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SdS CQ (College Quarterly) Secondo Trimestre 2018 – 05

Lezione 05

28 aprile – 4 maggio 2018

Cristo nel santuario celeste

«Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra»

(Filippesi 2:9, 10)

Sabato

INTRODUZIONE

Cristo, il ponte

di Alice Machoka, Machakos, Kenya

Romani 8:3

Nel giardino dell’Eden, i nostri progenitori (Adamo ed Eva) commisero il primo peccato (Genesi 3). La decisione che presero quel giorno toccò l’intera razza umana. L’umanità avrebbe dovuto subire le conseguenze della disubbidienza ai comandamenti di Dio. Oggi, ogni persona nata nel mondo porta il peso del peccato. Il peccato porta dolore, angoscia e morte. I figli di Adamo ed Eva dovettero soffrire e alla fine morire. L’impatto del peccato si diffuse anche sull’ambiente. La terra, data ad Adamo perché ne godesse, diventò qualcosa che potevano usare per la loro sopravvivenza (vv. 17–19).

Ciò nonostante, Dio progettò di riportare l’umanità a sé e nel suo regno. Come poteva succedere? Doveva esserci un ponte che collegasse di nuovo l’umanità a Dio. Gesù fornì l’unico mezzo con cui l’umanità potesse tornare a Dio dopo il peccato. Il sangue degli animali offerti come sacrifici non poteva riportare le persone a Dio. Solo il sangue di Gesù avrebbe reso possibile ciò.

Dato che viviamo in un mondo di peccato, il processo di purificazione per noi continua anche molti anni dopo la morte di Cristo. Dopo la sua morte sulla croce e successiva resurrezione, Cristo continua come Avvocato per i peccatori. Dio odia il peccato, ma ama i peccatori e vuole che tornino in comunione con lui (Romani 5:8; 1 Giovanni 1:9).

L’unico modo in cui un peccatore può avere accesso alla misericordia di Dio è attraverso Gesù. Per questo motivo, la Bibbia spinge i peccatori a pentirsi e accettare Cristo come personale salvatore. In cielo, Cristo opera come nostro Avvocato. Ha tutte le pratiche che riguardano la tua vita. Quando commetti un peccato e ti penti nel suo nome, Cristo porta la tua pratica a Dio e chiede perdono per tuo conto. La preghiera sulla croce, «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno» (Luca 23:34) è ancora valida adesso come quando Cristo l’ha pronunciata per la prima volta.

Molte persone pensano che dopo la sua resurrezione e ascensione, Cristo abbia completato il compito di salvataggio dei peccatori. Ma alla luce di quello che fa come nostro Avvocato, l’affare è tutt’altro che concluso. Cristo resta un anello di congiunzione importante tra Dio e l’umanità, intercedendo sempre per il perdono dei peccati. Questa settimana discutiamo il ruolo di Cristo nel santuario celeste, ciò che fa per noi nel luogo santissimo in cielo. Queste lezioni sono importanti da comprendere nei tempi finali.

Domenica

LOGOS

La grande opera di mediazione

di Peter Machoka, Machakos, Kenya

Romani 8:3; Ebrei 7; 9:22–24

Il sacrificio di Cristo (Romani 8:3)

Cristo è l’unico mezzo di redenzione. In tutto il cielo e la terra, non c’era angelo né bestia che potesse servire come riscatto per ripristinare la relazione spezzata tra Dio e l’umanità. Anche se venivano offerti dei sacrifici per vari fini (Levitico 16; Genesi 22:3), questi non potevano redimere l’umanità dal peccato e dai suoi effetti.

I sacrifici avevano le loro limitazioni. Per prima cosa, le persone che li offrivano erano sacerdoti terreni che potevano morire come ogni altra persona. In secondo luogo, nel sangue degli animali non c’era una completa garanzia che i sacrifici potessero portare al perdono assoluto dei peccati. La venuta di Cristo portò la perfezione. Egli portò a compimento la volontà di Dio ubbidendo a ogni comandamento alla lettera. Egli onorò la giustizia mostrando ubbidienza perfetta, verità perfetta e amore perfetto.

Quindi, Dio poteva salvare l’umanità solo attraverso Cristo. Attraverso la propria giustizia, Cristo ha messo la salvezza a disposizione di tutti i peccatori. «Gesù Cristo è venuto come la perfetta incarnazione dell’ubbidienza alla legge di Dio, e con lo scopo di ispirare gli altri con lo stesso spirito e guidare tutti quelli che confidano in lui alla stessa ubbidienza dal cuore alla legge di Dio».[1]

Il sacrificio santo e innocente

Dobbiamo sapere qualcosa della persona di Cristo. L’autore di Romani scrive che Gesù è venuto «in carne simile a carne di peccato» (Romani 8:3). Con questa affermazione, Paolo suggerisce che mentre Cristo aveva la carne come i peccatori, non è mai stato peccaminoso. Per salvare l’uomo dalla pratica del peccato, Dio doveva venire al livello e nella forma dei peccatori. Lo fece nella persona di Cristo.

Cristo è venuto nel mondo per fornire l’espiazione e per mostrare disapprovazione esplicita della pratica del peccato. Non è venuto per condannare i peccatori come permetteva la legge di Mosè (Deuteronomio 22:22–24; Levitico 20:10). Invece, Cristo è venuto a portare via il dominio del peccato sulle persone. La sua morte era il più grande sacrificio e il più grande dono per l’umanità per ottenere la salvezza (Galati 3:13).

Cristo l’Agnello sacrificale (Ebrei 7)

Nella comunità ebraica tradizionale, c’era un sommo sacerdote che occupava la carica più alta del sistema sacerdotale. Una volta all’anno, il sommo sacerdote faceva un sacrificio di espiazione e portava il sangue nel luogo santissimo. Il processo comportava lo spargimento del sangue degli animali (Levitico 9:15–24) per purificare il santuario e il popolo d’Israele dalla contaminazione del peccato.

Nel libro di Ebrei, l’autore parla di Melchisedec, anche chiamato «re di giustizia» (Ebrei 7:1, The Message). Questo re incontra Abraamo e lo benedice. Melchisedec rappresenta Cristo il Figlio di Dio, che vive per l’eternità e il cui sacrificio è definitivo. Come Melchisedec ai tempi di Abraamo, Cristo è il nostro re di giustizia, principe di pace, e sommo sacerdote.

«Ma il sommo sacerdote della nostra professione assume la sua funzione con la potenza della vita eterna che c’è in lui; non solo per tenersi in vita, ma per dare vita spirituale ed eterna a tutti quelli che si affidano al suo sacrificio e alla sua intercessione. . . . Questa è la sicurezza e la felicità del credente, che questo sommo sacerdote eterno  è in grado di salvare fino in fondo, sempre e in tutti i casi. Certamente poi ci confà di desiderare una spiritualità e una santità, tanto oltre quelle dei credenti dell’Antico Testamento, quanto i nostri vantaggi superano i loro».[2]

La copia contro quello vero (Ebrei 9:24)

Nel suo ministero d’intercessione in cielo, Cristo difende i suoi seguaci contro le accuse del nemico. Satana porta costantemente delle accuse contro i seguaci di Dio, ma Dio protegge sempre i suoi figli fedeli. Al Calvario, Cristo ha sconfitto personalmente Satana (Apocalisse 12:7–10). Come suoi seguaci, possiamo sconfiggere il nemico quando accettiamo Cristo come nostro personale salvatore. Nel suo servizio di mediazione in cielo, Cristo ci protegge personalmente dal nostro accusatore.

Il santuario terreno rappresentava il santuario celeste. A differenza del sacerdote terreno che entrava nel luogo santissimo con il sangue degli animali, però, Cristo è entrato nel luogo santissimo in cielo con il suo sangue. Questo è il timbro di approvazione finale del sacrificio di redenzione. Nel santuario celeste, Gesù ci porta alla vera presenza di Dio per salvarci dal peccato (Efesini 2:5).

Purificazione terrena e celeste (Ebrei 9:22, 23)

A causa del peccato, c’è bisogno di purificazione. In Israele, i sacerdoti compievano il processo di purificazione usando il sangue degli animali. La pratica aveva un grande significato nella comunità ebraica perché mostrava al popolo il loro estremo bisogno di misericordia. Mostrava anche la misericordia che Dio aveva per i peccatori.

L’autore di Ebrei scrive di «un’ombra dei beni futuri» (Ebrei 10:1). Con i sacrifici terreni, Dio indicava agli Israeliti un sacrificio migliore, che doveva venire nel tempo prestabilito. Il popolo poteva vedere che Dio poteva perdonare i loro peccati solo attraverso il sangue. Era una rappresentazione di un sacrificio migliore, che Dio avrebbe fornito attraverso Gesù. È scritto, «è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati» (v. 4).

Quindi, «il Figlio del Dio vivente deve prendere su di sé la nostra natura; deve morire come espiazione del peccato; deve entrare in cielo con il suo sangue. . . . È tutto necessario per l’onore di Dio; perché un sacrificio minore di questo non soddisferebbe la sua giustizia: ed è ugualmente necessario per la nostra felicità; dato che niente di meno può portare pace nella nostra coscienza, o operare con un’efficacia trasformatrice sul nostro animo».[3]

Rispondi

  1. Qual è l’importanza del sangue nel processo di espiazione?
  2. Perché non c’è più bisogno dei sacrifici terreni?
  3. Qual è il significato dell’espiazione negli ultimi giorni?

[1] David Lipscomb, A Commentary on the New Testament Epistles (Nashville, TN: The Gospel Advocate Company, 1969), p. 143.

[2] « Hebrews 7», Matthew Henry’s Concise Commentary, visitato il 21 marzo 2017, http://www.christianity.com/bible/commentary.php?com=mhc&b=58&c=7.

[3] «Discourse 2304: Use of Typical Purifications», Charles Simeon’s Horae Homileticae, citato in «Verse-by-Verse Bible Commentary: Hebrews 9:23», StudyLight.org, visitato il 21 marzo 2017, http://www.studylight.org/commentary/hebrews/9-23.html.

Lunedì

EVIDENZA

Il sacrificio finale

di John Bosco, Rongo town, Kenya

Giovanni 1:29

La Bibbia riconosce Cristo come «l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!» (Giovanni 1:29). La scelta di un agnello per un sacrificio risale ai tempi dell’Antico Testamento. In Isaia 53:7, il profeta scrive, «Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca».

Questo brano viene ben prima della nascita di Cristo, che Giovanni riconosce poi come l’Agnello di Dio. Quindi qual è il collegamento? Dalle parole del profeta, vediamo le qualità di un agnello: docile, umile e sottomesso al padrone. Queste qualità sono evidenti nella vita di Cristo; egli era umile e sempre sottomesso a Dio il Padre.

Ma il collegamento è ancora più profondo. La legge del sacrificio esisteva fin dalla caduta di Adamo ed Eva. Comprendendo la legge del sacrificio, possiamo capire meglio perché Gesù sia chiamato l’Agnello di Dio. Mentre i sacrifici religiosi avevano un effetto limitato, gli Israeliti, attraverso i loro sacerdoti, credevano che potessero purificare dal peccato. Lo scopo dei sacrifici è duplice: Per prima cosa, mostrano la gravità del peccato, che richiede il sangue di una vittima innocente. In secondo luogo, il sistema prefigura il sacrificio finale per il peccato, che Dio fornisce attraverso Gesù Cristo.

In Levitico 16, la Bibbia spiega il processo di espiazione in Israele tradizionale. Il sacrificio coinvolgeva un sacerdote e degli animali (Levitico 16:20) il cui sangue avrebbe purificato dal peccato. Quando Dio mandò Cristo, egli prese il posto degli animali. Con la sua morte sulla croce, egli usò il proprio sangue come sacrificio finale per il peccato.

Il sistema sacrificale precedente era solo una rappresentazione di ciò che accade nel santuario celeste. Cristo ha offerto il suo sangue come un grande sacrificio per i peccati di tutte le persone (Isaia 53:6; 2 Corinzi 5:21; 1 Pietro 2:24). «Gesù ha fatto per noi ciò che non avremmo mai potuto fare per noi stessi: ha preso il nostro posto; è diventato il nostro sostituto; è diventato il nostro sacrificio e la sua morte ha soddisfatto la santa giustizia di Dio».[1]

Cristo ha tutte le qualità di un agnello sacrificale. Egli è l’Agnello di Dio. È senza peccato e senza difetti. È mite, umile e sottomesso. Ha abrogato la vecchia legge e ha stabilito un nuovo patto. Nel suo ministero in cielo, supplica Dio nel luogo santissimo in cielo per conto di ogni peccatore.

Rispondi

  1. Qual è la differenza tra il vecchio sistema che usava gli animali e il nuovo sistema di sacrificio che Cristo ha iniziato con il suo sangue?
  2. Cosa rende il sangue di Cristo il sacrificio finale?

[1] «Jesus Our Substitute», BibleAnswers.ie, visitato il 21 marzo 2017, http://www.bibleanswers.ie/short-bible-studies/64-jesus-christ/158-lamb-of-god

Martedì

TESTIMONIANZA

Il nostro sommo sacerdote nel santuario celeste

di Joseph Omato, Kisii, Kenya

Ebrei 7:24–27

«Dopo che gli ebrei si furono stabiliti in Canaan, il tabernacolo venne sostituito dal tempio di Salomone che, sebbene fosse un edificio permanente e di dimensioni più grandi, conservava le stesse proporzioni ed era arredato nello stesso modo. . . .

Questo è l’unico santuario che sia mai esistito sulla terra e di cui la Bibbia fornisce informazioni. Paolo lo chiama santuario del primo patto. Ma il nuovo patto non ha un santuario?

Nell’epistola agli Ebrei i credenti, assetati di verità, si resero conto che l’esistenza di un santuario del secondo, o nuovo patto, era implicita nelle parole di Paolo già citate: “Or anche il primo patto avea delle norme per il culto e un santuario terreno”. L’uso del vocabolo “anche” suggerisce l’idea che Paolo ha già parlato di questo santuario. . . .

Questo è il santuario del nuovo patto. Il santuario del primo patto fu costruito dall’uomo, da Mosè; questo (il secondo) è costruito non dall’uomo, ma dal Signore stesso. Nel primo santuario i sacerdoti svolgevano il loro servizio; nel secondo, il Cristo, il nostro Sommo Sacerdote, officia alla destra di Dio. Un santuario era sulla terra, l’altro è in cielo. . . .

«Il santuario celeste dove il Cristo officia per noi è l’originale del santuario eretto da Mosè come copia. . . .

I luoghi santi del tempio celeste sono rappresentati dalle due sezioni del santuario terrestre».[1]

«In questo tempio, dimora di Dio “… egli ha preparato il suo trono per il giudizio” (Salmo 9:7). Nel luogo santissimo c’è la sua legge, la norma di giustizia con la quale sarà giudicata tutta l’umanità. L’arca che contiene le tavole della legge è ricoperta dal propiziatorio, davanti al quale il Cristo presenta i meriti del suo sangue in favore dei peccatori. Viene così rappresentata, nel piano della redenzione umana, l’unione della giustizia con la misericordia».[2]

«Conclusa quest’opera, quando saranno stati esaminati e decisi tutti i casi di coloro che in ogni epoca si sono professati discepoli del Cristo, allora e non prima si concluderà il tempo di grazia e la porta della misericordia sarà chiusa».[3]

«Fai amicizia con Cristo oggi. Metti il tuo caso nelle mani del grande Avvocato. Egli porterà il tuo caso davanti al Padre. Anche se hai trasgredito la legge, e devi dichiararti colpevole davanti a Dio, Cristo presenterà il suo sangue prezioso per conto tuo, e attraverso la fede e l’ubbidienza, e l’unione vitale con Cristo, puoi essere assolto davanti al Giudice di tutta la terra, ed egli sarà tuo amico quando la tromba finale squillerà e le scene della terra non esisteranno più».[4]

Rispondi

Qual è il significato del santuario terreno per i cristiani di oggi?

[1] Ellen G. White, Il gran conflitto, p. 323-325

[2] Ibid., p.324

[3] Ibid., p.325-326

[4] Ellen G. White, «A Vital Connection With Christ», Signs of the Times, July 27, 1888.

Mercoledì

COME FARE

Il ruolo di Cristo nel santuario

di Mary Brenda Akoth, Kisii, Kenya

Ebrei 8:6

Una delle dottrine fondamentali della chiesa avventista del settimo giorno è «Il ministero di Cristo nel santuario del cielo». Più di due secoli fa, Cristo è salito in cielo dopo aver completato il suo ministero in terra. La sua morte sulla croce è stata il massimo sacrificio per redimere l’umanità dal peccato e dalle sue conseguenze.

Ma dato che viviamo in un mondo peccaminoso circondati dal male, il processo di redenzione dell’umanità non è ancora completo. Cristo è ancora coinvolto nel servizio di mediazione nel santuario celeste. Come nostro mediatore, Cristo si trova tra l’umanità e Dio per restaurare la relazione spezzata.

Attraverso di lui, l’umanità perduta può trovare un’altra possibilità di riconciliarsi con Dio. È importante per noi capire i punti principali che riguardano il servizio di mediazione nel santuario celeste. Uno, Cristo è il modello di sacrificio giusto attraverso il quale Dio può perdonare i peccati. Questo non significa che Gesù supplica o implora Dio di perdonare i nostri peccati. Dio ci ama già e ci cerca costantemente (Giovanni 16:26, 27).

Due, nella sua opera di mediazione, Cristo non cambia l’atteggiamento di Dio nei nostri confronti. La morte di Cristo per l’umanità è il risultato dell’amore infinito di Dio (Giovanni 3:16). Tre, Dio non si è allontanato dai peccatori; i peccatori si sono allontanati da Dio. Quindi, Cristo non chiede a Dio di riconciliarsi con l’umanità. Come peccatori, siamo noi che dobbiamo tornare da Dio (Genesi 3:9; 2 Corinzi 5:20), e sicuramente lo troveremo dove l’abbiamo lasciato.

Quindi Cristo cosa fa per noi nel santuario celeste? I punti seguenti sono importanti: Cristo incontra Dio per aiutarci a fronteggiare il peccato. Il cielo sa che viviamo in un mondo pieno di male. Lottiamo tutti i giorni con problemi e tentazioni. Nel santuario celeste, Cristo, Dio il Padre e lo Spirito Santo si uniscono per aiutarci a fronteggiare Satana e il peccato. L’intera Deità vuole che abbiamo la forza di resistere al diavolo, di crescere spiritualmente e di sconfiggere il peccato.

Cristo prega per noi.  Nel santuario celeste, Cristo è anche coinvolto nella preghiera di intercessione per i suoi seguaci. Specialmente dato che il mondo si sta avvicinando alla sua fine, Cristo prega che possiamo sviluppare una fede incrollabile e che possiamo restare uniti nella verità e nell’amore. Come ha pregato per Pietro (Luca 22:32), vuole che lo conosciamo meglio, che siamo vittoriosi in lui, e che siamo audaci e coraggiosi. Così facendo, ci difende anche dalle accuse di Satana.

Cristo ci dà la forza di essere suoi testimoni.  Come suoi seguaci, Cristo vuole che siamo veri testimoni. Ci dà la forza impartendo lo Spirito Santo, che fornisce la potenza e i benefici di essere seguaci fedeli.

Rispondi

  1. Che altro pensi che Cristo stia facendo nel santuario celeste? Per favore, basa la tua risposta sulla Scrittura.
  2. Quanto tempo pensi che ci vorrà per il servizio di mediazione?

Giovedì

OPINIONE

Il ministero di intercessione di Cristo

di Joan Omato, Kisii, Kenya

Luca 9:22

Quando il peccato invade il nostro cuore, lo corrompe al punto da renderci impossibile vedere la differenza tra bene e male. Ci allontaniamo da Dio, prendendo la direzione opposta. Tuttavia, sorprendentemente, Dio non rinuncia a noi. La Bibbia dice che «dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata» (Romani 5:20). Dio, nella sua grazia e nel suo amore infinito, ha mandato Cristo nel mondo come sacrificio per il peccato.

Ma le persone volevano semplicemente continuare nel peccato. Il male era profondamente insinuato nella vita dell’uomo, così tanto che solo il sangue di Cristo avrebbe potuto salvare l’uomo dalle conseguenze del peccato. Anche dopo che Cristo era venuto a salvarle, le persone lo rifiutarono. I dottori della legge, i sacerdoti e gli anziani rifiutarono Gesù. Ciò nonostante, l’amore di Dio eclissò la loro mancanza di conoscenza. Gesù morì, e Dio lo riportò in vita.

Nel nostro tempo, continuiamo a rifiutare Cristo nella nostra vita. Vogliamo continuare nel peccato. Il mondo sembra estremamente attraente con tutto ciò che offre. Anche dopo aver saputo che Cristo è morto per i nostri peccati, ci è ancora difficile permettergli di governare il nostro cuore. Ma Cristo non rinuncia a noi.

Nel suo ministero di intercessione, egli continua a chiedere a Dio di perdonarci. Quando accettiamo Cristo come nostro salvatore, otteniamo accesso a Dio e possiamo avvicinarci a lui senza paura. «Tutte le benedizioni vengono dalla continua efficacia del sacrificio di Cristo. Il libro degli Ebrei evidenzia i suoi due grandi risultati: fornisce accesso senza impedimenti alla presenza di Dio, e rimuove a fondo il peccato».[1]

Il sacrificio di Cristo era completo: niente da aggiungere o da sottrarre a esso. Questo è importante per noi come chiesa e come giovani nella chiesa. Specialmente in questo tempo in cui la fine del mondo è vicina, dobbiamo concentrarci solo su Gesù perché solo lui è in grado di salvarci. Il sistema di sacrifici dell’Antico Testamento era solo una rappresentazione del santuario celeste.

«Ora sappiamo che tutti i sacerdoti e i sommi sacerdoti erano solo prefigurazioni di Colui che è il sommo sacerdote perché egli è sia Dio che uomo (Ebrei 5:1–10). Ora sappiamo che il sangue degli animali attentamente selezionati per essere senza difetti (es., Levitico 1:3, 10), era un simbolo del sangue del Figlio di Dio che, morendo per noi, ci avrebbe purificati dal peccato (1 Pietro 1:18-19)».[2]

Rispondi

  1. Perché il ministero di intercessione di Cristo è importante per noi nei tempi finali?
  2. Se Cristo ci ha reso facile avvicinarci a Dio, perché preghiamo ancora nel nome di Gesù?

[1] Sanctuary Review Committee, «Christ in the Heavenly Sanctuary», Ministry , October 1980, https://www.ministrymagazine.org/archive/1980/10/christ-in-the-heavenly-sanctuary.

[2] Ibid.

Venerdì

ESPLORAZIONE

Il cielo è reale

di Bob Collince, Nairobi, Kenya

Ebrei 9:24

CONCLUSIONE

Discutendo quello che Cristo fa per noi nel santuario celeste, confermiamo che la nostra salvezza è valida. Nel santuario celeste, il destino dei peccatori è nelle mani di Cristo. Il servizio di santificarci, di darci la forza di sconfiggere il peccato, di aiutarci a diventare seguaci migliori e di riunirci con il nostro Padre celeste, è vitale nel tempo finale. Per cancellare ogni dubbio dalla nostra mente, ora sappiamo che Cristo è impegnato in un’attività importante per assicurarsi che traiamo vantaggio dalla sua morte sulla croce.

PROVA A

  • Disegnare un’immagine del santuario terreno, indicando tutte le sezioni. Segna il luogo santissimo con un colore vivace e pensa a quello che Cristo sta facendo lì per te ora.
  • Essere un mediatore volontario sul tuo campus o sul posto di lavoro tra i trasgressori e il sistema amministrativo. Fai attenzione alle tue esperienze e pensa a come sarebbe assumerti una sanzione al posto loro. Rifletti su quello che Cristo sta facendo per i peccatori nel santuario celeste.
  • Avere nella tua libreria musicale una collezione di canzoni che evidenziano la potenza di Cristo nel salvare l’umanità dal peccato. Includi la canzone «Power in the Blood» di Lewis E. Jones nella tua collezione. Ascolta il messaggio in ogni canzone, leggendo e personalizzando le parole in ogni frase.
  • Avere una nota delle attività che Cristo sta facendo nel santuario celeste. Riguarda la tua nota più regolarmente possibile e guarda come ti avvicina a Cristo.
  • Darti una valutazione su una scala da 1 a10 come seguace di Cristo. Basandoti sulla tua valutazione, fai una lista di quello che ti manca per diventare un credente migliore. Prega per chiedere a Gesù di darti la forza per eccellere in quegli ambiti e anche per offrire una preghiera di intercessione per te.
  • Avere un salvaschermo sul tuo smartphone o computer con un testo 3D che dice «Cristo nel luogo santissimo». Scrivi i benefici dell’opera di intercessione che Cristo compie per te.

CONSULTA

  • Romani 3:21–26; 8:35–39; Apocalisse 13:8; 5:12.
  • Ellen G. White, Messaggi ai giovani, p. 176.
  • Morris L. Venden, Never Without an Intercessor: The Good News About the Judgment (Boise, ID: Pacific Press, 1996), 140.
  • Raoul Dederen, «Christ: His Person and Work», in Handbook of Seventh-day Adventist Theology (Hagerstown, MD: Review and Herald, 2000), 187.

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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