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SdS CQ (College Quarterly) Terzo Trimestre 2018 – 02

Lezione 2

7-13 luglio 2018

La Pentecoste

«Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite»

(Atti 2:32-33)

Sabato

INTRODUZIONE

Dio ci promette potere? Super poteri?

di Juan-Jose D. Garza, Washington, D.C., USA

Gioele 2:28; Romani 2:15; Efesini 6:12

«… Potete immaginare che seguire i retroscena degli ultimi film di supereroi sia un modo sicuro per postare cose in cui i lettori saranno interessati».[1] Quest’affermazione riflette quanto siano stati emozionanti gli ultimi dieci anni per i nerd, con Hollywood che investe miliardi di dollari in contenuti che promuovono i supereroi che combattono mali esistenti e crescenti nell’universo. Anche se interessava a molti anche prima, perché la nuova tendenza?

Come il direttore di una banca che guarda dentro la camera blindata, Dio sa cosa c’è dentro di noi e di cosa siamo fatti. Dato che la Scrittura dice che è tutto «scritto» sul nostro cuore, sappiamo intrinsecamente che c’è qualcosa di più grande — una chiamata, che è di proporzioni e di potenza divina, che aspetta che abbracciamo e accettiamo ciò che viene da Dio.

Paolo ci ricorda in Efesini 6:12 che la lotta dell’umanità «non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti». Quando il male si impossessa dell’innocenza, sappiamo che è per abusare, uccidere e distruggere chi è inconsapevole.

Quando il male ci mostra le sue sembianze, Dio si allunga nello spazio e nel tempo per aiutare le sue creature che hanno bisogno di lui. «Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni» (Gioele 2:28).

Per generazioni, Dio ha scelto singoli individui uno alla volta che mantenessero la sua luce in questo mondo tenebroso, ma fu solo dopo il tempo in cui i seguaci di Cristo furono visitati, con la potenza della forza di Dio e il suo Spirito in quella camera alta, che furono in grado di combattere i mali esistenti e crescenti in quegli ultimi giorni.

Quindi, perché la tendenza?

Perché questo interesse crescente verso Superman o Ironman?

Perché non stiamo guardando a esseri di un pantheon per avere ispirazione, ma in verità, esistono come promemoria del nostro scopo e sono nostri riflessi fittizi che ci ricordano a chi apparteniamo veramente… a Dio.

[1] Todd VanDerWerff, Superhero movie hype is starting to drive studios’ creative decisions. It’s a problem. (Washington, DC and New York City:Vox Media, Inc.© Online, 2016), http://www.vox.com/2016/8/18/12507336/suicide-squad-box-office-trailer.

 

Domenica

LOGOS

Pentecoste e la promessa

di Cheryl Cathlin, Newport News, Virginia, USA

Efesini 1:13, 14

La Pentecoste, anche nota come la «festa delle settimane» (Levitico 23:15–17), era una di sei feste annuali celebrate dal popolo ebraico (Levitico 23). La parola Pentecoste deriva da un aggettivo greco che significa «cinquantesimo», che si riferisce al fatto che la Pentecoste si teneva 50 giorni dopo la cerimonia del fascio di spighe (Levitico 23:15, 16).

Le feste annuali, inclusa la Pentecoste, erano istituite per due importanti ragioni: 1) per aiutare gli Israeliti a ricordare i miracoli di Dio nel passato; e 2) per dirigere la loro mente alle preziose promesse di Dio per il futuro. Per esempio, la Pasqua (Levitico 23:5) non solo commemorava la liberazione degli Israeliti dalla schiavitù in Egitto, ma indicava anche la promessa della salvezza attraverso Gesù. L’agnello per la Pasqua doveva essere senza difetto (Esodo 12:5) e nessun osso doveva essere spezzato (Esodo 12:46). L’agnello di Pasqua indicava molto chiaramente Gesù, «l’Agnello di Dio» ucciso per togliere «il peccato del mondo» (Giovanni 1:29).

Similmente, la Pentecoste serviva un duplice scopo. Ricordava al popolo le abbondanti benedizioni di Dio durante la stagione del raccolto, e indicava quel giorno memorabile registrato in Atti 2 quando il primo grande gruppo di persone fu aggiunto al corpo di Cristo. Il tipico giorno di Pentecoste era una celebrazione gioiosa piena di ringraziamento a Dio per il frutto della stagione del raccolto. Durante questa festa, gli Israeliti dovevano portare il primo raccolto di grano o «primi frutti» del raccolto finale e un’offerta libera in proporzione a quanto Dio li aveva benedetti (Levitico 23:16; Deuteronomio 16:10). Di conseguenza, la festa era una rappresentazione appropriata per il raccolto spirituale che avvenne quel glorioso giorno di Atti 2.

Dopo l’effusione dello Spirito Santo, Pietro predicò alla folla riunita e tremila persone furono battezzate (Atti 2:41). Il seme che Gesù aveva seminato durante i suoi tre anni e mezzo di ministero combinati con un’effusione senza precedenti di potenza produsse un raccolto ricco. Studiando Atti 2, possiamo guardare avanti con grande speranza e attesa per l’abbondante raccolto che ci sarà durante i tempi della pioggia di primavera. Come ci ricorda Stephen Haskell, «questo grande raccolto di anime a questa atipica festa del raccolto era solo un inizio per il grande raccolto che sarà radunato prima della fine del mondo». La Pentecoste ci ricorda che Dio mantiene la sua promessa. Lo Spirito Santo è sia il compimento della promessa sia la nostra garanzia che Dio finirà l’opera che ha iniziato (Efesini 1:13, 14).

Rispondi

  1. In che modo la Pentecoste ci ricorda che Dio mantiene le sue promesse?
  2. In che modo la Pentecoste ci dà una speranza più grande mentre aspettiamo con ansia la pioggia di primavera?

Lunedì

LOGOS

Spirito Santo all’opera

di Paul Graham, Bowie, Maryland, USA

Genesi 1:2; Isaia 28:25–27; Matteo 28:18–20; Atti 1:4–8; 8:1–8

Lo Spirito Santo in piena azione (Atti1:4-8)

Studiando le chiese nel libro degli Atti, troviamo l’eccitazione dei discepoli che si impegnano per capovolgere il mondo. Molti lettori parlano del libro degli Atti come il movimento della prima chiesa, ma se prestiamo particolare attenzione al testo, vediamo che era lo Spirito Santo all’opera. L’introduzione a questo libro è chiara su chi stesse guidando la chiesa (Atti 1:4–8). Dopo la venuta dello Spirito Santo viene la potenza.

La potenza viene data a quelli che testimoniano. Lo Spirito Santo viene promesso a tutti per lo scopo preciso di diffondere il vangelo e cercare di salvare chi è perduto. Continuando a leggere questo libro, gli Atti dello Spirito Santo saranno manifestati in ogni chiesa che si riuniva insieme e in ogni individuo che credeva. Ci sarà crescita nel vangelo prima iniziando a Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e ai limiti estremi della terra.

Il ruolo dello Spirito Santo (Genesi 1:2; Atti 28:25–27)

Vediamo lo Spirito Santo all’opera per la prima volta alla creazione (Genesi 1:2). Lo Spirito Santo era presente ed è ancora presente nel cuore e nella mente di quelli il cui cammino spirituale è informe e vuoto. Il fatto che la luce sia stata chiamata in gioco, dice che lo Spirito si muoveva nel processo della creazione ed è lo stesso con la chiesa degli Atti.

Lo Spirito Santo si muoveva in quei giorni mentre la chiesa riceveva la potenza di diffondere la parola del Salvatore risorto. La Bibbia chiama lo Spirito Santo Consolatore o Consigliere. Come Consolatore, prende il posto di Gesù e come Consigliere dirige e guida ogni individuo. Paolo invita la chiesa a non essere come i loro antenati che non avevano ascoltato la voce dello Spirito Santo. Ricorda le parole di Isaia che Dio non guariva perché non ascoltavano lo Spirito.

La crescita della prima chiesa (Atti 8:1–8)

Ci sono molti esempi della chiesa che si sposta e cresce. Dovunque fossero sparpagliati, predicavano il messaggio di Gesù. Scendendo in una città samaritana, Filippo proclamò il messaggio del Messia. Quando le persone sentirono quello che aveva da dire e videro i miracoli, i chiari segni dell’azione di Dio, pendevano dalle sue labbra. Molti che non potevano camminare furono guariti quel giorno. C’erano persone che venivano guarite e mentre la chiesa era perseguitata, continuava a crescere. Le persone pendevano dalle labbra di Filippo e tutti gli apostoli che predicavano il vangelo videro il suo frutto. Mentre l’eunuco etiope sedeva nel suo carro leggendo le Scritture, Filippo fu portato da lui dallo Spirito Santo. Filippo spiegò la Scrittura, rivelando Gesù Cristo. Appena l’eunuco vide l’acqua non riuscì a resistere e fu battezzato in Cristo. La crescita della chiesa era il tema comune secondo le dinamiche dello Spirito Santo.

Predicare il regno di Dio (Matteo 28:18–20; Atti 1:8)

Il libro degli Atti è la proclamazione realizzata e manifestata: Andate nel mondo, predicate il vangelo eterno, fate discepoli tutti i popoli. Come cristiani, abbiamo il mandato di diffondere il vangelo, non solo predicando, ma semplicemente essendo guidati dallo Spirito Santo. Atti 1:8 dichiara che quando siamo in accordo con Dio, lo Spirito Santo ci guiderà nella diffusione della sua Parola.

 

Martedì

TESTIMONIANZA

Il peso della luce

di Paul S. Anderson, Bowie, Maryland, USA

Atti 2:1–47

Ellen G. White dice che «l’intero libro degli Atti è il nostro lezionario».[1] Condivide i miracoli, segni e i prodigi che accompagnavano le predicazioni e gli insegnamenti degli apostoli. È un libro di storia stimolante scritto «sotto la guida dello Spirito Santo».[2] L’ispirazione è la luce che ha reso gli apostoli dei teologi forti ma pratici. Qui ci sono tre chicche da questo lezionario.

Tra le lezioni del libro degli Atti c’è il fatto che gli apostoli e i discepoli compievano lo scopo di cui egli li aveva incaricati. La chiave del loro successo era che «non svolsero la loro missione con la loro sola forza… [ma con la] potenza del Dio vivente… L’esitazione, l’indecisione e la debolezza vennero bandite dalle loro iniziative. Essi desiderarono consumarsi ed essere consumati».[3]

Come gli apostoli, «dobbiamo lavorare sodo come uomini e donne che hanno un legame vivente con Dio. Dobbiamo imparare come venire incontro alle persone là dove si trovano. Ogni individuo ha una responsabilità davanti a Dio, e non deve essere istruito arbitrariamente dall’uomo su cosa fare, cosa dire e dove andare. Non dobbiamo riporre la nostra fiducia nel consiglio degli uomini e accettare tutto quello che dicono se non abbiamo prove che siano sotto l’influsso dello Spirito di Dio».[4]

Una seconda lezione da questo libro di storia ispirato è la potenza della solidarietà. Ancora una volta, la sorella White interviene con pertinenza contemporanea: «Il messaggio della verità presente serve a preparare un popolo per la venuta del Signore. Comprendiamo questo, e lasciamo che chi è posto in posizioni di responsabilità venga in unità tale che l’opera vada avanti solidamente».[5]

Il terzo punto, e punto finale, è il peso della luce che portavano. «La consapevolezza della responsabilità posta su loro purificò e arricchì la loro esperienza; e la grazia divina fu rivelata nelle conquiste che essi fecero per Cristo. La forza dell’Iddio Onnipotente operò mediante loro per rendere il Vangelo trionfante».[6]

Noi possiamo fare quello che hanno fatto loro se siamo disposti a fare come hanno fatto loro. Fidiamoci di Dio! Preghiamo per avere la luce della sapienza e della comprensione! Siamo coraggiosi con la grazia di Cristo e prendiamoci cura tangibilmente del minimo tra noi.

Rispondi

  1. In un contesto sociale vario e diviso, in che modo il libro degli Atti guida il credente nel relazionarsi con gli altri?
  2. Come può un credente contemporaneo attivare lo stesso tipo di passione e potenza dimostrati dagli apostoli?

[1] AAVV, S. D. A. Bible Commentary, Volume 6, Acts, p. 1055.

[2] Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, p. 372.

[3] Ibid., p. 373.

[4] Ellen G. White, Fundamentals of Christian Education, p. 529.

[5] Ibid., p. 530.

[6] Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, p. 373.

 

Mercoledì

COME FARE

Attirare gli altri a Dio

di Erica Harmon, Miami, Florida, USA

Giovanni 13:34, 35; 1 Giovanni 4:9–11

Il mondo in cui viviamo oggi sta diventando sempre più avverso alla religione organizzata. Troppo spesso sentiamo di chiese in tutto il mondo che stanno perdendo più e più membri con il passare degli anni. Tutti noi probabilmente sanno di un amico o un membro della famiglia che una volta faceva parte della chiesa e ora non più. Questo, ovviamente, non è limitato solo alle nostre chiese avventiste del settimo giorno, riguarda tutte le organizzazioni religiose. Una delle lamentele maggiori che sento da quelli che se ne sono andati è «l’ipocrisia» vista negli altri membri di chiesa. Mentre gli esseri umani sono naturalmente imperfetti, penso che sia importante tenere a mente che il vecchio canto vale ancora: «Sapranno che siamo cristiani per il nostro amore».

C’è un mondo di peccatori assetato dell’amore di Cristo ed è nostro compito come credenti diffondere quell’amore nella nostra vita quotidiana. Se facciamo piccole azioni gentili quotidianamente, gli altri noteranno la luce spirituale che abbiamo e vorranno saperne di più.

Pensi che sia un compito troppo grande da assumere? Ti sorprenderà quanto sia semplice:

Attribuisci sempre il merito a Dio. Non importa quanto talento hai, e quanto hai lavorato duramente per arrivare dove sei, egli è il motivo per cui sei benedetto. Promozione a lavoro? Ringrazia il tuo supervisore ovviamente, ma non dimenticare il tuo Supervisore celeste. Perdita di peso marcata? La dieta può averti aiutato a tenere conto delle calorie, ma Dio ti ha dato la forza di volontà e la concentrazione per continuare a seguirla. Attribuire il merito a Dio non solo continuerà a portarti più benedizioni, ma sarà anche evidente per chi ti sta intorno.

Sii comprensivo. Non sai mai, a meno che tu non l’abbia vissuto. Saltiamo velocemente alle conclusioni quando sentiamo un bambino urlare in aereo, quando un guidatore maleducato ci taglia la strada nel traffico, o quando il cassiere non ci saluta nemmeno. Le persone affrontano costantemente le sfide della vita. Un sorriso genuino, un cenno della testa e perfino un semplice «Come va?» può fare un mondo di differenza per qualcuno che sta affrontando dei momenti difficili.

Cambia come preghi. Tutti possono pregare che lo Spirito Santo continui a bussare al cuore di qualcuno o porti la pace nel Medio Oriente. Non è che dovresti smettere di pregare per quelle cose e non è neanche che Dio non ti sente. Ma non sappiamo sempre esattamente come Dio vuole servirsi di noi, quindi chiediamogli di rivelarcelo. So che egli vuole che quanti più dei suoi figli possibile vengano a vivere con lui e possiamo svolgere un ruolo molto speciale in questo se gli permettiamo di operare attraverso di noi.

Rispondi

  1. Che scuse hanno dato i tuoi amici per aver lasciato la chiesa? Cosa hai detto che continua a farti andare e credere?
  2. Ora che hai degli strumenti di base, come mostrerai amore agli altri nelle tue attività quotidiane?

 

Giovedì

OPINIONE

Il dono con la potenza

di Quantrilla “Quanny” Ard, Hanover, Maryland, USA

Atti 2:1–6

Ricorda quando aprivi i regali da bambino; forse a Natale? Ogni anno, l’eccitazione estremamente gratificante di strappare la carta brillante e colorata, togliere i fiocchi metallizzati… Valeva assolutamente l’attesa, a prescindere da quanti giorni del calendario andassero barrati per raggiungere quella mattina memorabile. Riesco quasi ad assaporare la squisita attesa della vacanza con le decorazioni che apparivano quasi da un giorno all’altro, e gli accordi familiari e gioiosi della musica di Natale che riempivano l’aria.

I discepoli hanno provato una sensazione simile aspettando l’arrivo dello Spirito Santo? Con il ticchettare delle ore e il passare dei giorni nella camera alta, devono aver pregustato questo dono promesso per il quale non avevano un codice di tracciamento.

Quando lo Spirito Santo arrivò, gli uomini e le donne presenti furono riempiti e non c’era dubbio che il tanto atteso Consolatore fosse tra loro e dentro di loro. Non erano più solo seguaci di Gesù, ma ora erano anche partecipi della potenza con cui egli guariva i malati e risuscitava i morti. A parte la nascita di Gesù, nessun altro dono ha avuto un impatto del genere sul mondo.

Lo Spirito Santo non solo fu sentito nella camera alta, ma il suono del suo arrivo portò una moltitudine di persone da «ogni nazione che è sotto il cielo» (v. 5) insieme nello stupore perché sentivano parlare nella propria lingua. Che gran Dono a portare il suono del vento, lingue di fuoco e lingue diverse nello stesso posto! Un dono acquistato con la valuta del sangue, lacrime e sacrificio; un netto contrasto al tintinnio del resto, piegare e dispiegare le banconote e il bip della macchinetta per le carte di credito, che segnalano «il periodo più bello dell’anno».

Mi piace molto ricevere doni; penso che ricevere doni possa essere una delle mie lingue dell’amore. Di tutti i doni meravigliosi che ho ricevuto, nessuno è paragonabile al dono dello Spirito Santo nella mia vita tutti i giorni. Sono grata che questo piccolo gruppo di uomini e donne abbiano aspettato di ricevere questo dono prezioso.

Rispondi

  1. Qual è il periodo di tempo più lungo che hai dovuto aspettare per ricevere qualcosa che hai pagato? E qualcosa che hai ricevuto in dono?
  2. Hai mai ricevuto un regalo che non ti piaceva? Come hai reagito?

 

Venerdì

ESPLORAZIONE

Accesi dallo Spirito Santo

di Justin Brown, Silver Spring, Maryland, USA

Atti 2

CONCLUSIONE

Prima che Gesù ascendesse al cielo, promise ai suoi discepoli che un «Consolatore» sarebbe venuto per incoraggiarli all’inizio della loro grande missione globale. Anche nell’assenza fisica di Cristo, impariamo secondo Ellen G White, che lo Spirito Santo è «la presenza personale di Cristo per l’animo». L’arrivo dello Spirito Santo nella casa accese e motivò i cuori dei credenti con un immenso impeto per portare avanti il loro ministero. Lo Spirito venne per riempire gli animi che erano vuoti e disperati. Venne per aiutare a riportare il cuore e la mente al Padre. Venne ad accendere il suo popolo! Anche noi possiamo vivere l’arrivo dello Spirito Santo, anche oggi.

PROVA A

  • Chiudere gli occhi e immaginarti nella casa appena prima dell’arrivo dello Spirito Santo. Cantare il famoso inno cristiano, «Spirit of the Living God» di Daniel Iverson e rifletti sul significato delle parole.
  • Immaginare di essere una tazza o un bicchiere. Vuota la tua mente di tutti i pensieri e i sentimenti negativi. Leggi Atti 2:17–21. Respira. Lascia che lo Spirito Santo ti riempia di pensieri positivi e incoraggiamento.
  • Scrivere una breve lettera allo Spirito Santo. Chiedigli dove hai bisogno di una guida nella tua vita.
  • Imparare come dire «Dio ti ama» in almeno tre lingue diverse. Condividilo con un amico.
  • Avere una discussione di gruppo aperta sui diversi punti di vista sul tema di «parlare in lingue» nella chiesa.
  • Cucinare e condividere un pasto delizioso con un amico. Condividi la storia della Pentecoste mentre vi «riempite» con la tua gentilezza.

CONSULTA

  • Giovanni 14.
  • Ellen G White, Gli uomini che vinsero un impero, capitolo 5, «Il dono dello Spirito».

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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