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SdS CQ (College Quarterly) Terzo Trimestre 2017 – 01

Lezione 01

24-30 giugno

Paolo, apostolo per gli stranieri
«Allora, udite queste cose, si calmarono e glorificarono Dio, dicendo: “Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche agli stranieri affinché abbiano la vita”» (Atti 11:18)

Sabato 24 giugno

INTRODUZIONE

Ciechi al peccato, vedenti per la Luce

di Marisa Ferreira, Beirut, Libano

1 Corinzi 11:1; Galati 1:1

Non riuscivo a crederci: un anno fa mi trovavo davanti alla mia chiesa locale per raccontare di come Dio mi aveva liberata da una mia dipendenza, e ora mi trovavo in un paese arabo, a migliaia di chilometri da casa!

Se qualcuno mi avesse detto 12 mesi prima che questa sarebbe stata la mia realtà, l’avrei ritenuto pazzo; com’era possibile che una giovane cristiana con un lavoro stabile, piena di amici e di attività di chiesa (ma anche che non riusciva a passare 24 ore senza guardare un film, questa era la mia dipendenza) avrebbe lasciato tutto, salutato tutti, e sarebbe andata a servire un popolo che non conosceva con un messaggio che aveva scoperto bruciare nel suo cuore?

Mentre ero sul pulpito, mi venne in mente la vita di Paolo. Riuscivo a capire almeno una piccola parte di quanto aveva vissuto. Ora mi sentivo così diversa da chi ero un anno prima, non tanto per il fatto di trovarmi dall’altra parte del mondo, ma perché Gesù era diventato il mio tutto; vedevo il mondo diversamente e desideravo che il mondo potesse vedere quello che vedevo io!

Cosa fai quando Dio ferma il tuo treno e ti chiede di saltare giù e di prendere la direzione opposta? Guardi la Luce del mondo e la segui, anche se ti acceca per un po’? Come fai a convincere quelli che una volta prendevi in giro, che ora sei con loro?

Paolo aveva ragioni personali e sociali per perseguitare i cristiani. Aveva tutto il suo «mondo» a sostenerlo. Dopo che la Luce venne sulla sua strada, perse la vista per ottenere la saggezza celeste; perse il suo mondo per guadagnare Cristo; rischiò addirittura di perdere la chiesa per poter sostenere la verità.

Certo, la mia esperienza e la tua sono diverse da quella straordinaria di Paolo, ma la mia preghiera è che tu possa voltare pagina con me in questo viaggio per seguirlo, come lui ha seguito Cristo, nostro Signore e Salvatore (1 Corinzi 11:1).

Mentre durante il trimestre impareremo qualcosa in più sui temi della libertà e della salvezza che il Signore Gesù ha conquistato per noi, della potenza dello Spirito nell’operare cambiamenti meravigliosi, guardiamo la Luce. Possa Dio renderci tutti ciechi alle tenebre del peccato e darci nuovi occhi che amano, dovunque egli ci mandi a essere suoi ambasciatori (Efesini 6:20).

Domenica 25 giugno

Logos

Conoscere Dio intimamente

di Michael Chesanek, Nampa, Idaho, U.S.A.

Zaccaria 7:3, 11, 12; Galati 1:6, 7

In Zaccaria, capitoli 6–8, vediamo il popolo di Dio che finalmente ha imparato: Dio aveva permesso che fossero privati della sovranità e oppressi da un giogo straniero. A questo punto il popolo è stanco di fare le cose nel modo più difficile; ora egli desidera conoscere la volontà di Dio con tutto il cuore, lo vediamo nella domanda in Zaccaria 7:3, in cui si cerca chiarezza sulla volontà di Dio riguardo ai giorni di digiuno che per tradizione osservavano da anni.

Dio riassume il problema, che è molto simile a quello dei Galati. Dio riassume anche la soluzione, anch’essa valida per la chiesa dei Galati. Il problema in entrambi i casi è radicato

1) nella pratica di considerare la tradizione e la teologia popolare dei capi della chiesa come l’autorità che appartiene solo alla Parola di Dio;

2) nella sostituzione graduale di una spiritualità nominale al posto della conoscenza intima di Dio, come citato in 7:11,12. Il sigillo di Dio, il suo carattere d’amore incondizionato, è posto nel nostro cuore e nella nostra mente portando in noi il Gesù vivente, ma attraverso un’intimità ottenuta con questa conoscenza.

A ragione Dio aveva affermato tramite Osea che il suo popolo «perisce per mancanza di conoscenza» (Osea 4:6), un sentimento espresso anche da Gesù stesso quando disse, «Guai a voi, dottori della legge, perché avete portato via la chiave della scienza! Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito» (Luca 11:52).

Dopo che Zaccaria ebbe pronunciato una bellissima profezia della chiesa trionfante che riflette l’amore di Dio al mondo, viene mostrata un’immagine interessante: «Molti popoli e nazioni potenti verranno a cercare il SIGNORE degli eserciti a Gerusalemme e a implorare il favore del SIGNORE. Così parla il SIGNORE degli eserciti: “In quei giorni avverrà che dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni piglieranno un giudeo per il lembo della veste e diranno: ‘Noi verremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi'”» (Zaccaria 8:22,23).

In questa immagine, sembra che le persone siano così assetate d’amore che, quando finalmente guardano bene lo stato mondo, decidono di abbandonare la nave del peccato. Quando la verità di Dio incontra la luce del giorno nella sua interezza, avviene che il giogo (il carico di Dio) è finalmente visto come Gesù descriveva: dolce e leggero. Il governo di Dio appare bello in contrasto alla crudeltà e alle difficoltà che la storia ha mostrato essere il risultato certo di un allontanamento dalla legge dell’amore di Dio.

Parliamo di Saulo; per la sopravvivenza della chiesa, Dio riteneva necessario servirsi di questo persecutore. I capi d’Israele avevano collocato sul trono la tradizione e la saggezza umana, dove avrebbe dovuto esserci una conoscenza intima di Dio. Gesù aveva spiegato che questa conoscenza intima è l’incarnazione della «vita eterna» (Giovanni 17:3) e aveva predetto che sarebbe germogliata e cresciuta in un grande albero di fede annaffiato dalla stessa giustizia che sgorga dalla presenza stessa di Gesù Cristo, il Figlio del Dio altissimo.

Quindi perché Saulo, tra tutti? Quest’uomo forse era ancora cieco per alcuni aspetti, ma aveva in sé dei punti forti: un’autentica riverenza per Dio; amare l’onore del Signore ritenendolo il più grande piacere dell’anima. Nessuno poteva competere con Dio. Sì, Saulo possedeva naturalmente dei tratti che per Dio sono fondamentali e che lo rendevano il più adatto a quella vocazione: era puro di cuore, un’anima pia che ricercava l’intima conoscenza della volontà di Dio.

In Galati 1, Paolo espone un discorso logico nel tentativo di salvaguardare la chiesa dalla tendenza umana di trasformare gli amati ideali del comportamento cristiano (che di per sé potrebbero essere cose molto buone a cui ambire nella vita) nella chiave che dà accesso al sorriso di Dio (per esempio, la salvezza per la dieta che scegliamo o per la nostra osservanza del sabato).

La questione in Galati può essere riassunta da un’affermazione che si trova all’inizio del capitolo: «Mi meraviglio che così presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo. Ché poi non c’è un altro vangelo; però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo» (Galati 1:6, 7). C’è un solo «Vangelo» che sia fruttuoso. Ogni deviazione è l’opera dell’avversario, insinua Paolo.

Parlando della nostra parte nel piano della salvezza, Gesù sottolinea il tema importante della conoscenza intima di Dio: «Dimorate in me» (Giovanni 15:4). «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui» (Giovanni 6:56). «È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita» (Giovanni 6:63).

Rispondi

  1. Cerca testi biblici sulla conoscenza intima di Dio nella vita del credente. Su un foglio, paragona quello che hai trovato con un’onesta valutazione della tua intimità corrente con lui.
  2. Scrivi una lista di dottrine enfatizzate all’interno della tua famiglia o della tua chiesa locale che potrebbero essere sul punto di soppiantare la verità biblica. Ora scrivi una lista di testi che contengono principi per ottenere una prospettiva equilibrata radicata nella Parola.

Lunedì 26 giugno

Testimonianza

Fede sicura: ispirata dal dimorare nella Parola di Dio

di Kirsten Holloway, Kalispell, Montana, U.S.A.

Galati 1:22–24

Nella sua lettera ai Galati, Paolo «… ritorna alla propria esperienza, della quale i Galati erano stati precedentemente informati. Ricorda loro della sua competenza nelle conoscenze giudaiche e del suo zelo per la loro religione. Già in gioventù era riconosciuto come un abile e zelante difensore della fede ebraica. Ma quando Cristo gli fu rivelato, egli rinunciò all’istante a tutti i suoi futuri riconoscimenti e vantaggi, e dedicò la propria vita alla predicazione della croce. Paolo si appella ai suoi fratelli, affinché valutino loro se il suo movente sia terreno o egoistico. Poi mostra che dopo la sua conversione non aveva avuto opportunità di ricevere istruzioni da altre persone; le dottrine che predicava gli erano state rivelate dal Signore Gesù Cristo.

Dopo la visione sulla via di Damasco, Paolo si ritirò in Arabia, per essere in comunione con Dio; solo dopo tre anni si recò a Gerusalemme, dove restò per quindici giorni, per poi partire e andare a predicare il vangelo ai gentili, gli stranieri. Paolo dichiara che era “sconosciuto personalmente alle chiese di Giudea, che sono in Cristo; esse sentivano soltanto dire: ‘Colui che una volta ci perseguitava, ora predica la fede, che nel passato cercava di distruggere’. E per causa mia glorificavano Dio”.

Rivisitando così la propria storia, l’apostolo cerca di rendere evidente a tutti che per mezzo di una manifestazione speciale di potenza divina era stato portato a rendersi conto e ad afferrare le grandi verità del Vangelo, come presentate nelle scritture dell’Antico Testamento e incarnate nella vita di Cristo sulla terra. Fu la conoscenza ricevuta da Dio stesso che portò Paolo a mettere in guardia i galati, a riprenderli in quel modo solenne e positivo; egli non presentò il Vangelo con esitazione e dubbio, ma con convinzione decisa e conoscenza assoluta. Nella sua epistola segna chiaramente il contrasto tra l’essere istruiti dall’uomo e il ricevere l’istruzione direttamente da Cristo».[1]

Rispondi

  1. Pensa alla tua conoscenza di Dio; dimostri convinzione decisa e conoscenza assoluta oppure sei un credente esitante e incerto? Come potresti risolvere alcune criticità per portare luce intorno a te? (Giacomo 1:5; 2 Pietro 1:2–10).
  2. Onori, vantaggi e prestigio: nel lungo periodo offrono dei vantaggi. E allora, che vantaggio ci sarebbe nel rinunciarvi per abbracciare, invece, la vocazione di Dio per noi? (Matteo 6:19–21).

Martedì 27 giugno

EVIDENZA

Paolo: Il Martin Lutero del suo tempo

di Andrew McCoy, San Jose, California, U.S.A.

Galati 3:21, 22

Le tenebre spirituali sovrastavano le masse che vivevano nelle rispettive giurisdizioni dei capi ebraici e papali. La dirigenza di quei tempi era riuscita a sostituire la dottrina della giustificazione per sola fede in una dottrina di giustificazione per… (inserisci qui una lunga lista di regole rigide, aggiungi l’immagine di un Dio arrabbiato che sta aspettando che il suo popolo commetta un errore). Dio non era visto come il Dio amorevole e misericordioso che è in realtà; la gente valorizzava la tradizione e gli insegnamenti dei capi più di una conoscenza personale di Dio.

Nei loro rispettivi periodi storici, Paolo e Martin Lutero hanno avuto esperienze simili. Entrambi hanno dimostrato una corretta concezione di riverenza (o timore) di Dio. Entrambi hanno sostenuto il principio della «giustificazione per sola fede». Nessuno dei due ha sminuito le opere buone o la santificazione, ma entrambi avevano compreso che non possiamo neanche raggiungere la prima base del diventare più simili a Gesù, finché non ci rendiamo conto della nostra vera condizione e dell’impossibilità della nostra capacità di osservare perfettamente la legge. «La legge è dunque contraria alle promesse di Dio? No di certo; perché se fosse stata data una legge capace di produrre la vita, allora sì, la giustizia sarebbe venuta dalla legge; ma la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché i beni promessi sulla base della fede in Gesù Cristo fossero dati ai credenti» (Galati 3:21, 22).

Mentre impariamo il suo carattere e guardiamo umilmente a lui, affinché porti la sua vita, i suoi pensieri santi e i suoi sentimenti nella nostra mente, mentre crediamo alle sue promesse e gli diamo spazio perché ci renda più amorevoli, diventeremo sempre più simili a lui con il passare dei mesi. La sua giustizia diventa una fontana dove proveremo nuove motivazioni e sentimenti verso gli altri, una fontana alimentata da una presenza costante nella sua Parola attraverso lo studio e la meditazione. È così che si diventa «intimi» con Dio.

Rispondi

  1. Fai un inventario della tua comprensione della grazia; noti aree in cui il tuo pensiero va verso la ricerca di un’approvazione di Dio attraverso buone azioni e pensieri santi?
  2. Come avventisti ci è stata data una benedizione che può diventare una maledizione, se non siamo meticolosi nei nostri studi. Pensa a un’idea tradizionale nell’avventismo che suggerisce che dobbiamo comportarci in un certo modo per assicurarci il favore di Dio. Identifica i principi alla base della questione. Infine, ricerca scrupolosamente nella Bibbia e negli scritti dello Spirito di Profezia, i principi per una comprensione più equilibrata.

Mercoledì 28 giugno

COME FARE

Vivere Dio

di Maria Lombart, Beirut, Libano

Atti 8:1–3; Filippesi 3:3–6

Pensa all’ultima volta che hai mangiato un mango maturo e succoso. Se qualcuno ti avesse dato una foto del mango, te l’avesse descritto dettagliatamente e poi ti avesse detto «Goditi il tuo mango!», come ti saresti sentito? Volevi mordere un boccone di quel mango e assaggiarne la dolcezza.

Allo stesso modo, Saulo aveva tutta la conoscenza della legge ma non conosceva l’Autore della legge. Si considerava privo di colpa riguardo alla giustizia considerata nel contesto della legge, ma perseguitava i cristiani per la loro fede nell’Autore della legge. È facile immedesimarsi con i cristiani perseguitati, ma cosa puoi imparare da Saulo prima che fosse veramente convertito? Se conosci Dio, lo conosci anche nella tua vita? Quell’esperienza ti sta cambiando? Pensiamo a come potremmo rafforzare il nostro cammino spirituale servendoci, insieme, della conoscenza e dell’esperienza.

Comprendere la differenza tra la conoscenza e l’esperienza. La conoscenza comprende fatti o informazioni che mettiamo nella nostra banca dati mentale da consultare successivamente. Valutiamo le situazioni basandoci sulla nostra conoscenza, e giudichiamo basandoci sulla nostra conoscenza. L’esperienza, d’altra parte, è sensoriale e tocca le nostre emozioni. L’esperienza consolida la conoscenza in situazioni contestuali, così che sappiamo come applicarla in futuro, in situazioni simili. Entrambe sono importanti quando si tratta di Dio e della sua Parola.

Collegare la conoscenza all’esperienza. Quando studi la Bibbia e trovi delle promesse, reclamale. Dio ce le ha date in modo che potessimo conoscere meglio il suo carattere. Se guardi attentamente le promesse che ha fatto, troverai che sono principalmente incoraggianti. Anche quando il suo popolo non riuscì ad ascoltare e ci furono delle conseguenze, Dio li assicurò che avrebbe avuto pietà di loro.

Sii aperto all’esperienza dell’amore di Dio. Il carattere e il piano di Dio per la tua vita si incentrano sull’amore. A volte siamo stati feriti e abbiamo paura di sentire l’amore di Dio. Diventa più facile concentrarci sulla conoscenza intellettiva perché ci sembra sicura. Una vita spirituale sana combina la conoscenza e l’esperienza per una comprensione più profonda del piano di Dio per la tua vita.

Rispondi

  1. Cosa pensi che accada se qualcuno si affida solo alla conoscenza per conoscere Dio? E se qualcuno si affida solo all’esperienza?
  2. Cosa vuol dire per te avere esperienza di Dio?

Giovedì 29 giugno

OPINIONE

Temere l’ignoto

di Joshua Holloway, Kalispell, Montana, U.S.A.

Atti 11:1–10

L’umanità si stringe a ciò che è familiare e respinge ciò che non capisce. Questa tendenza è evidente nelle tensioni politiche, la pulizia etnica di minoranze, le guerre religiose, il razzismo e la discriminazione di tutti i tipi. Si può trovare in tutti i gruppi: d’età, sesso, razza e religione. Ma non è solo questione di odio e di guerra; può anche determinare quello che ordini al ristorante, quello che indossi e i tuoi rapporti con i membri della tua chiesa.

La prima chiesa aveva la sua dose di conflitto basato su questa paura dell’ignoto. I dirigenti ebraici del tempo temevano l’influenza del movimento in crescita dei seguaci di Gesù. Che fosse per timore della perdita d’influenza e di potere o per timore della corruzione della loro antica religione, lottarono contro la prima chiesa con tutte le loro forze. Paolo stesso lavorò instancabilmente per perseguitare i credenti di Gesù Cristo.

Ironicamente, questo esatto atteggiamento di paura e discriminazione creò conflitti all’interno della chiesa quando il Vangelo andò ai gentili. I primi credenti, per molte delle stesse ragioni dei capi ebraici, resistettero al cambiamento e alla perdita di controllo che ne sarebbe risultata. Fortunatamente questo era un atteggiamento che Paolo conosceva per esperienza personale, e si impegnò per combatterlo con l’aiuto di Cristo.

Se qualcuno mettesse in dubbio una la convinzione a cui la chiesa crede da anni e dimostrasse che è sbagliata, che cosa accadrebbe? La reazione sarebbe sicuramente molto negativa, al punto da spingere alcuni a rifiutare ogni prova. Al tempo di Paolo accadde qualcosa di simile: quelle convinzioni riguardavano chi siamo o chi è qualcun altro. Potrebbe sembrare assurdo che possiamo rifiutare un gruppo di persone come i gentili. Sicuramente siamo più illuminati di così, no?

Purtroppo, o siamo pienamente sintonizzati con Cristo o non lo siamo. Ci separiamo ancora in gruppi e ci teniamo a distanza da chi è diverso, che si tratti di persone con un diverso status socioeconomico o di una comunità con uno stile di vita diverso. Potrebbe non essere facile o naturale tendere la mano e amare chi è diverso da noi. In effetti, potrebbe volerci un vero sforzo per cambiare. Ma è questo che Dio ci ha chiamati a fare, e ha promesso di aiutarci.

Rispondi

  1. Pensa a una persona o a un gruppo di persone che ti mettono a disagio; come puoi entrare in sintonia con loro?
  2. Come dovresti reagire quando qualcosa che credi viene messo in dubbio?

 

 

 

 

Venerdì 30 giugno

ESPLORAZIONE

Uomo eccezionale

di Dwain Esmond, Gaithersburg, Maryland, U.S.A.

 

Atti 11:18

 

CONCLUSIONE

Accanto a Gesù Cristo stesso, poche persone hanno contribuito più dell’apostolo Paolo alla nostra comprensione corrente della fede cristiana. Per sua stessa ammissione, Paolo aveva perseguitato la chiesa spietatamente, nel tentativo di distruggerla (Galati 1:13). Alcuni teologi affermano che Saulo era così efficace nello «sterminare» la chiesa, che Dio non ebbe altra scelta che metterlo fuori servizio: buttarlo giù dal «cavallo» del suo zelo malriposto. Ma Dio non si fermò a questo; perdonò Saulo, cambiò il suo nome e gli diede il compito di condividere il Vangelo con i credenti stranieri. Da quel punto in poi, Paolo mise le capacità e l’impegno, che prima erano mal riposti, in questo nuovo compito che il Signore gli aveva affidato. E noi siamo i beneficiari della predicazione fedele del Vangelo di Paolo sia agli ebrei sia ai gentili.

 

PROVA A

  • Leggere Zaccaria 8:22; spiega il significato di questo importantissimo versetto con parole tue.
  • Considerare le somiglianze e le differenze tra le azioni di Saulo in Atti 7 e 8 e  quelle di altri «attaccabrighe» nella Scrittura. Fai un elenco di persone nella Bibbia la cui vita fu trasformata da Dio. Dai un esempio di qualcuno la cui trasformazione è stata radicale quanto quella di Saulo.
  • Disegnare scene che raffigurano alcune delle sfide che l’apostolo Paolo ha affrontato nel suo ministero. In 2 Corinzi 11:23–27, Paolo elenca ciò che ha sofferto per la causa di Cristo. Com’è rimasto saldo nella fede attraverso tutto questo?
  • Pregare per membri laici e ministri di culto in tutto il mondo che stanno condividendo il Vangelo in posti e situazioni difficili. Ci sono credenti che continuano a soffrire e a dare la propria vita per preparare uomini e donne a incontrare Dio.
  • Tracciare una mappa delle città e dei paesi visitati dall’apostolo Paolo durante i suoi viaggi missionari. Scegli una città sull’itinerario di Paolo da ricercare. Prendi nota se rimane o no una presenza cristiana in quella città. C’è una Chiesa Avventista del 7° Giorno in quella città?

 

CONSULTA

Matteo 26:59–61; 1 Samuele 16:7; Atti 15:1–5.

Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, capitoli 3, 18, 20.

Charles R. Swindoll, Paul: A Man of Grace and Grit, Thomas Nelson, 2009, capitoli 1 e 2.

 

[1] Ellen G. White, Sketches from the Life of Paul, pp. 190,191

Venerdì 30 giugno

ESPLORAZIONE

Uomo eccezionale

di Dwain Esmond, Gaithersburg, Maryland, U.S.A.

Atti 11:18

CONCLUSIONE

Accanto a Gesù Cristo stesso, poche persone hanno contribuito più dell’apostolo Paolo alla nostra comprensione corrente della fede cristiana. Per sua stessa ammissione, Paolo aveva perseguitato la chiesa spietatamente, nel tentativo di distruggerla (Galati 1:13). Alcuni teologi affermano che Saulo era così efficace nello «sterminare» la chiesa, che Dio non ebbe altra scelta che metterlo fuori servizio: buttarlo giù dal «cavallo» del suo zelo malriposto. Ma Dio non si fermò a questo; perdonò Saulo, cambiò il suo nome e gli diede il compito di condividere il Vangelo con i credenti stranieri. Da quel punto in poi, Paolo mise le capacità e l’impegno, che prima erano mal riposti, in questo nuovo compito che il Signore gli aveva affidato. E noi siamo i beneficiari della predicazione fedele del Vangelo di Paolo sia agli ebrei sia ai gentili.

PROVA A

  • Leggere Zaccaria 8:22; spiega il significato di questo importantissimo versetto con parole tue.
  • Considerare le somiglianze e le differenze tra le azioni di Saulo in Atti 7 e 8 e  quelle di altri «attaccabrighe» nella Scrittura. Fai un elenco di persone nella Bibbia la cui vita fu trasformata da Dio. Dai un esempio di qualcuno la cui trasformazione è stata radicale quanto quella di Saulo.
  • Disegnare scene che raffigurano alcune delle sfide che l’apostolo Paolo ha affrontato nel suo ministero. In 2 Corinzi 11:23–27, Paolo elenca ciò che ha sofferto per la causa di Cristo. Com’è rimasto saldo nella fede attraverso tutto questo?
  • Pregare per membri laici e ministri di culto in tutto il mondo che stanno condividendo il Vangelo in posti e situazioni difficili. Ci sono credenti che continuano a soffrire e a dare la propria vita per preparare uomini e donne a incontrare Dio.
  • Tracciare una mappa delle città e dei paesi visitati dall’apostolo Paolo durante i suoi viaggi missionari. Scegli una città sull’itinerario di Paolo da ricercare. Prendi nota se rimane o no una presenza cristiana in quella città. C’è una Chiesa Avventista del 7° Giorno in quella città?

CONSULTA

  • Matteo 26:59–61; 1 Samuele 16:7; Atti 15:1–5.
  • Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, capitoli 3, 18, 20.
  • Charles R. Swindoll, Paul: A Man of Grace and Grit, Thomas Nelson, 2009, capitoli 1 e 2.

[1] Ellen G. White, Sketches from the Life of Paul, pp. 190,191

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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