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SdS CQ (College Quarterly) Primo Trimestre 2019 – 01

Lezione 1

29 dicembre 2018 – 4 gennaio 2019

Il vangelo da Patmos

«Beato chi legge e beati quelli che ascoltano le parole di questa profezia e fanno tesoro delle cose che vi sono scritte, perché il tempo è vicino!»

(Apocalisse 1:3)

Sabato

INTRODUZIONE

Il leone, la strega e l’armadio come Apocalisse?

di Paul Clarke, Orlando, Florida, USA

 

Apocalisse 1:1

 

Nel 2005 uscì il successo cinematografico, «Il leone, la strega e l’armadio», basato sulla serie di libri per bambini di C.S. Lewis, con un’interessante dilemma per le pubbliche relazioni. Il leone del titolo originariamente era ampiamente pubblicizzato nelle comunità cristiane come una rappresentazione di Gesù, ma quando cercarono di raggiungere un pubblico più ampio, fecero marcia indietro sull’analogia religiosa che C.S. Lewis stava creando. Il leone è un’allusione a Gesù; al punto culminante dell’allegoria dà la sua vita per salvare Edward, il traditore, e per annullare la maledizione dell’inverno eterno gettata su Narnia dalla strega.

 

L’Apocalisse è stata similmente scritta con analogie intese chiaramente per la chiesa. È stata soprannominata il libro più misterioso della Bibbia. Fedi diverse hanno proposto varie interpretazioni, provocando un bel po’ di confusione nella comunità cristiana. Alcune chiese hanno scelto di ignorare completamente questo libro importante perché lo trovano troppo misterioso e difficile da capire.

 

Per capire l’Apocalisse e i suoi vari simboli, bisogna avere una buona conoscenza degli altri 65 libri della Bibbia. Solo nel contesto della Scrittura possiamo avere un’interpretazione accurata del simbolismo di Apocalisse. Ricorda che Giovanni ha scritto questo libro per la chiesa, persone già istruite negli insegnamenti di base della Bibbia.

 

L’Apocalisse può essere compresa? Sì! Studia con l’intenzione di scavare più a fondo nella Scrittura, e la verità di Dio ti sarà rivelata nel libro dell’Apocalisse. «Quelli che desiderano la luce devono ricercare lo Spirito Santo, paragonando scrittura con scrittura e chiedendo a Dio l’illuminazione dello Spirito. La promessa è che quelli che cercano troveranno».[1] E Gesù ha promesso, nelle beatitudini, che quelli che hanno fame e sete di giustizia saranno saziati. Che tu possa essere saziato mentre i tuoi occhi vengono aperti ai misteri dell’Apocalisse con lo studio diligente e la guida dello Spirito della verità che ti guiderà in tutta la verità.

[1] Ellen G. White, The Review and Herald, 6 luglio 1911.

Domenica

LOGOS

Un incoraggiamento per chi è scoraggiato

di Gordon S Jones, Houston, Texas, USA

Apocalisse 1:9, 19; 11:15

Il motivo per la lettera (Apocalisse 1:9)

L’Apocalisse è una lettera pastorale appassionata, intesa per suscitare fiducia e speranza tra il popolo di Dio. Fu scritta dall’apostolo Giovanni sull’isola di Patmos, a sessanta chilometri di distanza dalla sua città di origine, Efeso. Giovanni, che stava soffrendo la persecuzione, aveva a cuore la comunità cristiana perseguitata. Il libro è frequentemente chiamato «Apocalisse di Giovanni», ma il libro identifica sé stesso come la rivelazione di Gesù Cristo. Questo è significativo, perché una rivelazione di Gesù trasformerà sempre l’atteggiamento di una persona, e quindi avrà un effetto sulla sua situazione.

Mentre il libro di Apocalisse contiene sette lettere alle chiese in Asia Minore, l’intero libro era in realtà una lettera, intesa per essere letta pubblicamente a tutte le chiese. Questa lettera è apocalittica in natura; la parola greca αποκάλυψη significa «lo svelamento o la rivelazione di cose che altrimenti sono nascoste». Una caratteristica di questo libro apocalittico è che le rivelazioni non sono solo di ciò che accadrà nel futuro nascosto, ma cosa sta succedendo ora nei reami nascosti presenti. Il libro è più che solo una rivelazione di cose nascoste; è anche profondamente profetico nella sua natura. Le ragioni predominanti per il libro profetico sono di annunciare il giudizio imminente di Dio, e anche per promuovere la certezza della sua promessa di salvezza.

Cose nascoste ma viste

Le cose che sono (Apocalisse 1:19; 2, 3): il libro di Apocalisse rivela le strutture profonde dell’universo. Queste strutture profonde non sono visibili al telescopio spaziale o all’acceleratore di particelle più potente. Apocalisse le rivela, ritirando il velo dell’inconsapevolezza spirituale per mostrarci un mondo nascosto all’occhio umano. Siamo in grado di vedere un mondo di disperazione e dolore, ma in quel mondo c’è anche speranza e promessa. Questo incoraggia e ispira i cristiani a resistere e restare fedeli durante il periodo di conflitto, sia le guerre interiori tra fedeltà personali e l’abbandono della fede, e le guerre esterne di una cultura fuori controllo. Ci sono tre verità nascoste dalle cose che sono, che tutti devono riconoscere. In primo luogo, non c’è niente di nascosto a Dio. Egli sa tutto di noi, le nostre difficoltà, i nostri fallimenti e i nostri trionfi. In secondo luogo, vincere è un imperativo, ed è possibile attraverso la potenza di Gesù. E infine, è importante prestare attenzione agli avvertimenti e ai consigli rivelati dallo Spirito Santo.

Le cose che saranno (Apocalisse 1:19; Apocalisse 4–22): vediamo queste strutture profonde anche all’inizio della visione di Giovanni quando si trova in cielo per vedere «le cose che devono avvenire» (4:1). Là, in cielo, vede un trono e uno seduto su di esso. Tutto il resto è descritto in relazione a questo trono. Il trono è circondato da quattro cherubini che gridano «Santo, santo, santo» (4:8) e dai 24 anziani che si prostrano e dicono «Tu sei degno» (4:11). C’è un singolo trono al centro dell’universo, e colui che lo occupa riceve lode a ragione, perché egli è il creatore di tutte le cose. Il mondo non è fuori controllo. Colui che lo ha creato è ancora il sovrano attivo.

Inoltre, sul trono c’è un Agnello «in piedi, come immolato» (5:6). Questo Agnello è anche il Leone di Giuda che ha conquistato, e che quindi ha la chiave del piano di Dio della storia. Ecco la seconda verità strutturale profonda: la chiave della storia è questa metafora mista del Leone vittorioso che è l’Agnello immolato. Egli ha vinto nell’essere immolato e risuscitato a nuova vita. Ai suoi piedi i cherubini e gli anziani si prostrano e dicono, «Tu sei degno» (5:9). A loro si uniscono tutti gli angeli, «Degno è l’Agnello, che è stato immolato» (5:12). C’è una verità nascosta dalle cose che saranno, che tutti devono riconoscere, e cioè, che il trono di Dio è ancora il centro dell’universo, e un barlume di quel trono detronizzerà tutti gli altri dei che adoriamo.

Fare spazio per il regno (Apocalisse 11:19)

Per comprendere il libro dell’Apocalisse oggi, dobbiamo comprendere la natura della speranza. Per i cristiani la speranza non è un desiderio. Non è un dente sotto un cuscino, o le dita incrociate. La speranza cristiana è garanzia, una promessa solida, vincolante. Non è un sentimento; è un fatto. La speranza è indipendente dalle circostanze, e non sarà mai vinta dal male. Anche se sembra che il dolore stia vincendo, la battaglia è già stata vinta. È un fatto radicato nella natura profetica del libro, «Il regno del mondo è passato al nostro Signore e al suo Cristo ed egli regnerà nei secoli dei secoli» (11:15). Questa è la promessa a quelli che stanno soffrendo per il regno, e l’avvertimento a quelli che si stanno opponendo a esso.

Rispondi

  1. Quali sono alcune delle sfide che affronti che sono scoraggianti come cristiano?
  2. In che modo la tua vita è toccata dalla rivelazione della promessa che il regno di questo mondo diventerà il regno di Dio?
  3. Spiega come trovi incoraggiamento nelle promesse rivelate.

Lunedì

TESTIMONIANZA

«Libro sigillato?»

di Dawn Forde Murphy, Weirsdale, Florida, USA

Apocalisse 1:1–3

«Molti hanno contemplato l’idea che il libro dell’Apocalisse sia un libro sigillato, e non dedicheranno tempo e studio ai suoi misteri. Dicono che devono continuare a cercare le glorie della salvezza, e che i misteri rivelati a Giovanni sull’isola di Patmos sono degni di minor considerazione rispetto a quelle.

Ma Dio non considera questo libro a quel modo. Egli dice: “Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell’albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro. Colui che attesta queste cose, dice: Sì, vengo presto!” (Apocalisse 22:18–20).

Il libro dell’Apocalisse apre al mondo ciò che è stato, ciò che è, e ciò che deve venire; è per la nostra istruzione su ciò che verrà alla fine del mondo. Dovrebbe essere studiato con stupore reverenziale. Siamo privilegiati nel sapere ciò che è lì per il nostro apprendimento. Ma trattiamo la Parola di Dio con la riverenza che si merita e con la gratitudine che a Dio piacerebbe vedere? “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16-17).

Il Signore stesso ha rivelato al suo servo Giovanni i misteri del libro dell’Apocalisse, e concepisce che siano aperti allo studio di tutti. In questo libro sono raffigurate scene che ora sono nel passato, e alcune di interesse eterno che stanno avvenendo attorno a noi; altre delle sue profezie non riceveranno completo compimento fino alla fine del tempo, quando avrà luogo l’ultimo grande conflitto tra le potenze delle tenebre e il Principe del cielo».[1]

Rispondi

  1. Nel mondo contemporaneo in cui viviamo, cosa puoi fare per studiare e condividere il libro dell’Apocalisse in modo innovativo?
  2. Come siamo benedetti quando ascoltiamo e leggiamo le parole di profezia?
  3. Se veniamo consigliati sull’importanza di studiare il libro dell’Apocalisse, perché vediamo una così scarsa comprensione di questo libro oggi?

[1] Ellen G. White, The Review and Herald, 31 agosto 1897.

Martedì

EVIDENZA

Una visione dal vulcano

di Tamra Clarke, Weirsdale, Florida, USA

Apocalisse 1:3

Il paesaggio roccioso di Patmos, un’isola vulcanica al largo della costa della moderna Turchia occidentale, avrebbe visto la sua eruzione più potente nella forma della consegna soprannaturale di un messaggio da parte del Figlio di Dio. Nel mar Egeo, sulla sua isola più settentrionale del Dodecaneso, che significa letteralmente dodici isole, il discepolo nel cuore del circolo più intimo di Gesù era in esilio a causa del suo impegno incrollabile verso il Signore. All’epoca, Giovanni era un’isola metaforica su un’isola letterale separato dagli altri undici apostoli perché era l’unico sopravvissuto.

La maggior parte degli storici credono che l’Apocalisse sia stata scritta nel 95 D.C. verso la fine del governo dell’imperatore Domiziano. Diversamente dagli imperatori del tempo, che aspettavano fino a dopo la morte per essere acclamati come dei, Domiziano voleva la sua adorazione mentre era vivo. Mentre sosteneva uno sforzo per convincere i cristiani a rinunciare alla loro fede, venne faccia a faccia con un baluardo che si rifiutò di inchinarsi. Giovanni aveva camminato con Gesù e non l’avrebbe rinnegato per elevare l’ego di un imperatore terreno.

Lo storico romano Tacito parlò dell’usanza romana di esiliare i prigionieri politici sulle piccole isole. All’epoca dell’esilio a Patmos, Giovanni era un cittadino molto anziano e questo avrebbe reso il terreno di questo posto difficile da traversare. Ma sapeva che Dio l’avrebbe aiutato attraverso le prove (Apocalisse 1:9).

Alle pendici della montagna su Patmos, Giovanni era separato da ciò che gli era familiare. Ma a metà strada su per la montagna si trova la grotta dell’Apocalisse dove si crede che abbia vissuto quando ricevette le visioni. Oggi, è un sito patrimonio mondiale.

Gli altri credenti che soffrivano la persecuzione desideravano profondamente la speranza; e Gesù non avrebbe mancato di trasmettere una parola certa. Infatti, Apocalisse 1:3 diede immediato incoraggiamento a Giovanni che stava sopportando l’esilio perché aveva letto, ascoltato e osservato la Parola di Dio. Il versetto tre introduce anche la prima promessa in una serie di sette benedizioni o «beatitudini» presenti nell’Apocalisse.

Nel libro di Luca, il cieco voleva disperatamente avere la sua vista. Attraverso il libro dell’Apocalisse, Gesù massimizzò quella singolare opportunità di riportare la vista per invitare il mondo intero ad ascoltare le indicazioni spiritualmente illuminanti che avrebbero portato alla restaurazione permanente a lui e al Padre.

Rispondi

  1. Quali sono alcuni modi per decifrare i simboli biblici?
  2. Ci sono parti del linguaggio dell’Apocalisse che dovrebbero essere prese letteralmente?
  3. Il messaggio misterioso dell’Apocalisse è ancora rilevante per i cristiani di oggi?

Mercoledì

COME FARE

COME FARE

Il tuo cuore è pronto?

di Opal Leighvard, Orlando, Florida, USA

Giovanni 14:1–3; Apocalisse 1:1, 2; 22:16

Fin dall’inizio, Dio aveva un piano di salvezza per tutti noi. La sua Parola non torna a vuoto, ed egli non tarda nelle sue promesse (Isaia 55:11; 2 Pietro 3:9). Giovanni 14:1–3 presenta la promessa di Gesù di tornare e portarci a vivere con lui in un luogo preparato dove vivremo per sempre con lui. Questo è in netto contrasto con lo stato della terra ora, un posto che ha perso il suo colore, la sua vivacità e vita. Come in quei climi dove gli alberi con le foglie verdi perdono la loro clorofilla, cambiano colore e cadono, il peccato ha fatto sì che noi facessimo lo stesso.

Solo le piante che sono radicate nel terreno buono sono in grado di crescere contro venti forti, pioggia o altro tempo avverso. In questo stesso modo, come cristiani dobbiamo essere radicati in Cristo. Egli è l’unica cosa che ci può mantenere forti nei tempi di angoscia.

Un po’ di potatura è buona per i nostri «rami». Togliere le foglie fitte di un albero può aiutare ad aumentare aria e luce del sole che risulta in un aumento della salute della pianta. Dobbiamo essere disposti ad aprire il nostro cuore completamente a Cristo, lasciando quindi che egli rimuova il nostro peccato e quegli elementi che bloccano la sua luce nella nostra vita. Dio diede a Giovanni la rivelazione e le parole di Gesù Cristo. Queste parole, quando applicate alla nostra vita funzionano tagliando via quelle parti che ci mantengono resistenti a lui (Ebrei 4:12). La sua potatura è una componente necessaria alla nostra crescita spirituale. Gesù ci avverte di seguire il suo esempio, e avere amore per la nostra umanità, ma di non avere amore per le cose di questo mondo (1 Giovanni 2:15–17). La potatura ci aiuta a rimuovere quelle cose tenendoci legati a Cristo.

La luce del sole e acqua quotidiana permettono che avvenga il processo di fotosintesi, che ciba la pianta e le permette di crescere in tutta la sua bellezza. La nostra luce e acqua quotidiana sono le cose che lasciamo entrare nel nostro cuore. Gesù ci avverte di non lasciare che il nostro cuore sia turbato (Giovanni 14:1). Se ci dedichiamo alla preghiera e allo studio della Bibbia, allora avremo pace oltre a portare buon frutto che testimonia di Cristo ed è una testimonianza per gli altri.

Rispondi

  1. Apocalisse 22:16 dice che Gesù è la «lucente stella del mattino». Come puoi lasciare che la sua Parola penetri la densa copertura della tua vita e splenda su di te? Rifletti su ciò che deve essere rimosso perché egli possa entrare e darti la sua pace.
  2. Sappiamo che Dio sta preparando un posto per noi. Sarai pronto ad andare?

Giovedì

OPINIONE

È vero?

di Ugochi Nkoronye, Orlando, Florida, USA

Giovanni 14:1–3, 29; 1 Pietro 3:4

Spesso sentiamo le parole «stiamo vivendo nei tempi della fine», ma alcuni di noi faticano a comprendere il concetto di queste parole. Alcuni potrebbero addirittura affermare che la storia si sta ripetendo o che non è finita allora, quindi perché dovrebbe finire adesso? In 2 Pietro 3:4 vediamo gli schernitori beffardi che dicono «Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione».

Cosa rende questo tempo diverso? Be’, la differenza si trova nel fatto che il libro dell’Apocalisse è un dono che Dio promette a quelli che leggono, ascoltano e ubbidiscono (cfr. Apocalisse 1:3). Il dono supremo è Gesù Cristo attorno a cui si evolve tutta la profezia. Qui, la storia è rivelata esclusivamente al suo popolo, permettendoci di comprendere il passato, riconoscere il presente e prepararci per il futuro. Gesù profetizzò tante volte nella Bibbia, ma un’immagine che ha catturato la mia attenzione è quella di Gesù che conforta i suoi discepoli prima della sua crocifissione. Li rassicura dicendo loro di non preoccuparsi perché egli ritornerà per portarci a casa, in un posto che preparerà per noi. Non solo rassicura della sua seconda venuta, ma ci informa «prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate» (Giovanni 14:1–3, 29). Questa dichiarazione illustra l’importanza delle profezie. Dio non ha dato il dono di profetizzare per soddisfare la nostra curiosità sul futuro, ma per solidificare la nostra fede in lui così che quando arriverà il tempo, crederemo.

L’Apocalisse ci permette ulteriormente di esercitare la nostra fede attraverso il suo servo Giovanni dove veniamo messi in guardia sui tempi della fine e riceviamo speranza per il nostro futuro.

È straordinario vedere, rivelata a Giovanni in una visione, la casa che Gesù ci ha preparato come aveva promesso in Giovanni 14:1–3, 29. Ancora una volta, vediamo che la profezia ci informa delle prove, tribolazioni e persecuzioni che devono venire, attraverso le lettere scritte alle sette chiese e al messaggio dei tre angeli. Il libro ci rivela anche che sarà creata una nuova terra come ricompensa per quelli che perseverano. Cristo vuole che ognuno di noi sia salvato. Non vuole che restiamo nelle tenebre o che siamo ingannati. Questa era la sua missione mentre era sulla terra. Quindi, ci dà l’opportunità di essere consapevoli del futuro, così che quando verrà, non solo crederemo, ma saremo pronti.

Rispondi

  1. Se fossi in grado di avere una visione della tua settimana, saresti meglio equipaggiato per affrontare le sfide che ti aspettano?
  2. Fai parte degli schernitori beffardi? Se sì, cosa puoi fare per cambiare?

Venerdì

ESPLORAZIONE

Una serie di orme

di Althea Dixon, Orlando, Florida, USA

Apocalisse 1–3

CONCLUSIONE

È un periodo critico per la chiesa e la maggior parte dei seguaci di Giovanni hanno già sofferto il martirio. Giovanni è esiliato, presumibilmente in un tentativo di metterlo a tacere. Tutto sembrava sembra perduto, ma il Signore in persona è al comando. «Fui rapito dallo Spirito nel giorno del Signore», scrive Giovanni, «e udii dietro a me una voce potente» (Apocalisse 1:10). Giovanni riceve una visione delle condizioni future della chiesa, dei problemi che avrebbero affrontato e la conoscenza dell’autorità di Dio, della sua potenza e del suo amore in ogni periodo. Colui che salvaguardò i primi testimoni avrebbe continuato a sostenere quelli che conservano la fede, perché noi avremmo incontrato la stessa sofferenza (Apocalisse 2:10). Ora possiamo riguardare le parole di questa profezia con il senno di poi (Apocalisse 1:3). Abbiamo abbastanza dimostrazioni per determinare se Cristo sia in grado di venire incontro a ogni nostro bisogno? Sì. Non c’è situazione dove egli non abbia fornito misure sufficienti per aiutarci (cfr. Apocalisse 2:1, 8, 12, 18; 3:1, 7, 14, 21).

PROVA A

  • Applicare conferme quotidiane che ti ricorderanno che non importa cosa affronterai, da solo non puoi fare niente ma con Cristo puoi fare tutto!
  • Caricarti attraverso la preghiera e restare in contatto leggendo, ascoltando o guardando materiale collegato. Metti «mi piace». Condividi. Iscriviti alle fonti aggiuntive che trovi attinenti e incoraggianti.
  • Iniziare un blog quotidiano o un altro tipo di mezzo che parla delle benedizioni in serbo per quelli che vincono, per esempio, un nuovo nome, porte aperte che nessun uomo può chiudere. Collabora e condividi il messaggio con altri.
  • Meditare sulla bontà di Dio nella tua prova di resistenza. Incoraggia gli altri lungo la via. Pensa: quando attraverso la mia prova, so che avrò una testimonianza alla fine. Ascolta o leggi le parole di una canzone che ti ispira a tenere duro.
  • Leggere con uno spirito di preghiera per capire e analizzare le profezie. Notare le cose che ti sorprendono o i dettagli chiave che devi ricordare. Quali sono delle cose che ancora non capisci? Fai chiarezza. Non ti arrendere.
  • Scrivere tutte le esperienze dove il nostro Dio si è preso cura di te. Metti a confronto la crescita che è derivata da quelle esperienze. Cosa devi iniziare, fermare o salvare?

CONSULTA

Ezechiele 33:13; Matteo 18:21–35; 24:13; Luca 8:12, 13; Luca 12:42–46; Giovanni 15:1–6; Colossesi 3:4; Ebrei 10:38; Apocalisse 3:5.

Joe Crews, Can a Saved Man Choose to be Lost (Amazing Facts).

Doug Batchelor, Compromise, Conformity and Courage (Amazing Facts).

Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, capitolo 57, «Il mistero svelato».

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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