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SdS CQ (College Quarterly) Primo Trimestre 2018 – 11

Lezione 11

10-16 marzo 2018

Il debito, una decisione quotidiana

«Rendete [dunque] a ciascuno quel che gli è dovuto: l’imposta a chi è dovuta l’imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore, l’onore a chi l’onore. Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge» (Romani 13:7-8)

Sabato 10 marzo

INTRODUZIONE

Amministrazione al di sopra della schiavitù

di Patrick A. Herbert, Birmingham, Regno Unito

Proverbi 22:7

Solo menzionare la parola «debito» ci crea disagio, ma il mondo della pubblicità ci istiga al contrarlo. Ci sono offerte tessere di negozi e carte di credito, pagamenti posticipati, prestiti per il finanziamento degli studi e per l’acquisto di automobili, mutui e molto altro. Servizi che spesso ci colgono di sorpresa, spiazzandoci quando prendiamo quello che viene offerto, e più tardi ci rendiamo conto che potevamo fare senza.

Ecco la traduzione di una poesia scritta da  Kate O’Mahoney, una mamma che frequentava il gruppo Made of Money:

«Debito, nascosto nell’angolo

dietro ogni porta,

l’ombra che cammina dietro di te.

Rimorso in ogni spesa.

Quando sei solo i tuoi pensieri vanno

a speranze e sogni

solo per essere trasformati

in simboli della sterlina.

Bussano alla porta.

L’ultima goccia».[1]

Qui vediamo i limiti e i sentimenti provati quando riceviamo un prestito e ci rendiamo conto della stretta dolorosa di termini e condizioni.

Anche se qualche debito è necessario, per esempio i mutui, i prestiti per le auto e per gli studi, quelli che vengono iniziati dalla cupidigia ci obbligano a firmare sulla linea tratteggiata per saziare la nostra gratificazione immediata. Questo inevitabilmente ci porta sulla strada insidiosa dei beni materiali non necessari. In effetti, l’«uomo saggio» diventa brusco in questo contesto, definisce la persona che prende un prestito come uno schiavo. Mel Rees dice del debito, «È una trappola di Satana. Diminuisce l’autostima, indebolisce la fede delle persone e, in una parola è demoralizzante».[2]

Dobbiamo ammettere che entrare nel contratto del prestatore è facile, anche se inizialmente ci confortiamo di aver letto attentamente e capito le clausole scritte in piccolo. Ma troppo spesso dobbiamo contemplare lo sforzo del ripagare. Di conseguenza, gli affari dei consulenti sui debiti vanno alla grande. Presentano strategie come «visualizza il tuo debito», «ristruttura il tuo debito», «taglia le tue spese» e «definisci e gestisci il tuo budget». Perché queste strategie funzionino, prima si deve capire la differenza tra quello che si vuole e quello che ci serve — una parte significativa di un processo che ci porta lontano dal prestatore. Questo approccio misto richiede disciplina, ma è raggiungibile, se dobbiamo vivere secondo le nostre possibilità.

L’amore di Dio è tale che egli non aspetta che subiamo le conseguenze del debito senza darci prima un avvertimento amorevole contro di esso (vedi 1 Corinzi 10:13). Sicuramente la via di Dio ci allontana dal disagio del debito, lasciandoci quindi con la serenità. Questa settimana esploriamo la prevenzione della schiavitù del debito alla luce del nostro stato di amministratori di Dio.

[1] Kate O’Mahoney, «Poem About Debt», su http://www.homestartwestminster.org.uk/articles/1647 al 17 ottobre 2016

[2] Mel Rees, Biblical Principles for Giving and Living, Review and Herald®, Hagerstown, 1995, p. 79.

Domenica 11 marzo

LOGOS

Il nostro consulente amministrativo divino

di Elliott A. Williams, Watford, Hertfordshire, Regno Unito

Genesi 3:6, 17-19; Deuteronomio 28:12-14; Proverbi 14:15; 22:7; Romani 13:7, 8

I debiti imprudenti spesso hanno come risultato conseguenze disastrose per la nostra carriera, matrimonio, figli o beni. A causa del suo amore per noi, Dio, nella Bibbia, ci fornisce consigli saggi e gratuiti su come gestire le nostre risorse. Vuole che siamo buoni amministratori delle nostre risorse spirituali e materiali. Vuole che viviamo una vita senza debito.

Una definizione di amministratore è «qualcuno che gestisce i beni, le finanze o la casa di qualcun altro». L’amministrazione è l’attività di un amministratore e si basa su una relazione di fiducia.

La Scrittura dice: «Rendete [dunque] a ciascuno quel che gli è dovuto: l’imposta a chi è dovuta l’imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore, l’onore a chi l’onore. Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge» (Romani 13:7,8).

Ignorare i consigli di Dio porta a prestiti e spese imprudenti

Il piano di Dio è sempre stato di arricchire il suo popolo con beni spirituali e materiali. Sotto la sua supervisione personale, dovevano essere testimoni della sua grazia nobilitante con la loro santità di carattere (vedi Levitico 19:2; Matteo 5:48); benedizioni di salute (vedi Esodo 15:26; Deuteronomio 7:13, 15); intelletto superiore, come risultato della cooperazione con le leggi di corpo e mente; e le loro abilità in cose come l’agricoltura e l’artigianato (vedi Esodo 31:2-6; 35:33,35; Deuteronomio 7:13; 28:2-8; Malachia 3:8-11). Prendere prestiti e spendere oltre le loro possibilità e non onorare i debiti sarebbero stati segni che il popolo di Dio non stava seguendo i suoi consigli su una buona amministrazione e non stavano ricevendo le benedizioni che egli desiderava elargire loro (vedi Deuteronomio 28:43-45; Ecclesiaste 5:5; 8:7). Dio ha promesso di aiutare e benedire quelli che si fidano di lui e seguono i suoi consigli (vedi 1 Corinzi 10:13). Quelli che rifiutano i consigli e l’aiuto di Dio sarebbero stati a rischio di povertà e disgrazia (vedi Proverbi 13:18).

I buoni amministratori non cedono alla gratificazione immediata

Troppo spesso cediamo ai desideri della carne e perdiamo le cose buone che abbiamo. Il desiderio smisurato che Adamo ed Eva avevano per l’elevazione immediata a un livello superiore fece loro prendere ciò che non apparteneva a loro, risultando nella loro perdita del dominio su loro stessi, l’amministrazione del mondo e molto di più (vedi Genesi 3:6, 17-19). Esaù, incapace di controllare il suo appetito per il cibo, perse il suo diritto di primogenitura (vedi Genesi 25:34). L’incapacità di Davide nel controllare i suoi desideri sessuali gli fece perdere il suo onore e la sua integrità (vedi 2 Samuele 11:2-4). Quelli che sono controllati dalla carne non possono piacere a Dio (vedi Romani 8:8). Seguire la pancia e la carne può portare alla nostra distruzione (vedi Filippesi 3:19). Per essere un amministratore di cui Dio si possa fidare, dobbiamo gestire i nostri desideri naturali, cosa che richiede autocontrollo (vedi 1 Corinzi 9:25). Attraverso la vita terrena di Cristo e il suo ministero, Dio ha dimostrato che con la sua grazia, gli esseri umani che governano la propria vita secondo la sua Parola possono essere buoni amministratori della propria mente e del proprio corpo (vedi Matteo 4:3-10; Tito 3:7). La restaurazione dell’amministrazione è una parte importante della buona notizia del vangelo.

I buoni amministratori vivono secondo le loro possibilità

La saggezza divina ci suggerisce di considerare il futuro e non solo vivere per il presente (vedi Proverbi 14:15). Una persona sciocca spende senza pensare al domani (vedi Proverbi 21:20). Le persone sagge fanno piani precisi e mettono da parte il denaro e altre risorse essenziali per la loro istruzione, carriera, matrimonio, figli e pensione. Fare i conti del costo dei nostri piani e vivere entro le nostre possibilità ci permette di mettere da parte per il futuro. I consigli di Cristo in Matteo 14:25-33 evidenziano il fatto che dobbiamo essere buoni amministratori della nostra risorsa d’amore. Dobbiamo essere sicuri di ricevere amore sufficiente dallo Spirito Santo (vedi Romani 5:5) per pagare a Dio il debito d’amore che gli dobbiamo (vedi Romani 13:7, 8). Cristo e il suo regno devono occupare il primo posto nella nostra vita (vedi Matteo 6:33; Marco 12:30). Una vita in Cristo ci permette di controllare le nostre risorse (vedi 1 Timoteo 6:6-8) e dare a Dio ciò che appartiene a lui.

 

I buoni amministratori dicono no al debito

Apparteniamo a Dio. È lui che ci ha creati e ci ha messi nel suo mondo. È lui che ci ha redenti con il suo meraviglioso amore e con il suo sangue. Egli ci ha fatti amministratori di noi stessi, del mondo e del suo amore. Egli ha promesso che se gli permettiamo di prendere il suo posto nella nostra vita, egli ci guiderà con la sua Parola e lo Spirito Santo. Ci benedirà e ci farà prosperare. Anche se con tutta la nostra prudenza potremmo occasionalmente prendere un prestito, potremmo non finire in povertà a causa della nostra follia. Il debito imprudente e la povertà rappresentano male Dio come nostro consulente amministrativo saggio (vedi Deuteronomio 28:12-14). Una persona che si mette in debito finanziario per garantire il prestito di qualcun altro è stupida (vedi Proverbi 17:18; 22:26). Quelli che prendono in prestito sono spesso schiavi dei creditori (vedi Proverbi 22:7).

I buoni amministratori investono in un futuro con Dio

Dio ci dà la conoscenza e la forza di procurarci ricchezze (vedi Deuteronomio 8:18; Proverbi 13:11). Egli ci ha insegnato a essere industriosi come una formica e risparmiare per il futuro (vedi Proverbi 6:6-8; 21:5); a essere generosi e a dare a chi ne ha bisogno (vedi Ecclesiaste 11:12; Luca 12:33). Soprattutto, ci ha insegnato a cercare prima il suo regno e la sua giustizia (Matteo 6:33), perché non avremo un profitto guadagnando il mondo intero se alla fine perdiamo la nostra anima (vedi Matteo 16:28). La direttiva del nostro consulente amministrativo divino è di fare attenzione non «alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne» (2 Corinzi 4:18). Dobbiamo tenere la nostra mente e la nostra concentrazione sulle cose di Dio e sul suo regno. I buoni amministratori investono in un futuro con Dio perché lo amano e capiscono che niente in questo mondo dura per sempre.

Lunedì 12 marzo

TESTIMONIANZA

Dio offre sicurezza attraverso l’amministrazione

di Lily Mclay, Reading, Berkshire, Regno Unito

1 Cronache 29:14

«Un amministratore fedele si identifica nel ruolo del padrone. Accetta le responsabilità di un gestore: deve sostituire il suo padrone e agire come agirebbe lui se gestisse il suo patrimonio. Gli interessi del proprietario sono anche i suoi. L’incarico di amministratore gli conferisce dignità, perché testimonia della fiducia del suo padrone».[1]

«In misura maggiore o minore tutti hanno ricevuto dei talenti da amministrare. Le capacità spirituali, mentali e fisiche, l’influsso, la posizione sociale, i beni, gli affetti, le simpatie sono altrettanti talenti preziosi da usare nell’opera per la salvezza degli uomini per cui Cristo è morto».[2]

«Mandando i suoi discepoli a diffondere il messaggio del Vangelo “in tutto il mondo e ad ogni creatura”, Cristo affidò agli uomini il compito di divulgare la conoscenza della sua grazia. Mentre invita alcuni a predicare, invita altri a sostenere la stessa opera con le loro offerte. Egli ci ha affidato i mezzi necessari per trasmettere i doni divini per la salvezza dei nostri simili. In questo modo l’uomo può collaborare con Dio e questa azione risulta indispensabile per affinare la sensibilità del suo cuore ed esercitare le sue migliori facoltà mentali».[3]

«Dio affida a ogni uomo un compito e si aspetta dei risultati in proporzione alla sue responsabilità. All’uomo che ha ricevuto un solo talento non chiede il ricavato dell’investimento di dieci talenti. Non pensa che il povero possa offrire quanto il ricco. Non si aspetta da una persona debole e sofferente la forza e l’energia di cui può disporre una persona sana. Anche un solo talento, utilizzato nel modo migliore, sarà accettato da Dio “secondo quello che un uomo ha e non secondo quello che egli non ha” (2 Cor. 8:12)».[4]

«Dio desidera che la nostra decisione sia per l’eternità e non per le cose terrene. Ci dà la possibilità di fare un investimento per il cielo. Vorrebbe darci incoraggiamento per i nostri obiettivi più alti, sicurezza del tesoro più prezioso. Egli dichiara: “Io farò che un uomo sarà più pregiato che oro fino, e una persona più che oro di Ofir” (Is 13:12, Diodati). Quando saranno spazzate via le ricchezze consumate dalla tignola e corrose dalla ruggine, i discepoli di Cristo potranno gioire del tesoro del cielo, delle ricchezze eterne».[5]

Rispondi

  1. Non sono ricco, ma ho un talento che gli altri non conoscono. Quali passi posso fare per sviluppare questo talento per la gloria di Dio?
  2. Il cantante canta perché tutti sentano. Quale approccio dovrebbe avere la persona ricca nel dare alla chiesa?

[1] Ellen G. White, Consigli sull’economato cristiano, p. 80

[2] Ibid., p. 83

[3] Ibid., p. 12

[4] Ibid., p. 85

[5] Ellen G. White, Le parabole, p. 280

Martedì 13 marzo

EVIDENZA

L’amministrazione ci insegna a vivere secondo la via di Dio

di Albert A. C. Waite, Berkshire, Regno Unito

Malachia 3:10

Ci viene detto che l’amministrazione ci può insegnare come vivere nel modo in cui Dio vuole che viviamo. Il famoso inno per bambini inizia: «Gesù mi ama, sì, lo so», dice che l’amore di Dio ci parla nella Bibbia, ogni giorno. Sono del parere che l’amministrazione abbia le sue basi nell’amore di Dio, attraverso la fede nell’affidabilità della Bibbia, che mi informa di questo amore.

Voglio raccontarvi la storia di un bambino che, negli anni ’50, era seduto col padre nella veranda della casa di campagna, in Giamaica e cantava: «Gesù mi ama, sì, lo so». Suo padre lo fermò per chiedergli: «Come sai che Gesù ti ama?».

«Me lo dice la Bibbia» il bimbo rispose senza esitazione.

«Molto bene…  La Bibbia ti dice anche che dovresti restituire la decima… Ti piacerebbe iniziare a dare la decima?».

«Ma che cos’è?», rispose il bambino. Il padre cominciò a spiegare il principio della decima a suo figli.

«Nella Bibbia, Dio ci domanda di dargli il dieci percento di quello che guadagniamo». Il bambino ascoltava attentamente gli esempi che il papà gli faceva, aiutandosi con delle monete. «Capisci?» chiese il papà. Poi, gli lesse i testi biblici in cui si parlava della decima.

«Sì, papà, ho capito. E visto che amo Gesù, quando mi danno del denaro metterò la mia decima nella busta e la metterò nel sacchetto in chiesa… ».

Oggi, quel bambino restituisce ancora la decima a Dio. Ha raccontato la sua esperienza e del fatto che non è sempre stato facile mantenere la fedeltà a questo principio, soprattutto durante il suo periodo di studi all’estero; ma essere certo dell’amore di Dio lo aiutava a sua volta a fare la volontà del Padre. dà ancora la sua decima. Racconta: «Credevo che Dio avrebbe mantenuto la sua promessa in Malachia 3:10, e lo ha fatto. Non sono mai rimasto al verde. Il novanta percento rimasto dopo aver dato la decima durava, perché nei tempi difficili mi disciplinavo e spendevo solo per le mie necessità, e questo mi permetteva di avere un margine sufficiente per risparmiare e investire saggiamente. Dio ha certamente riversato le sue benedizioni su di me così che potessi essere generoso verso gli altri».

A solo otto anni questo bambino imparò che la relazione tra l’amore di Dio e la fede nella Bibbia avrebbero avuto un influsso positivo sulla sua esistenza. Quanti bambini nella nostra chiesa sanno che l’offerta dovrebbe essere data in ragione del loro amore per Dio? Quanti sanno che l’amministrazione insegna come vivere la propria vita in armonia con quello che Dio vuole per noi?

Rispondi

  1. Qual è la relazione tra il modo in cui vivi la tua vita e il tuo amore per Dio e la tua fede in lui?
  2. Quali stili di vita predominanti noti nelle persone oppresse da debiti? Quegli stili di vita sono in armonia con il piano di Dio per loro?
  3. Pensi che sarebbe efficace ideare un piano per aiutare i giovani o i bambini della tua chiesa a riconoscere che l’amore e la fede sono la forza motrice che sta dietro il mettere i soldi nel sacchetto delle offerte?

Mercoledì 14 marzo

COME FARE

Non mi esporre alla tentazione

di Gina Miller, Nottingham, Regno Unito

Matteo 4:3-10; Romani 8:8; 1 Giovanni 2:16

La cultura di oggi presuppone che la nostra felicità, il nostro successo e la qualità della nostra vita si basano sull’avere un’immagine perfetta di sé, un’abbondanza di beni, e accumulare una pletora di esperienze piacevoli.

«L’amore del denaro e delle cose che il denaro può comprare è certamente una ragione primaria o secondaria dietro la maggior parte delle cose che facciamo (…). Vogliamo consumare, acquisire e comprare la nostra via per la felicità – e la vogliamo ora».[1] La nostra possibilità di comprare ora e pagare dopo alimenta il nostro desiderio di gratificazione immediata. La vera amministrazione ci equipaggia per combattere le tentazioni di Satana e ci fa agire per evitare l’auto-gratificazione immediata mentre cerchiamo di gratificare Dio. Ecco tre passi per vincere la tentazione.

Prendi nota. Sii spietatamente onesto nel riconoscere e identificare gli idoli nella tua vita che stanno consumando la tua attenzione e il tuo tempo e che distolgono la tua  attenzione da Gesù. Ricorda che la felicità vera e duratura si trova solo in Dio. Chiedigli di rivelarti chi sei veramente in lui e di esporre le false percezioni che ti fanno cercare gratificazione altrove.

Prendi il controllo. Confessa con audacia e pronuncia positivamente la Parola ad alta voce come fece Gesù (vedi Matteo 4:3-10). Ricorda, quando resisti al diavolo egli se ne andrà (Giacomo 4:7). Trova dei versetti che si rivolgono alla tua situazione e richiedi le promesse. Quando pronunci ad alta voce la Parola di Dio, non solo Dio lo sente, ma gli angeli lo sentono e vanno a lavorare per te (vedi Salmi 103:20). Sappi anche che la sua Parola non può tornare da lui a vuoto (Isaia 55:10, 11).

Agisci. Consegna la situazione nelle mani di Dio, chiedigli di aiutarti. Dio è abbastanza grande da poter gestire ogni situazione. Ti darà la forza di fare le scelte giuste nel dilemma che stai affrontando, se ti fidi di lui invece che dei tuoi sentimenti (vedi Proverbi 3:5,6). Sii grato per quello che hai già. Dio ti darà la prospettiva giusta sulla tua immagine di te, sul tuo denaro, i tuoi beni e le tue esperienze.

Con questi tre passi, stai mettendo Dio e il suo regno al primo posto perché ti fidi che egli si prenderà cura dei tuoi bisogni (Matteo 6:33).

Rispondi

  1. Cosa influenza le tue abitudini di spesa?
  2. La prossima volta che ti trovi davanti una situazione che può portare auto-gratificazione immediata, fatti le seguenti domande: a) Quali saranno le ripercussioni/conseguenze delle mie azioni? b) Come onorerà Dio? c) Posso usare meglio le mie risorse (denaro, tempo eccetera) per uno scopo più alto?

[1] Adam Hamilton, Enough: Discovering Joy Through Simplicity and Generosity, Abingdon Press, Nashville, 2010, p. 74

Giovedì 15 marzo

OPINIONE

Ammetti la responsabilità e agisci saggiamente — una prospettiva biblica

di Itumeleng Osupeng, Reading, Berkshire, Regno Unito

Proverbi 14:15; Matteo 6:33; Luca 14:27-30; 1 Timoteo 6:8

Come cristiani, dobbiamo amministrare il nostro denaro saggiamente. La Bibbia è inequivocabile sul fatto che i cristiani non possano servire sia Dio che il denaro (vedi Matteo 6:24). Il modo in cui spendiamo il nostro denaro riflette chi serviamo.

Per prima cosa. Il denaro per le decime e le offerte libere dovrebbe essere messo da parte prima di impegnarlo in qualsiasi spesa (vedi Matteo 6:33). Il mondo trova appagamento nelle cose materiali, ma la relazione dei cristiani con Dio dovrebbe trovare riscontro nel modo in cui spendiamo il nostro denaro (vedi Proverbi 27:19).

Ci si può trovare in debito puramente a causa delle proprie scelte, o perché la situazione è fuori dal nostro controllo. Esempi includono prestiti per gli studi, la perdita di un lavoro, una malattia di lunga durata e la morte di una persona cara. In tutte le circostanze, c’è bisogno di prendersi la piena responsabilità della situazione e pagare il debito. È importante che il cristiano metta in ordine la propria vita e ammetta la responsabilità della realtà della situazione e che agisca per rimediare. Non dovremmo trovare scuse o dare la colpa agli altri per le scelte che abbiamo fatto e non dovremmo chiudere un occhio sui debiti (vedi Salmo 37:21). Se lo facciamo, screditiamo il nome del Dio che professiamo di servire. Quando, come cristiani, non ripaghiamo quello che dobbiamo, rinneghiamo la nostra fede e ciò potrebbe impedire ad altre persone di accettare la verità che professiamo di credere. Dobbiamo dedicare le nostre finanze a Dio in preghiera, e come chiesa non dovremmo dare giudizi ma mostrare amore a chi si trova in debito, offrendo consigli, guida e indicando organizzazioni che sono più idonee a risolvere questioni di debiti (vedi Romani 15:1).

Come cristiani, saremo sempre indebitati con il nostro Signore Gesù Cristo, che ha pagato il prezzo, ha preso il nostro posto sulla croce ed è morto per i nostri peccati. Dobbiamo vivere una vita che sia gradita a lui come ringraziamento per quello che ha fatto per noi.

Rispondi

  1. È più facile separarci dal nostro denaro quando lo spendiamo per noi invece di darlo per portare avanti l’opera di Dio?
  2. Pagare un debito sembra essere urgente e quindi ha la priorità sul dare la decima?
  3. Quando non diamo la nostra decima, matura forse un debito, e Dio vuole che restituiamo una somma forfettaria per compensare per quello che non abbiamo pagato?

Venerdì 16 marzo

ESPLORAZIONE

Schiavitù al debito, o libertà da esso?

di BMichelle Solheiro, Edmonton, AB, Canada

Romani 13:7, 8

CONCLUSIONE

Alla fine dei conti, il debito è una malattia debilitante che migliaia di persone affrontano costantemente. Essere liberi dai debiti è quasi diventato un fenomeno nella nostra società padrona, frenetica e priva di gratificazione ritardata. Molti si trovano schiavi del debito e quindi pensano costantemente al denaro o alla sua mancanza. Gesù vuole che siamo liberi dai nostri debiti, quindi ideiamo un piano per diventare finalmente liberi dal debito.

PROVA A

  • Stabilire un obiettivo per il tuo piano di pagamento dei debiti e cerca di usare i contanti per gli acquisti invece che una carta di credito.
  • Disegnare un termometro e segnare il tuo debito e interessi fino al totale. Coloralo di rosso ogni volta che ne paghi un po’ e datti una ricompensa a ogni livello.
  • Fare un muro di cose che vuoi comprare/fare/persone che vuoi aiutare quando sarai senza debiti.
  • Pianificare le spese per casa tua per vivere entro le tue possibilità.
  • Leggere libri sull’economia e la gestione del denaro.
  • Prendere un appuntamento con un consulente finanziario.
  • Parlare a una persona giovane delle finanze, del vivere una vita senza debiti, e dell’importanza di dare prima a Dio con le nostre decime e offerte.

CONSULTA

Ecclesiaste 5:5; Salmo 37:21; 1 Giovanni 2:16; Deuteronomio 8:18; 28:12.

Ellen G. White, Testimonies for the Church, vol. 7, p. 206.

Ellen G. White, Consigli sull’economato cristiano, p. 185.

Dave Ramsey, More Than Enough.

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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