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SdS CQ (College Quarterly) Terzo Trimestre 2017 – 14

Lezione 13

23 – 29 settembre

Vantarsi nella croce

«Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo» (Galati 6:14)

Sabato 23 settembre

INTRODUZIONE

Nuovo di zecca?

di Stephanie French, Edmonton, Alberta, Canada

Galati 4:1–7, 21–31

Sono nato

Con i polsi pesanti e la pelle lacerata.

Il suono delle catene che sbattevano

mi faceva addormentare.

Ero uno schiavo,

delle leggi che mi avevano incatenato

e, anche se mi aggrappavo alla sua Parola,

le mie azioni non erano conformi:

non faccio quello che è giusto e ripeto quello che è sbagliato [Romani 7:15].

Come il ritmo regolare della frusta contro la mia pelle,

ho cercato di strappare il mio peccato

sperando che la mia salvezza fosse da qualche parte dentro di me.

Sono nato,

figlio di una schiava,

con mani e piedi incatenati.

Ma il giorno in cui incontrai il Salvatore

tutte le catene furono aperte.

Non lottavo più con le restrizioni create dall’uomo,

celebrando l’opera delle mie mani.

Ma ora piango, Padre,

e premo queste mani interamente sante contro le mie guance.

Le mie macchie ora sono pulite.

Eppure, anche se sono nel peccato,

non sono di esso,

perché

sono stato reclamato,

adottato nella famiglia di Cristo.

Le cose vecchie sono passate.

Tutte le cose sono diventate nuove [2 Corinzi 5:17].

Il libro di Galati spesso è complicato da afferrare. Fin dalla nascita ci viene insegnato a seguire le regole della società. Ci viene insegnato a seguire i dieci comandamenti. Ci insegnano a seguire i cartelli stradali, le indicazioni degli insegnanti, e così via. Quindi quando Paolo ci dà la nozione sbalorditiva in Galati 4:4,5 che Gesù fu mandato per acquistarci la libertà dalla legge, questo concetto può essere difficile da capire.

Cosa vuole dire con «riscattare quelli che erano sotto la legge»? Vuol dire che non ci sono più regole? Vuol dire che non dobbiamo più rendere conto? Certo che no. Romani 6:6,7 dice: «Una cosa sappiamo di certo: quel che eravamo prima ora è stato crocifisso con Cristo, per distruggere la nostra natura peccaminosa e liberarci dal peccato. Colui che è morto è libero dal dominio del peccato» (TILC).

Cristo ci ha liberati dalle antiche leggi di Mosè che una volta erano usate per renderci puliti. Ora la nostra salvezza viene da Cristo, che ha preso tutti i nostri peccati come suoi quando è morto sulla croce.

Questa settimana, imparerai di più sulla stupenda grazia di Dio e quanto è meravigliosa, attraverso gli insegnamenti di Paolo. Continuando a leggere le lezioni questa settimana, permetti alla tua mente e al tuo cuore di essere aperti. L’idea di diventare una nuova creazione attraverso la grazia spesso è difficile da afferrare, ma attraverso la preghiera e la potenza dello Spirito Santo, anche tu puoi comprendere e accettare la libertà che puoi vivere attraverso Cristo.

Domenica 24 settembre

EVIDENZA

Comprendi le Scritture

di Elaine A. Thompson, Edmonton, Alberta, Canada

Luca 24:44, 45

L’istituzione della prima chiesa cristiana gentile in Galazia fu tormentata con la persecuzione da parte degli ebrei. Si opposero a questo «nuovo vangelo» che veniva insegnato dai discepoli. Nonostante ciò, Paolo e Barnaba viaggiarono per tutta la Galazia. Il sabato, andarono nella sinagoga, e Paolo aprì la comprensione galata delle Scritture (Atti 13:13–43), come Gesù fece per lui e per gli altri discepoli dopo la sua risurrezione (Luca 24:44,45; Atti 9). Come risultato, la congregazione gentile crebbe.

Il vangelo di Paolo era il messaggio di Gesù. Dio si serviva delle tradizioni e delle cerimonie dell’Antico Testamento come «app» — più scarichi, usi e segui — più padroneggi i suoi usi e ne accogli gli aggiornamenti. Eppure, gli ebrei rifiutarono l’ultimo aggiornamento di sistema di Gesù, che toglieva loro i loro titoli professionali. Non riuscivano a capire l’applicazione dei nostri corpi che diventano il tempio e la dimora di Dio (Giovanni 2:21; 1 Corinzi 6:19), come anche tutte le cerimonie del santuario che coinvolgevano solo Dio e ogni persona individualmente (Numeri 7–10; Ebrei 4:14,16; Ebrei 9).

Non c’era più bisogno di un mediatore umano o di un sacerdote. Notiamo bene: Gesù non cambiò nessun significato intrinseco dei simboli del santuario. Espresse solo la loro applicazione terziaria. Piuttosto, aprì la nostra comprensione al messaggio primario che Dio aveva comunicato fin dall’inizio. Gesù vuole essere uno con noi, come è uno con il Padre, per restaurarci alla nostra eredità regale (Galati 4:3–7).

Gli ebrei erano osservatori devoti del patto di Abraamo della circoncisione e insegnavano accanitamente che la chiesa della Galazia, composta principalmente da stranieri, doveva partecipare a questa tradizione. La loro priorità più alta era praticare le leggi di Mosè per dimostrare l’alleanza a Dio. La lettera ai Galati fu scritta per affrontare queste sfumature dottrinali. Paolo voleva affermare i principi che aveva insegnato ai Galati quando aveva istituito la loro chiesa. «Vero Ebreo è colui che è tale nel suo intimo, e vera circoncisione è quella del cuore: dipende dallo Spirito di Dio, e non dalla legge scritta» (Romani 2:29, TILC).

Sul monte Sinai, Dio scrisse una legge (tenuta nel luogo santissimo) con il suo stesso dito e dettò le altre a Mosè che le scrivesse. Entrambe le leggi sottolineavano come adorare Dio e prendersi cura degli altri. Una legge era uno strumento istruttivo quotidiano e annuale che spiegava perché realizzi l’altra per fede (Galati 3:24–27). «Il giusto vivrà per fede» (Galati 3:11) solo quando Dio scrive la sua legge sulle tavole del nostro cuore e della nostra mente (vedi Ebrei 8:10). Questo è il nuovo luogo santissimo dove dimora Dio.

Rispondi

  1. Come tempio di Dio, vivi diversamente?
  2. Comprendere le Scritture è importante per te?

Lunedì 25 settembre

LOGOS

Non più schiavi

di Michelle Solheiro, Edmonton, Alberta, Canada

Matteo 23:27; Romani 6:1–7; 12:1–8; 2 Corinzi 4:10; 5:17; Galati 1:7; 2:20; 5:2–4; 6:12–15; Filippesi 3:8; 2 Timoteo 3:12

Quando mi chiesi «Cosa vuol dire vantarsi della croce di Cristo?», incontrai alcuni pensieri chiave dell’umiltà. Mi resi conto che non si trattava solo di me. Arrivai a una comprensione del mio valore, della mia libertà e di colui al quale sono collegata. Grazie alla croce, ero in grado di vivere una vita libera e ora posso essere libera dalle catene della legge; sapevo dove ero diretta e da che parte stavo.

Lascia le menzogne (Galati 1:79)

Posso quasi sentire la passione di Paolo mentre esclamava ai Galati il bisogno di attenersi al vero vangelo. Immagina: impegni svariate ore nell’insegnare, pregare e predicare a queste persone, e dopo poco tempo di separazione, tutto il tuo duro lavoro inizia a sgretolarsi per la nuova moda religiosa, la salvezza per opere.

Paolo sollecitò il suo popolo a tornare al vero vangelo e quello che avevano imparato come nuovi convertiti. È così facile essere trascinati da ciò che la società dice essere vero. Anche se credo che la pressione della società oggi sia più forte, i Galati avevano le loro battaglie da combattere contro i messaggi del mondo. Paolo sottolineò il bisogno di restare su solide basi e cercare la verità biblica invece di essere spazzati via dalle mode popolare; dopo tutto, la verità è la verità.

Smetti di cercare di fare bella figura (Galati 6:1215)

Spesso vogliamo integrarci, specialmente noi giovani. Questo spesso è perché stiamo ancora formando le nostre associazioni e la nostra autostima. Se non abbiamo basi solide e non abbiamo stabilito i nostri valori fondamentali, è molto facile restare offesi dalle opinioni degli altri ed essere sviati dal gruppo. Paolo diceva la verità quando affermò, «Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere e ciò al solo fine di non essere perseguitati a causa della croce di Cristo» (Galati 6:12).

Tutti cercano conforto, e a nessuno piace attirare attenzione negativa su di sé. Questa è una delle ragioni per cui è più facile conformarsi ed evitare la persecuzione che vantarsi della croce di Cristo. La questione è, sappiamo come cristiani che la persecuzione verrà. Quindi perché scappiamo a ogni opportunità di rappresentare la nostra fede e indicare la croce di Cristo? «Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati» (2 Timoteo 3:12). Credo che quando comprendiamo veramente chi vive in noi e riconosciamo la potenza di Cristo, non avremo più paura e non saremo più schiavi della paura (Galati 2:20).

Non più schiavi del peccato (Romani 6:17; 12:18)

Paolo ricorda ai Galati che ora erano liberi dal peso della legge e avrebbero dovuto abbracciare la croce di Cristo e la libertà della grazia. «Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; infatti colui che è morto, è libero dal peccato» (Romani 6:6, 7). Non solo è stato crocifisso il nostro vecchio io, ma anche il vecchio modo di sacrificio. Paolo incoraggiò le persone a vantarsi della croce che aveva portato loro pace e salvezza (Galati 6:14). Paolo ci chiama anche a essere diversi dalle persone del mondo e a non conformarci alle idee, alle teologie e agli standard del mondo; dobbiamo essere diversi (Romani 12:1–8)!

Cristo è tutto (2 Corinzi 4:10; Filippesi 3:8)

Dobbiamo vedere tutto attraverso le lenti della croce. Credo che tanti dei nostri problemi si ridurrebbero di portata se avessimo la prospettiva della croce. Credo che tutti i nostri «risultati» dovrebbero essere paragonati con ciò che Gesù fece sulla croce; non siamo mai così grandi da non avere bisogno di lui. Gesù è tutto.

La mia preghiera è che possiamo davvero proclamare queste parole con Paolo: «Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo» (Filippesi 3:8).

Tante persone morirebbero per sentire la buona notizia della croce. Se stai leggendo questo, hai avuto il privilegio di sentire questa notizia che cambia la vita. Credo davvero che ci siano persone su questa terra che non l’hanno ancora ricevuta. La missione di portare la buona notizia a tutto il mondo è ancora una nostra responsabilità. È quello il nostro scopo principale su questa terra, più di ogni altra cosa. Quando apprezziamo veramente, ci attiveremo.

Cosa farai con quella verità? Cambierà completamente la tua vita o la stai prendendo per scontato? È molto più facile vantarci dei nostri risultati dato che siamo naturalmente egoisti, ma la soddisfazione maggiore che avremo su questa terra verrà quando diamo tutto a Gesù; tutta la gloria, tutta la lode, tutto il merito.

Rispondi

  1. Perché continuiamo a tornare alle nostre catene?
  2. Cosa vuol dire per te vantarsi nella croce di Cristo?

Martedì 26 settembre

TESTIMONIANZA

Gettare l’autosufficienza fuori dalla porta

di Felipe Solheiro, Edmonton, Alberta, Canada

Galati 6:14

«In quasi tutte le chiese c’erano alcuni membri che erano ebrei di nascita. I maestri ebrei trovarono facile accesso a questi convertiti, e attraverso di loro ottennero un punto d’appoggio nelle chiese. Era impossibile, con argomentazioni scritturali, rovesciare le dottrine insegnate da Paolo; quindi fecero ricorso alle misure più spregiudicate per contrastare la sua influenza e indebolire la sua autorità. Dichiararono che egli non era stato un discepolo di Gesù, e non aveva ricevuto un mandato da lui; eppure aveva preteso di insegnare dottrine direttamente opposte a quelle osservate da Pietro, Giacomo, e dagli altri discepoli. Quindi gli emissari dell’ebraismo riuscirono ad alienare molti dei convertiti cristiani dal loro maestro nel vangelo. Avendo guadagnato questo punto, li indussero a ritornare all’osservanza della legge cerimoniale come essenziale alla salvezza. La fede in Cristo e l’ubbidienza alla legge dei dieci comandamenti, erano considerate di minore importanza. Divisioni, eresie e sensualità stavano rapidamente guadagnando terreno tra i credenti della Galazia.

L’anima di Paolo si agitò vedendo il male che minacciava di distruggere rapidamente queste chiese. Scrisse immediatamente ai Galati, rivelando le loro false teorie, e sgridando con grande severità coloro che si erano allontanati dalla fede».[1]

«Siamo giustificati per fede. L’anima che comprende il significato di queste parole non sarà mai autosufficiente. “Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi”. Lo Spirito Santo è la nostra efficienza nell’opera di formazione del carattere, nel formare il carattere secondo la somiglianza divina. Quando ci riteniamo capaci di plasmare la nostra esperienza, facciamo un grave errore. Da soli non possiamo mai ottenere la vittoria sulla tentazione. Ma coloro che hanno fede genuina in Cristo saranno manovrati dallo Spirito Santo.

L’anima nel cui cuore abita la fede crescerà in un bellissimo tempio per il Signore. Egli è diretto dalla grazia di Cristo. Crescerà in proporzione a quanto dipende dagli insegnamenti dello Spirito Santo».[2]

Complessivamente, dobbiamo capire che da soli non possiamo fare niente per ottenere niente agli occhi del nostro salvatore. Dipendiamo completamente da lui per tutto, ed è per questa ragione che dobbiamo vantarci della croce, e solo della croce.

Rispondi

  1. Cosa provi sapendo che non puoi fare niente per ottenere il favore di Cristo?
  2. Perché come esseri umani sentiamo di aver bisogno di fare qualcosa per diventare migliori? La nostra cultura ha avuto un influsso su questo?

[1] Ellen G. White, Sketches From the Life of Paul, pp. 188,189.

[2] Ellen G. White, Manuscript 8, 1900

Mercoledì 27 settembre

COME FARE

In Cristo solo

di Harrison Chokka, Edmonton, Alberta, Canada

Romani 12:1–12; Galati 6:14

Immagina per un secondo di essere intrappolato in una casa in fiamme. Le fiamme ti circondano e sei completamente intrappolato. Poi ti rendi conto che tra pochi brevi minuti soffrirai la stessa sorte della casa incendiata intorno a te. In quel momento ci sarebbe uno schiacciante senso di disperazione e la consapevolezza che non c’è niente che tu possa fare per salvarti. Tuttavia, proprio quando sembra che non ci sia più speranza, un pompiere arriva spalancando la porta, ti prende e ti porta fuori verso la salvezza. Ora immagina questo; appena il pompiere ti ha portato fuori, invece di ringraziarlo per averti salvato la vita, cominci a dire agli altri tutte le cose che hai fatto dentro la casa per mantenerti in vita. Puoi immaginare quanto sembrerebbe sciocco a tutti quelli che ascoltano.

Per Paolo, questo esempio è come avrebbe descritto la salvezza che Gesù ha dato a tutti noi sacrificandosi sulla croce. Pensare che ci fosse qualcosa che abbiamo fatto per salvare noi stessi è contrario all’intero messaggio del vangelo. Paolo voleva chiarire inequivocabilmente che non aveva niente di cui vantarsi se non della croce di Gesù dalla quale viene la sua salvezza.

Ora, come possiamo evitare di vantarci di qualsiasi cosa a parte la croce di Gesù? Ecco alcuni passi:

Ricorda che la salvezza viene solo da Cristo. Non c’è niente che possiamo o che non possiamo fare per ottenere una posizione più elevata con Dio. Se accettiamo il dono gratuito della vita eterna datoci dal nostro Signore Gesù, siamo tutti sullo stesso piano di partenza.

Ricorda che tutte le cose buone vengono da lui. Vantarsi spesso viene dal credere di aver fatto qualcosa che merita un riconoscimento. Per Paolo in questi momenti, si rese conto che se c’era qualcosa di buono in lui, non veniva da sé stesso ma da Cristo che viveva in lui (Galati 2:20).

Ricorda da dove veniamo. Spesso le volte in cui siamo in grado di vedere con più chiarezza la mano di Dio nella nostra vita è quando guardiamo indietro a com’era la nostra vita prima che la cambiasse. In quei momenti, possiamo spesso vedere non quanta strada abbiamo fatto, ma quanto lontani Cristo ci ha portati.

Rispondi

  1. Qual è il pericolo nel vantarsi di qualcosa che non è la croce di Gesù?
  2. Qual è un esercizio pratico che puoi fare tutti i giorni per tenere l’attenzione lontana da te stesso e solo su Cristo?

Giovedì 28 settembre

OPINIONE

«Non farmelo dire di nuovo»

di Fernanda Perez, Calgary, Alberta, Canada

Geremia 9:23, 24

Quando frequentavo l’università, ho avuto la possibilità di seguire una classe di Antico Testamento, che mi ha aiutato a leggerlo con occhi diversi. Di solito pensiamo che l’Antico Testamento parli solo di uccisioni, guerre, numeri e profeti; la verità è che l’Antico Testamento parla letteralmente tutto di un Dio amorevole che si dedica costantemente e persistentemente al suo popolo.

«Io farò prosperare il mio popolo nella sua terra. Mostrerò il mio amore a quelli che erano chiamati “Non-Amati”. A quelli che erano chiamati “Non-Mio-Popolo” dirò: “Voi siete il mio popolo”, ed essi diranno: “Tu sei il nostro Dio!”» (Osea 2:25, TILC).

Ho imparato in quella classe che ogni volta che un versetto ha un «dice il Signore» all’inizio e alla fine, vuol dire che dovremmo fare particolarmente attenzione; vuol dire che Dio vuole davvero che esaminiamo meglio quello che sta dicendo perché è molto importante mettercelo in testa.

In Geremia 9:23, 24, il profeta Geremia comincia dicendo «Così parla il Signore» e finisce il suo avvertimento dicendo, «dice il Signore». L’ha detto due volte, quindi faremmo bene a fare attenzione. Dio parlò con gli Israeliti prima, e sta ancora parlando con noi ora, del bisogno di conoscerlo. Se c’è una cosa che Dio ci sta dicendo oggi, è di conoscerlo a un livello così profondo da non desiderare altro che il suo amore!

Ho un versetto preferito per diverse fasi della mia vita, e Geremia 9:23,24 è il mio preferito in questa stagione in cui mi trovo. Sono arrivata a sapere che la mia felicità e il mio successo si trovano semplicemente nel conoscere il Signore. Anche se la saggezza, la forza e le ricchezze appartengono a Dio, la sua priorità è che noi lo conosciamo prima; vuole che cerchiamo il suo cuore prima della sua mano.

Ogni singolo giorno il Signore ci chiama a vivere una relazione soprannaturale con lui al punto che sentiremo chiaramente la sua voce che guida i nostri passi. In Galati 6:14, Paolo sta esprimendo come Dio si serve di un cuore rinnovato che riflette il carattere di Gesù.

Essere una nuova creazione non è riparare la vecchia che avevamo; è dare l’«io guasto» a Dio e lasciare che sia lui a fare il resto. Quando decisi di conoscerlo a un livello più profondo e quando mi resi conto che non c’era niente che potessi fare per aiutarmi nell’aggiustare la «me guasta», egli è stato fedele e mi ha benedetta. Se Dio ti sta dicendo di fidarti di lui e di camminare con lui, è perché lo vuole veramente; non farglielo dire due volte. Accettalo, accoglilo e aprigli il tuo cuore oggi — ora.

Rispondi

  1. Cosa ti trattiene dal vivere questo rinnovamento del cuore?
  2. Come dovremmo rispondere a questo amore instancabile di Dio che si trova anche nell’Antico Testamento?
  3. Quali sono le cose di cui ti vanti?

Venerdì 29 settembre

ESPLORAZIONE

Libertà che ispira cambiamento e crescita

di Elaine A. Thompson, Edmonton, Alberta, Canada

Galati 5:1; 1 Pietro 2:16

CONCLUSIONE

A causa della morte di Gesù sulla croce, Paolo avvisa i Galati: «State dunque saldi nella libertà con la quale Cristo ci ha liberati» (Galati 5:1, ND). Questa libertà non dovrebbe essere presa alla leggera, né dovrebbe essere usata come una scusa per continuare nel peccato. Piuttosto, dovrebbe essere impiegata come una strada per il servizio al mondo (1 Pietro 2:16). La libertà è venuta nel mondo! La trasformazione non è delle nostre opere. Il nostro servizio al mondo dovrebbe essere creato da Dio. Dobbiamo seguire i passi di Gesù permettendo a Dio di guidarci nella nostra vita quotidiana. Non possiamo vantarci di niente tranne che di Cristo.

PROVA A

  • Fare una passeggiata nella natura. Scegli una pianta, fiore, animale, ecc. che puoi osservare per un periodo di una settimana. Annota tutti i cambiamenti che sono avvenuti e le condizioni meteorologiche che ci sono state in quella settimana. Cosa hai notato?
  • Documentare la tua esperienza di una volta in cui hai insegnato o aiutato qualcuno a imparare qualcosa di nuovo. È stato facile o difficile? La persona ha seguito le tue istruzioni o ha provato a fare a modo suo? Come ti ha fatto sentire?
  • Ricercare online quali sono le credenze correnti che esistono sull’importanza della croce.
  • Scrivere di come la morte di Gesù sulla croce ha cambiato la tua vita, e cosa vuol dire vivere secondo il vangelo.
  • Invitare i tuoi amici fuori per una serata di divertimento — disegno/pittura/fotografia. Passa del tempo fuori per condividere quanto Dio è creativo e quanto ama creare qualcosa dal nulla.

CONSULTA

Galati 2:16; 3:11; Romani 10:17.

Ellen G. White, Faith and Works, capitolo 9, «The Quality of Our Faith»; Sketches From the Life of Paul, capitolo 5, «Preaching Among the Heathen»; capitolo 6, «Jew and Gentile».

Ty Gibson, A God Named Desire, Pacific Press®, 2010, pp. 21,22.

  1. D. Frazee, Ransom and Reunion Through the Sanctuary, Southern, 1977, pp. 39–43.

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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LEZIONI E MANUALI PER ANIMATORI IN ALTRE LINGUE

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