatica che ebbe come risultato la nascita di chiese e di convertiti a Cristo. Per i cristiani di oggi, abbiamo già lo Spirito in mezzo a noi. Quello che dobbiamo fare è accettare di lavorare con lui per raggiungere i nostri obiettivi spirituali.

Rispondi

  1. Quali ostacoli possiamo avere nel diffondere il vangelo se non permettiamo allo Spirito Santo di lavorare con noi?
  2. Cosa fecero di diverso i primi credenti, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo?

[1] Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, p. 25

[2] Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, pp. 25-26

[3] Ibid., p.29

Martedì

EVIDENZA

Risorse per l’unità di chiesa

di Dorothy Atieno, Nairobi, Kenya

Atti 2:47

«Possiamo dimorare in unità…»[1] è un augurio presente nell’inno nazionale del Kenya. Cantandolo, i cittadini colgono l’ispirazione che sono uno, a prescindere dalle loro differenze individuali. Nella chiesa, l’unità è ugualmente importante, e per questo i primi cristiani mostravano unità con Cristo e tra di loro.

Dopo l’ascensione di Cristo, il tema dell’unità diventò più reale per gli apostoli. Il punto culminante venne il giorno della Pentecoste, quando Cristo mandò lo Spirito Santo su di loro (Atti 2: 1-13). Attraverso la comunione fraterna e la preghiera, vivevano un senso di unità che permise loro di compiere miracoli e prodigi nel nome di Dio.

Alcuni di noi potrebbero pensare che l’unità della chiesa sia impossibile da raggiungere, date le nostre differenze in cultura, contesto sociale e alcune cose diverse che ci piacciono. Ma Dio ha fornito abbastanza risorse per i credenti attraverso cui essi possono raggiungere e mantenere l’unità della chiesa. L’apostolo Paolo parlò di queste risorse ai filippesi, una delle prime chiese che affrontò la divisione (Filippesi 2:1; Atti 6:1).

Abbiamo incoraggiamento in Cristo: una delle cose che abbiamo in comune come credenti è l’incoraggiamento che abbiamo dalla nostra relazione con Cristo. Potremmo attraversare varie sfide in questo mondo, ma abbiamo Cristo al nostro fianco che ci conforta durante la sofferenza e che ci incoraggia nei momenti difficili. Come credenti, abbiamo la più grande promessa che Cristo sarà «con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente» (Matteo 28:20).

Abbiamo l’amore di Cristo: quando l’abbiamo accettato come nostro salvatore, siamo certi dell’amore incondizionato di Cristo. La Chiesa mondiale avventista non può restare unita se le chiese individuali non abbracciano l’amore di Cristo. Per la chiesa delle origini, l’amore di Cristo diede loro lo Spirito per continuare in comunione fraterna e in preghiera. Nell’assenza dell’amore di Cristo, subentra la paura (1 Giovanni 4:18). Temiamo il rifiuto, temiamo di perdere i nostri beni o la nostra vita. Ma quando viviamo l’amore di Cristo, possiamo sollevarci in unità, sapendo che «Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?» (Romani 8:31).

Abbiamo comunione fraterna con lo Spirito Santo: per la chiesa delle origini, lo Spirito Santo venne su di loro il giorno della Pentecoste. Diresse le loro azioni e permise loro di capirsi a vicenda anche se venivano da contesti diversi. Per i cristiani di oggi, riceviamo lo Spirito Santo al battesimo. Paolo scrive, «Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi» (1 Corinzi 12:13). Con lo Spirito Santo in mezzo a noi, siamo fiduciosi di essere un corpo in Cristo, con doni spirituali che usiamo per glorificarlo e per edificarci l’un l’altro.

Rispondi

  1. Quali sono alcune delle minacce all’unità nella tua chiesa locale?
  2. I giovani, come possono migliorare l’unità della chiesa localmente e a livello mondiale?

[1] Ved. http://www.kenya-advisor.com/kenya-national-anthem.html, visitato il 6/8/2017

Mercoledì

COME FARE

Tenere la divisione a bada

di Alphonce Mwaka, Nairobi, Kenya

Atti 5:1, 2

Quasi ogni chiesa oggi soffre per la malattia della divisione. È comune vedere chiese divise in fazioni, litigi tra membri e una classe dirigente divisa. Ma per ogni malattia, c’è una misura preventiva e quindi non dobbiamo aspettare di avere gravi problemi per trovare una soluzione.

Prima di soffermarci tanto sul tema della divisione nelle nostre chiese locali, è importante capire che il virus della divisione si è evoluto a lungo. La divisione esisteva nella prima chiesa come esiste oggi. Una delle minacce all’unità della chiesa è l’infedeltà, che è evidente in Anania e Saffira (Atti 5:1–11).

È importante notare che l’unità della chiesa inizia a calare quando i membri non cercano la guida di Dio. Unità non vuol dire uniformità. Non dobbiamo essere della stessa etnia, tribù o livello di istruzione per mantenere l’unità. Possiamo avere opinioni divise su questioni diverse, ma se cerchiamo la guida dello Spirito Santo, possiamo usare l’arcobaleno della nostra diversità per arrivare alle risposte migliori.

L’unità della chiesa era un ingrediente importante nella chiesa delle origini. Era uno degli ingredienti che aiutò gli apostoli a sospingere il vangelo dopo l’ascensione di Cristo. Alla chiesa di Efeso, Paolo sottolineò l’importanza dell’unità in Cristo e incoraggio i cristiani di lì a «conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace» (Efesini 4:3).

Nelle nostre chiese oggi, possiamo tenere lontano il virus della divisione implementando i passi seguenti:

Abbraccia la preghiera e la Scrittura: dove ci sono due o più persone, emergeranno sicuramente dei punti di vista divergenti. Ma dove guida lo Spirito, è più probabile che tu prenda la decisione giusta.

Rispetta le opinioni degli altri: ogni persona ha il diritto di avere la propria opinione. Con questo in mente, non dovremmo perdere di vista la guida di Dio in ogni discussione.

Sii positivo: essere ottimisti ci aiuta a contribuire positivamente alle questioni che sorgono. Se desideriamo un cambiamento, dovremmo esserne parte. Evita i pettegolezzi; parla alle persone.

Rispetta la dirigenza di chiesa: sostieni i responsabili di chiesa nell’avanzamento della missione della chiesa. Smetti di paragonare la tua chiesa alle altre. Concentrati su quello che puoi fare per migliorare la situazione.

Rispondi

  1. Cos’altro pensi possa aiutare a eliminare la divisione nella chiesa?
  2. Se fossi il responsabile della tua chiesa, come ti assicureresti che l’unità di chiesa prevalga?
  3. Quali sono alcuni dei benefici nell’abbracciare l’unità nella diversità?

Giovedì

OPINIONE

Generosità: un ingrediente per l’unità di chiesa

di Fanice Khadira, Nairobi, Kenya

Atti 4:32

Per proteggere l’unità della chiesa, i credenti dovrebbero condividere con gioia le risorse che Dio dà loro. Un atto di generosità tra credenti è documentato in Atti 4:32–37 quando i credenti vendettero i loro beni e condivisero i ricavi con i membri bisognosi. Usavano i loro averi per venire incontro ai bisogni temporali e finanziari della chiesa.

Una delle caratteristiche di un credente sano è di dare generosamente e con gioia. «Dio ama un donatore gioioso» (2 Corinzi 9:7) è uno dei migliori principi di generosità. La parola «gioioso» è un aggettivo con sinonimi come felice, gioviale, entusiasta o allegro. Dio vuole che diamo con gioia, con amore.

Ma come diventiamo donatori gioiosi? «…L’economia di Dio c’è sempre stata ed esisterà a lungo dopo che le economie di questo mondo saranno state dimenticate. L’economia di Dio non è soggetta al mercato in crescita o al ribasso; è sempre in alto!»[1]

Se ti avventuri nella borsa, devi capire gli alti e i bassi degli affari. Allo stesso modo, è consigliabile capire come funziona l’economia di Dio; e la Bibbia lo spiega completamente!

Nelle nostre chiese locali, abbiamo membri con vari bisogni finanziari. L’intero corpo della chiesa ha bisogno di assistenza finanziaria di quando in quando, per aiutare a muovere la missione e le attività. Come possiamo essere donatori gioiosi verso queste cause? Sta a noi assicurarci di muoverci insieme come un corpo di Cristo a prescindere dalle nostre differenze. La generosità è un modo per raggiungere quell’unità. Funzionò per la chiesa delle origini ed è possibile per noi raggiungere gli stessi risultati.

«Non solo la generosità riduce lo stress, aiuta la salute fisica, accresce la motivazione e combatte naturalmente la depressione, è stato osservato che aumenta anche l’aspettativa di vita».[2]

Comunque, c’è molto di più nella generosità nell’ambito spirituale. Come credenti, dovremmo sapere che Dio ci ha dato la responsabilità delle sue ricchezze. Siamo amministratori della ricchezza di Dio. La Bibbia dà un consiglio saggio a questo proposito: «Guàrdati dunque dal dire in cuor tuo: “La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno procurato queste ricchezze”. Ricòrdati del Signore tuo Dio, poiché egli ti dà la forza per procurarti ricchezze» (Deuteronomio 8:17–18).

Tutto quello che possediamo, incluso il denaro, appartiene a Dio (Salmi 24:1; Aggeo 2:8). Dio ci ha dato l’opportunità di essere mezzi attraverso cui la sua ricchezza scorre da una causa all’altra. Quando impariamo l’arte di restituire a Dio, egli ci dà di più (Luca 6:38; 1 Samuele 2:30).

Rispondi

  1. Quali sono alcuni dei bisogni finanziari e materiali che dovresti affrontare nella tua chiesa?
  2. Come mettiamo in pratica la generosità anche quando non abbiamo abbastanza per noi stessi?

[1] Ved. su http://www.gabc.org/wp-content/uploads/s011716.pdf, visitato il 7/8/17

[2] ved. su http://www.huffingtonpost.com/lisa-firestone/the-benefits-of-generosit_b_5448218.html, visitato il 7/8/17

Venerdì

ESPLORAZIONE

Il fattore unità

di Charles Ochieng’, Nairobi, Kenya

Efesini 1:13

CONCLUSIONE

Quando i cristiani si uniscono per una causa nobile, è una buona unità. L’unità che vivevano i primi credenti è possibile per noi oggi. Ma perché ci sia tra noi un’unità piena di Spirito, dobbiamo accogliere lo Spirito Santo perché ci guidi nella nostra comunione con Cristo e gli uni con gli altri. Lo scopo finale dell’unità cristiana è di glorificare il nome di Cristo con le nostre azioni, i doni e le risorse che abbiamo a nostra disposizione.

PROVA A

  • Elencare alcune delle cose che ci distraggono dal raggiungere l’unità come avventisti, poi scrivere alcuni dei modi in cui potremmo evitare queste distrazioni.
  • Memorizzare Atti 2:42 e usarlo come versetto di apertura ogni volta che ti trovi in comunione fraterna con gli altri credenti. Condividi con i tuoi fratelli e sorelle credenti le esperienze dei benefici di essere uniti come un corpo in Cristo.
  • Scrivere una poesia intitolata «comunione fraterna cristiana». Pensa alle frasi che puoi includere nella poesia per renderla pertinente alla tua chiesa o comunità. Recita la poesia a casa e in chiesa il sabato.
  • Creare un gruppo di comunione fraterna su una piattaforma di social media come Facebook o Whatsapp. Recluta quanti più membri possibile e condividi le tue esperienze personali su come poter consolidare la vostra relazione con Cristo.
  • Comporre un canto per l’unità nella tua chiesa. Cantalo con i membri durante gli incontri di preghiera o il sabato.
  • Creare una cassa di sostegno per le persone meno fortunate nella tua chiesa. Raccogli scarpe, vestiti, denaro e altro materiale da distribuire ai membri. Condividi la soddisfazione e l’appagamento che deriva dal progetto con i membri della tua classe della scuola del sabato.
  • Raccogliere informazioni da varie persone sulla loro definizione di «comunione fraterna». Nota le differenze o somiglianze con la descrizione di comunione fraterna in Atti 2:42

CONSULTA

E.G. White, Gli uomini che vinsero un impero, cap. 13, «Giorni di preparazione».

E.G. White, Gli uomini che vinsero un impero, cap. 4, «La Pentecoste».

Salmo 133:1; 1 Corinzi 1:10; Galati 3:26–28.

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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