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In questo momento Gesù sta preparando per noi un luogo in cui quando il nostro viaggio di discepolo sarà terminato, vivremo con lui per sempre. Sin dai nostri primi passi sorgono in noi delle domande fondamentali, interrogativi che l’umanità si è sempre posta: Chi siamo? Perché siamo qui? Dove stiamo andando?

«Cristo venne sulla terra per insegnare alla famiglia umana la via della salvezza, e la rese così facile che anche un bambino poteva percorrerla. Il suo invito ai discepoli è di conoscere sempre meglio il Signore e, sotto la sua guida, i discepoli imparano che andare avanti è sicuro come il mattino. Il sole sorge, e gradualmente il giorno si fa strada sopra la terra e il cielo. L’aurora sboccia, ecco che il sole appare, e la luce diventa sempre più forte e più chiara fino allo splendore del mezzogiorno. È un’illustrazione bellissima che spiega quello che Dio desidera per i suoi figli: un continuo perfezionare la loro esperienza cristiana. Camminando giorno per giorno guidati dalla sua luce, e seguendo i suoi dettami, la nostra esperienza cresce fino a raggiungere la piena statura di uomini e donne in Cristo Gesù».

«Seguite sempre il percorso che Cristo seguì. A ogni passo c’era qualcosa da superare perché Cristo non venne sulla terra per dominare come un re le nazioni. E’ venuto in umiltà, come un uomo, sottoposto alle tentazioni, per vincerle, e per progredire, come dobbiamo fare noi, nella conoscenza del Signore. Studiando la vita di Cristo impariamo quello che Dio attraverso lui fa per i suoi figli. E impariamo che per quanto grandi possano essere le prove, non possono superare quelle che Dio ha sopportato per farci conoscere la vita, la verità e la vita. Seguendo il suo esempio dimostriamo di apprezzare il sacrificio che ha fatto per noi».

«Siete stati comprati a un prezzo altissimo, e con il sangue del Figlio di Dio. Quanto è stato grande il sacrificio del Padre nel permettere al Figlio di sacrificarsi? A che cosa ha rinunciato Cristo quando ha lasciato il cielo e il trono per dare la sua vita in sacrificio vivente per noi? Soffrì rimproveri e abusi. Sopportò insulti e beffe da parte di uomini malvagi e alla fine del suo ministero terreno, soffrì la morte sulla croce. Quali sofferenze sulla croce! Le mani e i piedi trafitti dai chiodi, la derisione da parte di coloro che era venuto a salvare (…). non poter vedere il volto del Padre. Ma fu per tutto questo che Gesù rese possibile, a chi lo desidera, avere una vita che si misura sulla vita di Dio».

«Apprezzeremo di più ciò che Dio ci ha reso possibile fare se studieremo assiduamente le grandi cose che il cielo ha già fatto. Il prezzo da pagare per la nostra redenzione è stato troppo alto per considerare poca cosa la salvezza. E la Parola di Dio ci invita a usarla. La via da seguire non deve essere mai sottovalutata perché non potrai entrare in cielo se prima non avrai imparato a essere un testimone della vita di Cristo, se prima non hai imparato a dipendere da lui. Il potere delle tenebre è sempre in agguato nel tentativo di sopraffare coloro che non servono Dio con piena convinzione; ma chi praticherà giorno per giorno le virtù di Cristo trionferà sul male».

«Tutti abbiamo bisogno di capire meglio che cosa significa vincere grazie al sangue dell’agnello e alla parola della nostra testimonianza. La nostra testimonianza ha un grande significato. E’ nata prima di tutto l’universo e prima del mondo. L’anima che con la parola o le azioni disonora Dio, si mette dalla parte del perdente. Satana e i suoi agenti acquisiscono un vantaggio e il mondo perde il potere che quell’anima avrebbe potuto esercitare se avesse onorato Dio».

«Le prove ci sono per tutti e ognuno le affronta secondo il suo temperamento ma esso deve essere soggetto al Cristo. Il Signore aiuterà chi farà del suo meglio e camminerà umilmente al suo fianco. Incoraggiamoci pensando che abbiamo un grosso braccio che ci protegge, e che fino a quando ci affideremo alla sua forza, non lo disonoreremo».

«Siamo sotto processo è vero, ma a ogni prova dobbiamo chiaramente dimostrare che siamo dalla parte di Dio e che non vogliamo disonorare Cristo. Possiamo vincere il cielo, possiamo entrare nella città di Dio, possiamo tutti indossare la corona dell’immortalità.

«Il Signore s’interessa a chi soffre. Ama ognuno di noi o altrimenti non avrebbe permesso che suo figlio morisse».

“Cristo salendo al Padre, non lasciò i suoi seguaci senza aiuto. Lo Spirito Santo, come suo rappresentante e gli angeli come spiriti ministranti sono pronti ad aiutare coloro che di fronte a grandi problemi combattono la buona lotta della fede. Gesù è sempre al nostro fianco, non scordiamolo mai. Nessuno meglio di lui comprende le peculiarità del carattere. Gesù ci osserva e se gli permettiamo di guidarci, ne ricaveremo influenze positive».

«In questa vita ci prepariamo per quella futura. Presto ci sarà una grande revisione e ogni anima che sta perfezionando un carattere cristiano dovrà rispondere alle domande di Dio: sei stato un esempio positivo da seguire? …. In cielo c’è interesse per noi e tutti desiderano intensamente che superiamo la prova così da poter ricevere alla fine le parole di apprezzamento: ben fatto bravo e fedele servitore (…) entra nella gioia del Signore».

«Dobbiamo costruire un carattere per l’eternità, e Dio ci chiede di fare del nostro meglio. I più anziani di esperienza veglino sui giovani e se si accorgono che stanno subendo una tentazione, li prendano da parte e preghino per loro e con loro. Il Signore ci chiede di riconoscere il grande sacrificio di Cristo interessandoci a coloro per la cui salvezza è venuto sulla terra. Se cercate Cristo, sarà Dio a darvi la forza per rendere efficaci i vostri sforzi».

«Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?  Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi».

«Cristo ci sta preparando un posto, ma noi stiamo preparando un posto per lui, a casa, nella nostra vita, nei nostri incontri con la chiesa? Che Dio ci aiuti a farlo..

«Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti;  e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre,  lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.  Non vi lascerò orfani; tornerò da voi.  Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.  In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi.  Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui».

«Molti di noi sono poveri di cuore. Davanti alle prove ci arrendiamo e ci scoraggiamo spiritualmente. Cerchiamo di cambiare. Se daremo a Dio il pieno affetto, vedremo agire nella nostra vita e in quella di altri la sua salvezza. Cristo vive per intercedere per noi, per mettere su di noi il suo sigillo, e per modellare il nostro carattere su quello di Dio, e per allontanare da noi tutto ciò che nel nostro cammino c’impedisce di raggiungere gli standard della sua parola. Gesù ci chiede di credere in lui e di abbandonare i nostri peccati. L’obiettivo è la perfezione e per raggiungerlo è necessario studiare la sua vita e seguire il suo esempio».

(The Youth’s Instructor, 21 novembre 1911, par. 2-15)

Altre letture e attività su questo argomento
Avvicinati 3 | Risorse bibliche

Gesù ha insegnato ai discepoli ad essere più altruisti sia nel pensiero che nelle azioni, e meno “pieni di se stessi”.

«Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna. Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo» (Galati 6:7-9).

Il principio è: -Si raccoglie quello che si semina.

Ecco perché è importante avere dei principi di vita. Leggete ogni gruppo di versetti; quale principio di vita vi suggeriscono?

  • «L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene, e l’uomo malvagio dal malvagio tesoro del suo cuore tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca» (Luca 6:45).[1]
  • «Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.” (Matteo 5:6).

Principio di vita:

Praticamente che significato ha per te?

  • «Poiché, nell’intimo suo, egli è calcolatore; ti dirà: «Mangia e bevi!»,
    ma il suo cuore non è con te» (Proverbi 23:7).
  • «Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d’amore e di autocontrollo» (2 Timoteo 1:7).

Principio di vita:

Praticamente che significato ha per te?

  • «Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi assomiglia. Assomiglia a un uomo il quale, costruendo una casa, ha scavato e scavato profondamente, e ha posto il fondamento sulla roccia; e, venuta un’alluvione, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto smuoverla perché era stata costruita bene.  Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, assomiglia a un uomo che ha costruito una casa sul terreno, senza fondamenta; la fiumana l’ha investita, e subito è crollata; e la rovina di quella casa è stata grande» (Luca 6:47-49).

Principio di vita:

Praticamente che significato ha per te?

Nella Bibbia troviamo delle pratiche spirituali che hanno un ruolo importante nella nostra vita.

L’apostolo Paolo in merito a questo scrisse:

«Chiunque fa l’atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, per una incorruttibile» (1 Corinzi 9:25).

Che cosa ti rivela ciò riguardo alla tua vita spirituale?

Ecco alcune pratiche spirituali che a volte vengono chiamate “discipline spirituali”, poiché le pratichiamo con costanza. Leggile attentamente e cerca di capire quale ruolo hanno nella tua vita.

  • Preghiera e meditazione
  • Lettura della Scrittura e meditazione
  • Digiuno

Alcuni autori cristiani hanno pensato all’impatto di altre pratiche cristiane su cui vale la pena di riflettere:

  • La pratica del “rallentare”
  • La pratica del “servizio”
  • La pratica della “confessione”
  • La pratica della “segretezza”
  • L’esperienza della “sofferenza”[2]

[1] Adattato con autorizzazione, da iFollow Discipleship Resource, © Divisione nordamericana degli avventisti del settimo giorno.

[2] Adattato con autorizzazione, da iFollow Discipleship Resource, © Divisione nordamericana degli avventisti del settimo giorno.

Avvicinati 2 | Seguire Gesù

Chiamando i dodici discepoli, Gesù vide che già possedevano dei tratti caratteriali sui quali lui poteva costruire, ma comunque passò tre anni guidandoli a insegnando loro a essere quel genere di persone di cui aveva bisogno. Dovevano essere i suoi testimoni per la sua chiesa.

Come è, dunque, essere seguaci di Gesù? Spesso vi sono confusione e malintesi riguardo a ciò; in effetti, se tutto quello che sai su Gesù e su Dio, fosse il risultato di quello che vedi nelle persone che si autoproclamano “cristiane”, che quadro te ne faresti? Positivo, progressista, aperto di mente, inclusivo, umile, caritatevolmente stravagante? O esclusivo, tradizionalista, critico, arrogante, autoreferenziale? O forse una combinazione di entrambi, o altro ancora? Osservando i cristiani che cosa apprenderesti su Gesù e su Dio?

C’è un altro elemento; è chiaro che, indipendentemente dalle nostre convinzioni religiose, nessuno è perfetto. Nessuno vive in perfetto allineamento con i suoi valori. Nessuno è pienamente coerente. Tutti siamo sfidati a “praticare quello che predichiamo”. Purtroppo, è una dolorosa realtà umana. Per cui non possiamo avere l’audacia di giudicare il prossimo.

Detto questo, il nostro modo di vivere la dice lunga sulla credibilità delle nostre convinzioni. È dunque importante che la cristianità racchiuda quanto più possibile il valore e la fede in Gesù e in Dio. Cristiano (essere un seguace di Cristo) significa non solo amare Gesù ma piuttosto amare il suo stile di vita. Al centro della vita di chi segue Cristo e come suo modello di vita, ci sono i suoi valori e le sue rivelazioni su Dio.

Che significato ha tutto questo?

Una delle descrizioni che il discepolo Giovanni (autore di almeno cinque libri del Nuovo Testamento) dà di se stesso è di un discepolo che spesso sta vicino a Gesù, con la testa appoggiata al suo petto o alla sua spalla (Giovanni 13:22-25). “Il discepolo che Gesù amava”, è così che Giovanni si descrive. All’apparenza Giovanni era particolarmente caro e Gesù, al quale era coraggiosamente leale.

La notte in cui Gesù fu arrestato (e poi mandato alla croce), Giovanni è uno dei discepoli che si rifiuta di allontanarsi da lui per paura e lo segue il più vicino possibile. E anni dopo, quando Giovanni sarà bandito dalle autorità romane e relegato in una piccola isola greca nel mar Egeo, documenterà (nell’Apocalisse, cioè l’ultimo libro delle Scritture) la sua visione di Gesù che ritorna sulla terra alla fine dei tempi come trionfante Re dei re.

In tutte le sue lettere Giovanni manifesta coraggio e fiducia, mostrando un senso di sicurezza per avere conosciuto Gesù e per aver avuto prova del suo amore. Anticipa con gioia il ritorno di Gesù. Leggiamo due dei suoi versetti:

«In questo l’amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore» (1 Giovanni 4:17,18).

Giovanni scrive queste parole in un momento di grande incertezza per il suo futuro in quanto le autorità romane stavano perseguitando i cristiani. Eppure, le sue parole sono piene di fiducia e prive di paura. È sicuro della sua totale connessione a Dio e il futuro non lo impaurisce. Il suo amore per Gesù lo ha reso forte, vive sommerso da questo amore e più lo conosce, più ci si affida e lo vive, più profondo e completo questo amore diventa e più grande è la sua fiducia. Giovanni lo chiama “l’amore perfetto”.

Il discepolo che conosciamo come “colui che Gesù ha amato” – il discepolo più vicino anche fisicamente a Gesù tanto da poter udire i battiti del suo cuore – il discepolo che, mentre Gesù era sulla croce con la vita che si stava rapidamente spegnendo – era ai piedi della croce e udì Gesù dire dei suoi esecutori: «Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Luca 23:34) – il discepolo che rimasto accanto a Gesù nei momenti della massima sofferenza lo sentì ricordare sua madre affidando lei a Giovanni e Giovanni a lei – il discepolo che avendo vissuto da vicino l’amore prodigo e disinteressato di Gesù lo definì “l’amore perfetto”.

Hai mai notato la differenza tra coloro che sono pieni di timore e insicurezza e coloro che invece sono fiduciosi? Chi preferireste avere vicino nella vita? I seguaci di Gesù sono persone fiduciose – non perché hanno una vita piena, o perché sono perfetti, o sanno tutto o perché gli va tutto bene. Non sono arroganti né presuntuosi. Non hanno paura di quello che la gente pensa di loro o pretende che loro siano. Il mistero e l’inspiegabile non li spaventa. Come non li spaventano le differenze di opinione o le diversità. Sono sicuri: sanno chi sono e a chi appartengono. Hanno una fiducia totale nell’amore di Dio per loro e del loro amore per Dio e sanno quale sarà il loro destino.

Tutto questo li rende coraggiosi, come Colui che seguono. Possono servire liberamente gli altri, costi quel che costi, come Gesù. Possono amare e sacrificarsi perché hanno le mani aperte e non chiuse, danno con prodigalità. Solo chi è libero, fiducioso, sicuro può vivere così: cioè come Gesù ha vissuto!

Il discepolo Giovanni ricorda perfettamente la notte vissuta nella camera alta quando Gesù, rabbi e Signore, si tolse il mantello, prese l’asciugamano del servitore, si munì di una caraffa e di una bacinella e lavò i piedi sporchi dei discepoli. Giovanni, in seguito, ripensò a quella scena e la descrisse: «Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava,  si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse.  Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto» (Giovanni 13:3-5).

Gesù rivelò la formula del servizio coraggioso e altruista: avere fiducia ed essere sicuri di quello che si è e di dove si sta andando e di come Dio ci vede. Solo chi ha fiducia e consapevolezza dell’amore incondizionato di Dio, può servire ed amare coraggiosamente e senza vergogna[1].


[1] Adattato con autorizzazione, da iFollow Discipleship Resource, © Divisione nordamericana degli avventisti del settimo giorno.

Avvicinati 1 | Perché sono qui?

I valori ti distinguono e ti caratterizzano; esprimono che cosa desideri, il tuo scopo. Dunque, nel tuo cammino personale con Gesù, quali sono i tuoi valori? Perché non iniziare cercando di capire la ragione per cui sei qui?

Vivere con uno scopo. «Una missione è un incarico, un mandato che connota un impegno. “Missione”, infatti, deriva da una parola che significa “mandare” o “mandato”. Una persona con una missione ha quindi un obiettivo. Deve portare a termine qualcosa, sente di essere responsabile per qualcosa, e se la sua consacrazione è genuina, guida le sue azioni»[1].

Tre modi per scoprire lo scopo della tua vita.

  1. Prova a scrivere il tuo necrologio: potrebbe sembrare bizzarro ma, in una frase che riassumesse la tua vita, le tue azioni e il tuo comportamento cosa rivelano sullo scopo della tua esistenza? Che cosa vorresti realmente che il tuo necrologio dicesse di te?
  2. Il tuo profilo personale: sei connesso? Il tuo temperamento, i tuoi punti di forza, le esperienze che hai vissuto, le tue passioni?
  3. La tua personale missione: completa queste dichiarazioni…

Per me vivere è…

Per me, vivere una vita piena è…

La mia vera eredità sarà…

Ora, cerca di creare una frase che riassuma la tua dichiarazione di missione:


L’Apostolo Paolo è un esempio di una vita vissuta con uno scopo

  1. “Prima”
  2. “Dopo”
    «Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta» (Filippesi 3:8,9,13,14).
  3. “Fine”
    «Quanto a me, io sto per essere offerto in libazione, e il tempo della mia partenza è giunto. Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede.  Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione» (2 Timoteo 4:6-8).[2]

[1] H. Henricks, Standing Together: Impacting Your Generation, New York, Doubleday Religious Publishing Group, 1995.

[2] Adattato con autorizzazione, da iFollow Discipleship Resource, © Divisione nordamericana degli avventisti del settimo giorno.

Consigli per la condivisione della fede in famiglia

Il tempo dedicato alla condivisione della fede sia breve, semplice e allegro. Siate pazienti e affettuosi di fronte alle varie reazioni dei bambini.

Al centro

  • Matteo 24:13
  • Quando lo seguiamo Gesù ci aiuta a fare delle scelte giuste.

Occorrente:

  • Cartoncini e penne
  • Concordanza biblica (nel formato libro o su un programma online)
  • Cracker dentro una ciotola
  • Un piccolo regalo per ogni bambino
  • Un pugno di noccioline o bastoncini di carote (deve essere qualcosa di duro da masticare)
  • Un pugno di uvetta o pezzetti di frutta morbida
  • Ciotole

Svolgimento dell’attività

Preparate una breve caccia al tesoro selezionando alcuni versetti biblici che contengano parole come tavolo, letto, pianta, ecc., associabili, cioè, a luoghi in cui potrete nascondere gli indizi dove vi trovate; leggendo il versetto, con un po’ di fantasia si scoprirà dove andare a cercare l’indizio (per es. se avete un canarino in gabbia, potreste scegliere come indizio il testo di Genesi 1:30: «A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento» (consigliamo di tenere un elenco dei versetti e dei luoghi corrispondenti).

Scrivete su ogni scheda un solo riferimento biblico; su una scheda scrivete: Questo tesoro è tutto per noi! e decidete dove nascondere il tesoro, che potrà essere qualcosa di buono da mangiare insieme, secondo i vostri gusti, oltre a un regalino per ogni componente della famiglia.

Sistemate gli indizi in anticipo; alla partenza, il piatto di semplici cracker con la scheda del primo indizio. Ogni indizio deve portare a quello successivo, utilizzando la scheda con scritto il versetto corrispondente. Per ultimo scegliete il luogo del tesoro in cui metterete la scheda Questo tesoro è per noi!

Svolgimento dell’attività

Invita la famiglia a unirsi a te per un’attività.

Aprite con una preghiera, ringraziando Gesù per essere con voi.

Informa di come funziona la caccia al tesoro: «Ho un piatto di cracker come vedete; potete scegliere se avere un cracker ora, oppure se proseguire con la caccia al tesoro; gli indizi ci porteranno a una scoperta deliziosa, ma è una vostra scelta».

Si spera che i partecipanti decidano di scegliere la pista alla ricerca della sorpresa!

Aiutali a trovare i versetti biblici e seguite insieme il percorso. Porta i cracker con te e ogni volta che trovi un indizio offri la possibilità di mangiare un cracker ora, o di avere la sorpresa alla fine.

Infine, godetevi insieme le prelibatezze speciali alla fine del percorso.

Alla fine, mentre vi gustate la sorpresa, leggete ad alta voce Matteo 24:13 e Giacomo 1:12.

Chiedi: Cosa vi è piaciuto di più di questa attività? Qual è stata la cosa più importante che avete imparato nel fare il percorso?

Attività di preghiera / riflessione

Mettete le noci (o le carote) e l’uvetta (o pezzi di frutta dolce o qualcosa di tenero e dolce) in due ciotole diverse.

Raccontatevi a vicenda di qualcosa che dovete affrontare durante la prossima settimana, qualcosa di difficile o complesso. Masticando una noce o una carota (qualcosa di duro), pregate in silenzio pensando alle sfide rispettive.

Poi, ringraziate Dio per le cose buone che sono successe nell’ultima settimana. Festeggiate mangiando qualcosa di tenero e di vostro gusto (uvetta, frutta fresca, un morbido dolce). Chiedi a tutti di assaporare questo buon cibo il più a lungo possibile mentre pregano in silenzio, ringraziando Dio per tutte le cose buone che sono accadute, o semplicemente pensandoci con gioia nel cuore.

Se lo desiderate, concludete con una preghiera a voce alta, ringraziando Dio per essere stato con voi nei momenti difficili e nei momenti belli mentre seguivate Gesù.

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