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SdS CQ (College Quarterly) Primo Trimestre 2018 – 10

Lezione 10

3-9 marzo 2018

Quale ruolo svolge la gestione cristiana della vita?

«Dio infatti non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione» (1 Tessalonicesi 4:7)

Sabato 3 marzo

INTRODUZIONE

Il triangolo dell’amministrazione

di Mark Gift, Nairobi, Kenya

Colossesi 1:16-18

Il vocabolario Treccani definisce amministrare come «Reggere, curare, regolare, sorvegliare il buon andamento».[1] Quando iniziamo il nostro cammino con Dio, diventiamo suoi amministratori fedeli, pronti a vivere una vita trasformata. Come amministratori fedeli, Dio ci ha affidato varie risorse materiali, umane e finanziarie.

Proviamo a pensare all’amministrazione come un triangolo, con Dio alla punta più alta e i cristiani e le risorse alla base. Dio è un fornitore fedele e ci ha dato lo Spirito Santo per guidarci e per ispirare le nostre decisioni su come usare i suoi doni saggiamente. Dalla settimana della creazione, Dio ha dato all’uomo la responsabilità di essere un amministratore (Genesi 1:28).

Ma quando è venuto il peccato, ha stravolto l’organizzazione originale, e l’uomo ha perso la facoltà che Dio gli aveva dato di essere un buon amministratore. Ciò nonostante, non tutto fu perduto quando Dio decise di ripristinare l’ordine attraverso suo Figlio Gesù Cristo. Il modo in cui comprendiamo l’amministrazione, come seguaci di Cristo, comporta la consapevolezza che egli è al centro della nostra vita e delle nostre risorse.

Dio ci offre le risorse gratuitamente e vuole che le usiamo per portare avanti il suo regno. Possiamo raggiungere questo obiettivo quando accettiamo il costo del discepolato. Scegliamo di seguire Cristo e di ubbidire alla Parola di Dio, a prescindere dalle circostanze del momento. Come discepoli cristiani, viviamo un cambiamento di atteggiamento per impegnarci per il Signore.

L’amministrazione cristiana fa parte di uno stile di vita riformato in cui riconosciamo Dio come la fonte della nostra vita, libertà e di tutto quello che possediamo. Va oltre l’uso responsabile delle risorse materiali e umane. Supera la donazione generosa dei nostri talenti, del nostro tempo o averi. Ha la capacità di ricostruire il modo in cui concepiamo il nostro stile di vita e di aiutarci a seguire quello che Dio, colui che ci dà la vita e le risorse, vuole che facciamo.

Quello che possiamo fare come amministratori cristiani è ricevere i doni di Dio, usarli responsabilmente, condividerli amorevolmente e restituirli a Dio per portare avanti il suo regno. David Livingstone una volta disse, «Non attribuisco alcun valore a cose che ho o potrei possedere, tranne che in relazione al regno di Dio. Se qualcosa porterà avanti gli interessi del regno, sarà dato via o tenuto, solo per quanto dandolo o tenendolo promuoverà la gloria di colui al quale devo tutte le mie speranze nel tempo o nell’eternità».[2]

Questa settimana, conosceremo meglio il ruolo dell’amministrazione nella nostra vita come cristiani.

[1] http://www.treccani.it/vocabolario/amministrare/

[2] David Livingstone, «Stewardship», visitato il 17 ottobre 2016,  http://www.sermonillustrations.com/a-z/s/stewardship.htm.

Domenica 4 marzo

EVIDENZA

Amministrazione in un quadro più generale

di Jayne Oreso, Nairobi, Kenya

Apocalisse 14:7

Per molte persone, anche cristiane, l’amministrazione ruota attorno alla vita personale. Le persone si preoccupano di come poter vivere secondo le proprie possibilità, come controllare i debiti o tenere la contabilità delle loro spese. Altri attribuiscono la questione dell’amministrazione solo alle decime e alle offerte.

Mentre attività del genere costituiscono una buona percentuale dell’amministrazione, è importante per i cristiani sapere che essa va oltre la vita personale. Il salmista scoprì questa verità molti anni fa e scrisse, «Al Signore appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti. Poiché egli l’ha fondata sui mari e l’ha stabilita sui fiumi» (Salmi 24:1, 2).

Dio, l’autore dell’amministrazione, è santo e fedele. Egli trasferisce quella qualità a chi sceglie di adorarlo in spirito e verità (Giovanni 4:24). Attraverso Gesù Cristo, arriviamo a conoscere la santità e la fedeltà di Dio. Nella Bibbia, Paolo scrive a Timoteo che Dio ha manifestato la sua santità attraverso Gesù Cristo, «il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il vangelo» (2 Timoteo 1:10).

Quando riconosciamo che Dio è il proprietario di tutto quello che abbiamo, inclusa la nostra vita, siamo in grado di gestire le risorse secondo la sua visione e i suoi valori. Questo porta alla mente il fatto che la relazione che abbiamo con le risorse e i beni non dipende dalla proprietà. Siamo solo amministratori delle risorse e dei beni a nostra disposizione. Come seguaci di Cristo, dovremmo guardare all’amministrazione da quel punto di vista.

Quando lo facciamo, vivremo un cambiamento nel modo di vedere le risorse a nostra disposizione. Vedremo le entrate come una responsabilità: un mezzo per raggiungere uno scopo. Ci renderemo conto che i nostri beni non dovrebbero definire chi siamo, ma dovremmo usarli per portare avanti la causa di colui ce li ha dati. Le nostre spese non dovrebbero basarsi su quello che possiamo permetterci, ma sul fatto se quello per cui spendiamo onori Dio. Il nostro dare non dovrebbe mai basarsi su quanto Dio vuole che diamo, ma su quanto vuole che teniamo.

Cristo è il nostro esempio per cosa voglia dire santo e fedele (vedi Ebrei 4:14-16). Il nostro ruolo come amministratori in quest’epoca è di seguire il suo esempio in tutto quello che facciamo e diciamo. In lui, vediamo quello che Dio vuole che facciamo come amministratori fedeli. Tutta la sua vita ci insegna che l’amministrazione è più che una vita facendo economia, la restituzione del dieci percento delle nostre entrate e la donazione di offerte. Pur facendo parte dello stile di vita cristiano, fare solo quello non ci qualifica per essere fedeli amministratori cristiani.

Rispondi

  1. In che modo una comprensione cristiana dell’amministrazione ci aiuta a diventare una creazione nuova?
  2. Se Dio possiede già tutto, perché dobbiamo restituirgli le risorse?
  3. 3. In che modo Cristo si presenta come amministratore fedele?

Lunedì 5 marzo

LOGOS

Dentro l’amministrazione cristiana

di Tony Philip Oreso, Nairobi, Kenya

Genesi 6:13-18; Matteo 24:37; Marco 10:45; Giovanni 14:6; 17:17; 2 Corinzi 6:1-4; Filippesi 4:13; 3 Giovanni 3; Apocalisse 14:6-12

Cristo è l’autore dell’amministrazione (Marco 10:45; 2 Corinzi 5:17; Filippesi 2:9-11)

Vivere come cristiani comporta seguire l’esempio di Cristo. Da quello che diciamo e facciamo, a come viviamo, Cristo dovrebbe essere il nostro punto di riferimento. Questo fa capire bene che l’amministrazione ha a che fare con il nostro stile di vita come cristiani. È possibile conquistare le persone per Cristo attraverso l’amministrazione. Questo dipende da come ci relazioniamo con le persone all’interno della nostra chiesa e fuori da essa, da quello che mangiamo e beviamo, dalle attività che svolgiamo, e molti altri fattori.

La lettera di Paolo ai Filippesi conferma che Cristo si è abbassato a sopportare il dolore e la sofferenza così che l’umanità potesse essere riconciliata con Dio. Cristo è il ponte che seguiamo per il regno di Dio. Quindi, dovremmo sottometterci a lui come nostro Signore e Salvatore in tutto quello che facciamo. Il ruolo dell’amministrazione è di aiutare a riconoscere l’opera di Cristo in noi e di usare i nostri beni e le nostre risorse per esaltarlo e farlo brillare nella nostra vita. Questo è in linea con quello che re Salomone fece quando spese una gran quantità di risorse per costruire e arredare il tempio di Dio (1 Re 7:33).

Il primo passo nell’amministrazione cristiana è di accettare Cristo nella nostra vita. Questo ci può aiutare a vedere il mondo e noi stessi da una prospettiva diversa. Possiamo gestire il nostro tempo e i nostri talenti in maniera diversa e usare le nostre risorse per portare avanti la causa di Cristo. In sostanza, l’amministrazione cristiana è un riflesso della leadership di servizio, in cui Cristo è il nostro esempio (vedi Marco 10:45).

Camminare nella verità come amministratori (Giovanni 14:6; 17:17; 3 Giovanni 3)

L’amministrazione è essere sinceri. In Atti 5:1-11, Anania e Saffira morirono per essere stati falsi con Dio. Questo dovrebbe insegnare a tutti i cristiani che Dio vede i nostri cuori. In molti casi, mentiamo a Dio su come spendiamo il nostro tempo e come gestiamo le altre risorse a nostra disposizione.

Per mantenere il nostro titolo di amministratori cristiani, dobbiamo camminare nella verità e Cristo è il nostro fondamento logico per la verità. La Bibbia conferma che Gesù è la via, la verità e la vita (Giovanni 14:6). Di conseguenza, camminare nella verità come amministratori cristiani significa seguire Cristo. Giovanni ha sottolineato il punto quando ha scritto, «Mi sono rallegrato molto quando sono venuti alcuni fratelli che hanno reso testimonianza della verità che è in te, del modo in cui tu cammini nella verità» (3 Giovanni 3).

Anche se Giovanni ha indirizzato la lettera a un anziano in particolare, la lezione che si trae dalla lettera è che camminare nella verità è ancora importante oggi come lo era al tempo dell’apostolo Giovanni. In una preghiera per i suoi discepoli, Cristo disse che i suoi discepoli, dopo averlo conosciuto, avevano capito che tutto appartiene a Dio. I discepoli sono amministratori e il loro stile di vita e le loro azioni dovrebbero portare gli altri a Cristo.

Un avviso di attenzione (Genesi 6:13-18; Matteo 24:37; 2 Corinzi 6:1-4; Apocalisse 14:6-12)

Dio ha sempre svelato le sue promesse a quelli che osservano i suoi comandamenti. In Apocalisse 14:6-12, il messaggio è chiaro, come trasmesso dai tre angeli. Il primo angelo parla della diffusione del vangelo eterno di Cristo. Questo è uno degli obiettivi principali degli amministratori cristiani. Con il nostro tempo, conoscenza, abilità e altre risorse a portata di mano, Dio si aspetta che diffondiamo la buona notizia del suo regno in posti che non sono stati raggiunti.

Il secondo angelo avverte della distruzione di un regno peccaminoso. Questo accade quando il vangelo raggiunge ogni tribù, popolo e nazione. La malvagità di Babilonia, di cui il rivelatore parla in questo passaggio, riflette la situazione di peccato del nostro mondo.

Il terzo angelo lancia un avvertimento che le persone non si concedano niente che abbassi la dignità del Signore. Se dopo aver sentito i messaggi del primo e del secondo angelo, perseveriamo nell’idolatria e prendiamo parte alla natura peccaminosa del mondo, allora affrontiamo l’ira di Dio.

I messaggi dei tre angeli forniscono una base su cui ogni amministratore cristiano dovrebbe muoversi. Se amiamo Dio, osserveremo i suoi comandamenti e diffonderemo il suo amore nel mondo. È per questo che il terzo angelo conclude, «Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù» (Apocalisse 14:12).

Gli amministratori cristiani abbracciano la santità (Ebrei 9:4; 1 Pietro 1:15, 16)

Il nostro Padre in cielo, il proprietario di tutta la provvidenza, è santo (vedi Isaia 5:16). Egli vuole che siamo santi per poter condividere il suo regno. Con la natura peccaminosa che abbiamo, non possiamo ottenere il livello di santità di Dio. Ma attraverso la salvezza portata dalla vita in Cristo, possiamo partecipare alla santità di Dio.

Se non permettiamo a Cristo di governare sulla nostra vita, non possiamo presentarci come santi davanti a Dio. La nostra abilità di intraprendere una nuova vita in Cristo ci permette di brillare come amministratori cristiani. Il peccato macchia la nostra immagine cristiana. Quando accettiamo Cristo nella nostra vita, siamo in grado di riprenderci dall’influenza del peccato alla luce della redenzione portata da Cristo. Come dice la Bibbia, il sangue di Cristo può purificarci dalle opere morte per servire il Dio vivente (Ebrei 9:14).

Quando abbracciamo il principio della santità, possiamo dire con coraggio che tutto è possibile attraverso Cristo che ci guida (Filippesi 4:13). Questo dovrebbe essere l’obiettivo di ogni amministratore cristiano oggi.

Rispondi

  1. Cosa significa «camminare nella verità» in relazione all’amministrazione?
  2. In che modo i messaggi dei tre angeli ci aiutano a capire il nostro ruolo come amministratori cristiani?
  3. 3. Perché non possiamo essere buoni amministratori senza Cristo al centro di tutto quello che facciamo?

Martedì 6 marzo

TESTIMONIANZA

L’amministratore cristiano è un collega di Dio

di Carren Akinyi, Nairobi, Kenya

2 Corinzi 6:1-4

«Mandando i suoi discepoli a diffondere il messaggio del Vangelo “in tutto il mondo e ad ogni creatura”, Cristo affidò agli uomini il compito di divulgare la conoscenza della sua grazia. Mentre invita alcuni a predicare, invita altri a sostenere la stessa opera con le loro offerte. Egli ci ha affidato i mezzi necessari per trasmettere i doni divini per la salvezza dei nostri simili. In questo modo l’uomo può collaborare con Dio e questa azione risulta indispensabile per affinare la sensibilità del suo cuore ed esercitare le sue migliori facoltà mentali».[1]

«Ogni opportunità di aiutare un fratello nel bisogno, o sostenere la causa di Dio nella diffusione della verità, rappresenta una perla che depositate in anticipo nella banca celeste, dove verrà conservata al sicuro».[2]

«La grande opera che Gesù ha iniziato sulla terra è stata affidata ai suoi discepoli affinché la continuassero. Dio ha rivelato al suo popolo un piano che permette di raccogliere i fondi necessari per realizzare l’autonomia finanziaria. Il piano divino basato sulla decima è straordinario per la sua semplicità ed equità. Tutti lo possono attuare con fede e con coraggio perché è stato concepito da Dio. Essendo semplice, e di estrema utilità, non richiede affatto vaste conoscenze per comprenderlo e realizzarlo. Tutti possono facilmente capire come contribuire al successo dello straordinario piano della salvezza. Ogni uomo, donna o giovane può diventare amministratore del Signore».[3]

«La sua Parola ci guida e ci consiglia esortandoci ad adempiere i doveri trascurati. Portando al Signore le decime e le offerte che gli appartengono, sarà possibile presentare a tutti il messaggio che il Signore voleva rivolgere loro. Se i suoi figli si lasciassero motivare dal suo amore, se ogni membro di chiesa fosse animato dallo spirito di sacrificio, non mancherebbero i fondi per la chiesa e per le missioni».[4]

«Nella misura in cui gli amministratori fedeli e perseveranti vedranno che la loro generosità alimenta il loro amore nei confronti di Dio e del prossimo e che il loro impegno contribuisce ad estendere il loro influsso, si renderanno conto che essere collaboratori del Cristo è una grande benedizione».[5]

[1] Ellen G. White, Consigli sull’economato cristiano, p.12

[2] Ellen G. White, Servizio cristiano, p.183

[3] Ellen G. White, I tesori delle testimonianze 1, p.253

[4] Ellen G. White, Consigli sull’economato cristiano, p.28

[5] Ellen G. White, I tesori delle testimonianze, p.253

Mercoledì 7 marzo

COME FARE

Vivere come figli di luce

di Samson Oguttu, Dagoretti Corner, Nairobi, Kenya

Efesini 4:21-24

La chiamata a essere un amministratore cristiano comporta un completo riordino del tuo stile di vita. Questo è il messaggio di Paolo agli Efesini, li implora di spogliarsi della vecchia natura e rivestirsi con una nuova natura (Efesini 4:21-24).

I cristiani di Efeso avevano sentito parlare di Cristo. L’avevano conosciuto grazie ai loro maestri cristiani e Paolo stesso. Ora avevano scoperto la verità perché Gesù stesso è la verità (Giovanni 14:6). Paolo dice agli Efesini di abbandonare il loro vecchio modo di vivere perché i loro occhi sono stati aperti. Come è successo agli Efesini, è lo stesso per noi oggi. Tutte le persone che hanno scelto di seguire Cristo devono iniziare una nuova vita con lui.

Prima di accettare Cristo, metti te stesso al centro di tutto quello che fai. Il tuo cuore genera desideri, inclusi quelli che possono portare a un cattivo comportamento. Il peccato è come un veleno e un solo bicchiere può distruggere ciò che è puro. Per questo motivo, Paolo spinge i cristiani a evitare il vecchio modo di vivere e abbracciare una nuova vita in Cristo, che viene con una nuova natura. Con essa, puoi ottenere vera bontà e un modo di vivere santo, che sono ottimi requisiti dell’amministrazione cristiana. Essere buono significa che sei giusto nei confronti degli altri esseri umani; essere santo significa essere giusto nei confronti di Dio.

Possiamo diventare amministratori fedeli solo dopo aver accettato una nuova vita in Cristo, lasciando dietro di noi la natura peccatrice corrotta. Lasciamo quello che fa piacere a noi e riempiamo il nostro cuore con ciò che fa piacere a Cristo. Ecco le qualità di un amministratore cristiano fedele.

Un amministratore fedele vive secondo la Parola di Dio (Giovanni 17:7). La Parola di Dio è verità. È la lettera di Dio ai suoi amati figli. Leggendola, studiandola e vivendola, sentiamo la sua capacità di cambiare la nostra vita.

Un amministratore fedele dipende da Cristo (Giovanni 14:6). Cristo è il nostro esempio di un buon amministratore. Se dipendiamo da lui, sapremo come gestire le risorse di Dio saggiamente in un modo che porta avanti il suo regno.

Un amministratore fedele abbraccia pace e santità (Ebrei 12:14). Il mondo offre diverse cose che incidono sulla nostra attenzione a una nuova vita con Cristo. Ma una volta che accettiamo Cristo come nostro Salvatore, egli può fornirci nuovi modi per vivere una vita diversa in lui. Attraverso l’intervento dello Spirito Santo, possiamo abbracciare la pace con i nostri compagni esseri umani e la santità con Dio, cose che egli desidera per i suoi amministratori fedeli.

Rispondi

  1. Quali altre caratteristiche di un amministratore fedele puoi aggiungere?
  2. Qual è il ruolo delle Scritture nel renderci amministratori cristiani fedeli?
  3. Come aiuteresti un non cristiano a diventare un amministratore fedele?

Giovedì 8 marzo

OPINIONE

L’amministrazione ci indica Cristo

di Rose Oguttu, Dagoretti Corner, Nairobi, Kenya

Filippesi 1:21

Tutti hanno un atteggiamento, ma il nostro atteggiamento come amministratori cristiani dovrebbe indicare Cristo agli altri. Paolo scrive che per lui il vivere è Cristo e il morire è guadagno. Per la maggior parte delle persone, la morte è un’esperienza devastante ad ogni livello. Ma considerando le sue parole, Paolo mette sé stesso in una situazione in cui trae beneficio dalla morte. Questo cosa significa per l’amministratore di oggi? Possiamo imparare delle lezioni concrete dalle affermazioni di Paolo.

Per iniziare, come credenti, ci concentriamo su Cristo per la vita presente e futura. Dovremmo usare tempo, talenti e altri doni, per benedire altri ed edificare il suo regno.

Seguendo i passi di Paolo, la nostra missione è imitare Cristo a ogni livello e renderlo il modello della nostra vita. Quando facciamo questo, la nostra prospettiva sull’amministrazione cambia; Cristo è supremo e tutto è stato creato da lui e per lui.

Spesso, soprattutto quando si tratta di dare, la maggior parte pensa che solo i ricchi dovrebbero dare. Ma prima di esaminare la ricchezza per determinare la nostra capacità di dare, dovremmo contare le nostre benedizioni. Paolo sapeva che come figli di colui che dà le risorse e la vita, non potevano mancarci cose da dare (1 Timoteo 6:17). Per ricordare quanto siamo ricchi, le informazioni pubblicate su globalrichlist.com dicono che le persone che guadagnano una media di 1.200 dollari all’anno fanno parte del 52% delle persone più ricche del mondo.

Anche per gli standard del mondo, quasi tutti hanno qualcosa da dare. Ma il messaggio della ricchezza va oltre le misure del mondo. In questo passo (1 Timoteo 6:17), Paolo guarda il quadro generale: che il nostro Padre in cielo possiede tutto e se crediamo in lui, egli ci può dare più di quanto ci serve.

Quindi, quando si tratta di benedire gli altri con risorse o portare avanti la causa di Dio in altri posti, possiamo sempre avere qualcosa da dare. La Bibbia ce lo conferma, «Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica» (Filippesi 4:13). Con quella forza in mente, non dobbiamo preoccuparci di quello che possiamo dare. Invece, dovremmo accettare il fatto che costruiamo tesori con quello che diamo.

Come giovane amministratrice, mi considero ricca in molte cose. Posso condividere la conoscenza di Cristo in molti modi. La nostra chiesa è altrettanto ricca di risorse. Se non possiamo raggiungere i posti di persona, possiamo farlo con la nostra conoscenza o le nostre risorse.

Rispondi

  1. Quali sono alcune delle risorse che Dio ci ha conferito, che possiamo usare per benedire gli altri e portare avanti la sua causa?
  2. Oltre a usare il nostro tempo, talenti e beni per portare avanti l’opera di Dio, come possiamo gestirli meglio?

Venerdì 9 marzo

ESPLORAZIONE

Cambiare i tuoi vestiti e indossare le scarpe di Dio

di Stephanie Yamniuk, Winnipeg, Manitoba, Canada

Efesini 4:21-24; Matteo 28:18; Salmi 24:1-2

CONCLUSIONE

Ci piace pensare che siamo gentili, affettuosi e generosi; e molti di noi lo sono. Ma per volontà di Dio, quando abbandoniamo la nostra natura peccatrice e i nostri piani umani, Dio ci può rivestire con una nuova natura che è un milione di volte migliore e più brillante. Questo mondo è stato creato da Dio, ed è stato dato a noi come amministratori della terra. Cosa stiamo facendo per fare una differenza? Come stiamo glorificando Dio e riconoscendo la sua magnificenza in tutto quello che facciamo? Quando ti prendi un momento e pensi a quello che Dio ti sta offrendo — «… l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità» (Efesini 4:24), le possibilità sono sorprendenti sui modi in cui possiamo aiutare gli altri e avere un impatto su questo mondo arrabbiato, pazzo e caotico.

PROVA A

  • Disegnare una brochure su Salmi 24:1-2 e condividerla con la tua chiesa e comunità. Puoi concentrarti su questo versetto come promemoria che Dio è il nostro creatore e si prenderà cura di noi. Egli ha a carico l’intera terra e tutto ciò che è in essa.
  • Pianifica un servizio di culto incentrato sulla riflessione che Cristo è la nostra fonte di vita, libertà e di tutto quello che possediamo. I giovani possono accompagnare lodando Dio per tutto quello che ci ha dato.
  • Fare dei biglietti di ringraziamento e di buona guarigione e cucinare cose buone da vendere. Dona i ricavi per sostenere un’organizzazione benefica locale e fagli sapere perché stai restituendo questo come socio della comunità.
  • Servire la colazione o la cena presso un rifugio locale per i senzatetto. Leggi Marco 10:45. Guarda le persone che stai servendo come figli di Dio, e quindi, tuoi fratelli e sorelle. Condividi l’esperienza con la tua chiesa e con la tua famiglia.
  • Fare una lista di modi per camminare nella verità e programmare una passeggiata per i giovani. Osserviamo la verità, ma come facciamo a trasformare questo in azioni? Coinvolgi un gruppo della scuola del sabato più giovane per camminare insieme.
  • Elencare le tue attività quotidiane per un giorno. Come potrebbe essere riordinata per priorità per mostrare che hai accettato la nuova natura di Cristo, come descritto in Efesini 4:21-24?

CONSULTA

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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